Laici del Polo, non tutto è perduto?

Il dibattito iniziato da Arturo Diaconale, direttore de L'opinione, si arricchisce oggi di ulteriori spunti: il brillante pezzo di Giovanni Schiavin su l'opinione, edizione 58 del 17-03-2006, "Laici del Polo, non tutto è perduto" ed un osservazione di Gennaro Rizzo, noto esponente socialista candidato con il Nuovo PSI in campania.

17/mar/2006 15.46.46 Italia Laica Contatta l'autore

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Laici del Polo, non tutto è perduto?

 

I  questi ultimi giorni dalle presentazione delle liste ad oggi, è rifiorito il dibattito sullo stato di salute ed il futuro dei laici presenti nella CdL.

 

Il dibattito iniziato da Arturo Diaconale, direttore de L’opinione, si arricchisce oggi  di ulteriori spunti: il brillante pezzo di Giovanni Schiavin su l’opinione, edizione 58 del 17-03-2006, “Laici del Polo, non tutto è perduto” ed un osservazione di  Gennaro Rizzo, noto esponente socialista candidato con il Nuovo PSI in campania.

 

Relativamente al contributo apparso su L’opinione, si afferma che “Se è vero che non si è riuscito a costruire il tanto auspicato Polo Laico non è vero che sia tutto perduto”. Diviene necessario, dunque “trovare una unità non tanto in una casa comune, quanto in singoli progetti…la linea da seguire è abbastanza semplice: in primis, continuare la battaglia a favore della laicità sottolineando come questa abbia ancora le sue ragioni soprattutto per quanto riguarda il centrodestra”. Viene, infine ribadito l’importanza che l’opinione si apra agli intellettuali laici ed infine l’autore lancia la provocazione di affidare a Marco Taradash una rubrica sul giornale.

 

Quanto a Rizzo, nel comunicato “un impegno rinnovato” afferma “Oggi possiamo dire che il nucleo centrale dell’area socialista si ritrova nella Casa delle Libertà, dove meglio abbiamo la possibilità di esprimere la nostra proposta politica, di avanzare progetti… liberi dallo statalismo e dal centralismo portato avanti dalla sinistra conservatrice”..

 

Il parere di Schiavin oltre che incoraggiante , pone anche un programma condivisibile di azione rispetto al momento attuale, quando popone di aggregare su singoli progetti di contro il tema della collaborazione laica, non può semplicemente essere  un’aggregazione temporanea per raggiungere il fine ma dovrebbe avere un’ossatura in un progetto strategico di lungo corso. Quanto agli intellettuali laici, penso la via è già stata percorsa con scarsi risultati, sarebbe più opportuno dar spazio a persone che nel concreto si battono per la laicità. Sentire il ritorno di un’area culturale e politica come quella del socialismo riformista non può che fare piacere, si mette in luce come ciò che realmente caratterizzi le coalizioni sia da un lato lo statalismo e dall’altro la libertà…anche di essere laici, sebbene nella CdL sia una dura vita, comunque non tutto è perduto?

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