DELLA VALLE SI DIMETTE:PIU' DURO LO SCONTRO GRANDI IMPRESE BERLUSCONI

DELLA VALLE SI DIMETTE:PIU' DURO LO SCONTRO GRANDI IMPRESE BERLUSCONI

Allegati

21/mar/2006 12.32.27 Nuovo Psi Venezia Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
 

DELLA VALLE SI DIMETTE:PIU’ DURO LO SCONTRO GRANDI IMPRESE BERLUSCONI

Dopo il terremoto provocato dall’intervento di Berlusconi all’assemblea della Confindustria, a Vicenza, le scosse di assestamento. Prima una serie di dichiarazioni dei vertici confindustriali ( Pininfarina, Montezemolo) stizzite, prive di quell’aplomb che in altri casi è la loro caratteristica.
Poi, inattese, le dimissioni di Diego Della Valle, l’uomo che maggiormente aveva provocato e subito la polemica col presidente del consiglio.
Il patron della Fiorentina ha spiegato la sua decisione
con la necessita' di ''evitare che continuino le
strumentalizzazioni che possano arrecare danno all'associazione
ed agli amici imprenditori''. C’è chi vede in questo passo di Della Valle la premessa per un inasprimento della polemica con Berlusconi: in pratica per un’azione giudiziaria senza coinvolgere la Confindustria.
Ma la spiegazione più credibile è un’altra. Berlusconi ha messo a nudo un conflitto latente: da un lato il ristretto gruppo di imprenditori che controllano banche, giornali, il vertice dell’associazione di categoria, e che gioca di sponda con centro-sinistra, magistratura e sindacati; dall’altro le centinaia di migliaia di piccoli imprenditori, che tirano avanti senza appoggi pubblici e devono ogni giorno intrattenere difficili rapporti con il mondo bancario.
Giovedì prossimo si riunisce la giunta confindustriale. In quella sede si potrebbero avere i primi riverberi della spaccatura provocata dall’esplosivo discorso di Berlusconi. Gli applausi della platea risuonano ancora come esplicita polemica coi vertici dell’organizzazione e con la nomenclatura delle prime file: quelle oggetto dell’invettiva del premier.
La teoria della claque degli infiltrati cozza contro la stessa capacità organizzativa della Confindustria: che non ci farebbe una bella figura.
Sarà uno scontro duro. Fino all’ultimo: Berlusconi anziché indietreggiare ha reso ancora più esplicite le accuse tornando sull’argomento: "c'è un
accordo fra le grandi imprese che si aspettano favori dalla
sinistra e dai sindacati" e che "usano le istituzioni degli
imprenditori non per aiutare le imprese, ma per i propri
interessi". Alla luce della storia d’Italia l’accusa, purtroppo, è credibile.

 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl