20/03/2006 14:23 Radicali di sinistra
Documento di Intesa politica Verdi - Radicali di sinistra
Verdi e Radicali di Sinistra
Un'alleanza naturale
Cambiare l'Italia
Cinque anni di berlusconismo hanno minato alle basi il tessuto della
società italiana, disgregandone i fattori di coesione e accentuandone le
diseguaglianze e l'esclusione sociale. Gli effetti devastanti sono di tale
portata che mai come in questi cinque anni sono stati messi in crisi valori
fondamentali del vivere civile e della convivenza democratica.
L'attacco
alla Costituzione e l'assalto neoclericale delle Istituzioni hanno ristretto la
sfera di autodeterminazione di milioni di donne e uomini, sostituito lo Stato di
diritto ad uno Stato etico che produce discriminazione, riporta le lancette
della storia italiana cinquanta anni indietro.
L'affarismo ha sopraffatto
gli interessi pubblici e una miriade di nuove norme hanno vanificato la certezza
del diritto e dell'uguaglianza di fronte alla legge.
Cinque anni di
berlusconismo hanno, prima di tutto, consegnato il Paese alla rassegnazione,
alla sfiducia nel futuro. Per queste ragioni, le elezioni del 9 e 10 aprile
assumono un valore storico e strategico come l'occasione di riscatto per tutta
la nostra comunità.
L'alternativa è a Sinistra
Battere Berlusconi e la destra non basta. Alla destra va opposto un
disegno realmente alternativo nei valori, nelle pratiche e nel progetto di
società: occorre fermare il moderatismo e il trasformismo che nell'Unione
produrrà la medesima devastazione economica, sociale e morale.
Occorre
fermare i transfughi del berlusconismo e quanti intendono veicolare nell'Unione
una politica neoconservatrice e neoclericale. C'è bisogno di più Sinistra
nell'Unione per colmare il vuoto di politica creato dal berlusconismo, per
riportare al centro della politica la questione della cittadinanza, della
sicurezza sociale e la lotta alla precarietà.
C'è soprattutto bisogno di più
laicità nell'Unione per far entrare l'Italia in Europa sul piano dei diritti
civili, dell'autodeterminazione delle donne, del pieno riconoscimento delle
coppie di fatto e dei diritti dei cittadini omosessuali e transessuali.
Come
Radicali di sinistra intendiamo assumerci l'onere di una scelta di
responsabilità contribuendo attivamente all'affermazione delle liste Verdi.
L'alleanza Verdi - Radicali di sinistra intende assumere ed articolare
l'idea di una Sinistra alternativa: costruire uno spazio progettuale e politico
che si qualifichi per la centralità dei diritti civili e sociali,
l'autodeterminazione, la sostenibilità ambientale, la laicità dello Stato e la
valorizzazione della scuola pubblica quali elementi dimensionali di un progetto
di società aperta, laica, plurale.
Laicità e pluralismo, quindi, come
elementi fondanti del percorso comune Verdi - Radicali di sinistra per una
società plurale nei valori, nelle appartenenze, ma unitaria e solidale nelle
garanzie di libertà e pari dignità.
Testimoni naturali di questo percorso ,
a nostro avviso, sono due uomini esemplari nella storia del '900 di questo
Paese, e non solo. Due uomini che hanno dedicato la loro vita alla ricerca di
una feconda contaminazione tra culture politiche: Piero Gobetti e Alex Langer.
Entrambi morti prematuramente ma entrambi lasciando un carico enorme di
ideali, di coerenza esistenziale e di prospettive ancora da esplorare.
Laicità è democrazia
In un periodo storico segnato dalla drammatica recrudescenza dei
fondamentalismi, lo sviluppo civile, politico ed economico dell'Italia può
essere garantito attraverso una profonda laicizzazione delle istituzioni, una
effettiva separazione tra Stato e Chiesa a partire dall'abolizione degli
articoli 7 e 8 della Costituzione, del Concordato, e un drastico
ridimensionamento della presenza clericale nelle Istituzioni, nell'informazione,
nella scuola, in tutti i settori della vita civile ed economica, talmente
massiccia da non avere eguali in nessun altro paese occidentale.
Ribadire la
superiorità civile del principio di libertà politica, che consente alla
religione quello che la religione non consente alla libertà politica, significa
evitare che quei conflitti che dividono il mondo si riproducano all'interno
della nostra società con effetti devastanti.
