LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI?

21/dic/2011 18.28.58 Commissario Nazionale Dipartimento Sicurezza Itali Contatta l'autore

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Che la giustizia italiana non fosse un esempio di virtù civili e che fin troppo spesso fosse usata da gruppi di potere a loro beneficio è cosa risaputa, come è ben noto che l’uso della giustizia per fini personali è divenuta una pratica tanto diffusa quanto deprecabile.

Voglio raccontarvi una storia assurda, una storia di malagiustizia, di giustizia usata e abusata.

I fatti: Il Sig. Massimiliano Clerico, attivista del PDL biellese, viene denunciato per calunnia in quanto avrebbe dichiarato di essere stato minacciato con una pistola, durante una lite per motivi politici, per altro non degenerata e rapidamente ricomposta, dall’assessore provinciale Pier Giorgio Fava. Il Clerico unitamente alla madre avrebbe reso noto l’accaduto spedendo lettere anonime e fax allo scopo di danneggiare politicamente l’assessore Fava, il Sindaco di Vigliano Luca Sangalli e l’ex consigliere comunale di Biella Francesco Rossi. Inoltre il Sig. Clerico avrebbe indotto un suo ex dipendente, Cesare Rolando, ad inviare alcune lettere calunniose a  vari giornali, firmandole questa volta, ribadendo la storia delle minacce a mano armata. Il Sig Clerico nega di aver mai raccontato di aver ricevuto tale tipo di minacce, pur confermando la lite, nega di aver indotto il Rolando a inviare accuse, per altro poi ritrattate dallo stesso Rolando.

Insomma una vicenda tutto sommato non gravissima e sicuramente non degna di essere così pesantemente attenzionata dai magistrati come invece è avvenuto.

Il Sig. Clerico invitato in Procura a Biella vi si recava, ignaro di cosa lo attendesse, in quella sede fu tratto in arresto, trasferito in carcere e posto in isolamento, restandovi per 19 giorni, sua madre Maria Angela Di Lorenzo, fu posta per lo stesso periodo agli arresti domiciliari. Il 04 ottobre 2011 sono stati condannati, in primo grado, a 2 anni e 8 mesi, il Sig. Clerico, a 1 anno la Sig.ra De Lorenzi, a 1  anno e 8 mesi  il Sig. Rolando.

Nel frattempo l’azienda del Sig. Clerico subiva gravi danni vuoi perché lasciata senza guida per circa un mese vuoi per l’eco che i fatti avevano avuto in un piccolo centro come Biella, ora il rischio di fallimento è ben più che un’ipotesi. Il povero Sig. Clerico si dice in grado di dimostrare la propria innocenza, dimentico, e come dargli torto, che non è compito dell’accusato dimostrare la propria innocenza ma dell’accusa dimostrare la colpevolezza dell’indagato. Come noto l’abeas corpus è a carico dell’accusatore in ogni paese che si dichiari civile.

Ci sembra assurdo tale severità e tanta prontezza nell’applicare alla lettera la legge in un paese in cui mafiosi pluriomicidi vengono rilasciati per decorrenza dei termini dovuta alla indolenza colposa di giudici sfaticati quanto non collusi, quanto assistiamo quotidianamente alla farsa di fermare e poi mandare liberi individui che ubriachi e drogati investono ed uccidono poveri passanti.

Se poi si pensa che reati gravissimi come l’usura vengono perseguiti con colpevole lentezza, lasciando che passi abbastanza tempo da farli andare in prescrizione, che denunce per estorsione giacciono anni sui tavoli degli inquirenti mentre le vittime vengono travolte e schiacciate dalla burocrazia, capovolgendo il concetto stesso di giustizia per cui si sequestrano e si vendono i beni delle vittime e non quelli dei criminali aggressori.

Tutto perché la giustizia civile e quella penale viaggiano a diverse velocità, più veloce la civile, biblicamente lenta quella penale. Inoltre la giustizia civile non tiene conto dei procedimenti penali in corso, mente , per logica, dovrebbe fermarsi in attesa del pronunciamento penale.

Ci chiediamo come mai ci siano casi in cui la legge è tanto pronta e sollecita a calare la spada della dea bendata ed in altri casi, ben più gravi per giunta, la giustizia si muova con esasperante lentezza? Il dubbio è che, in un caso e nell’altro, si voglia favorire una parte a scapito dell’altra e comunque sempre a discapito della Giustizia con la “G” maiuscola.

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