Affermare la più ampia libertà
religiosa significa tenere conto anche dei milioni di italiani non cattolici,
sostenere che gli equilibri tra libertà e responsabilità del cittadino sono
promossi solo da atti legislativi che prescindono dalla fede e che l'uguaglianza
e laicità dello Stato sono principi supremi del nostro ordinamento democratico.
Nella fase storica in cui l'Italia si apre a persone di fedi diverse dalla
cattolica, riteniamo più utile uno Stato laico che integri le differenze,
piuttosto che uno Stato paraconfessionale che legittimi gli altrui
fondamentalismi.
Il nostro impegno è volto alla costruzione di una società
laica, rispettosa delle diversità, capace di includere le differenze in un
progetto di una società aperta e plurale.
Pace, nonviolenza, Europa
Richiamarsi all'articolo 11 della Costituzione e il rifiuto della guerra
sono priorità programmatiche assolute. Rifiutare la guerra significa pensare
nuove forme di democrazia globale: riforma dell'ONU, ma, prima di tutto,
un'Europa più forte, motore di un nuovo processo di globalizzazione della
democrazia che si basi sull'ampliamento dei diritti e della partecipazione, e
non sull'esportazione di paura e distruzione.
Disarmare la guerra con la
nonviolenza, coincide con la lotta e l'alternativa all'economia che ne sostiene
il disegno di dominio, vuol dire rilanciare le politiche per la cooperazione che
rimettano al centro delle relazioni e degli sforzi politici la dignità della
persona.
Dimezzare le spese militari significa liberare risorse da destinare
alla ricerca medico/scientifica, al commercio equo, alla sostenibilità
ambientale, al sostegno attivo del microcredito ad un progetto europeo per
liberare l'Africa dalla fame, per sostenere l'accesso all'istruzione dei bambini
e dell'imprenditoria femminile: rendere più giusto e libero il mondo è il
miglior modo per rendere più sicura anche l'Europa e l'Italia.
Liberare i diritti
Liberare i diritti, liberare le persone dalle discriminazioni sessuali,
di genere, etniche e religiose. Riconoscere pubblicamente la libertà di tanti
cittadini e cittadine di esistere alla luce del sole con Istituti di garanzia
come i PACS, secondo la nostra Costituzione, rappresentano un dovere politico ed
istituzionale.
Riteniamo prioritario il riconoscimento della pluralità dei
modelli di famiglia e l'estensione anche alle coppie e famiglie omosessuali
degli stessi diritti di quelle eterosessuali, la fine delle discriminazioni
delle persone transessuali e transgender, attrverso un'iniziativa politica e
legislativa che rispetti, tuteli e valorizzi i percorsi esistenziali di tutti i
cittadini.
Un futuro sostenibile
Consideriamo inderogabile la salvaguardia del capitale paesaggistico e
ambientale del nostro Paese: le nostre azioni sono volte al blocco delle "Grandi
Opere", perché questi investimenti devono essere dirottati per l'ammodernamento
dell'esistente, il ripensamento delle politiche energetiche, il sostegno ai
biocarburanti.
A partire dall'abolizione della Legge 308/2004, l'impegno
prioritario è evitare che l'Italia venga investita dalle ulteriori
deregolamentazioni del Governo Berlusconi, adottate evitando l'esame del
Parlamento e delle associazioni ambientaliste.
Diritto al lavoro e alla
dignità
Il mercato del lavoro ha subito, negli ultimi 10-15 anni e per
effetto della globalizzazione, mutamenti strutturali che la politica non ha
intercettato, se non con una legge, la Legge 30, che mortifica e riduce il
diritto al lavoro trasformandolo di fatto in un puro e semplice "rapporto
commerciale".
Il diritto al lavoro è uno dei fondamentali diritti di
cittadinanza, e come tale è indisponibile; possono tuttavia mutare, in relazione
alla natura dinamica del mercato del lavoro globalizzato, le modalità e gli
strumenti per renderlo esigibile. Per questo motivo i Radicali di Sinistra
ritengono prioritaria, nell'immediato l'abrogazione della Legge 30, ed in
prospettiva l'adozione di un nuovo Statuto dei Lavori, che ammoderni e
ridistribuisca su tutti i lavoratori il sistema delle tutele previsto dallo
Statuto dei Lavoratori e, più in generale, dalle norme del Diritto al
Lavoro.
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