De Leo a Toronto per un dibattito radio-televisivo

De Leo a Toronto per un dibattito radio-televisivoIl 26 marzo scorso si è svolto a Toronto un dibattito sulle elezioni politiche in cui è emerso l'approccio umano e sociale di Francesco de Leo.

03/apr/2006 20.00.12 Confederazione degli Imprenditori Italiani Contatta l'autore

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Il 26 marzo scorso si è svolto a Toronto un dibattito sulle elezioni politiche in cui è emerso l'approccio umano e sociale di Francesco de Leo. Un approccio che conquista gli elettori convenuti e mette ancora più in evidenza la sproporzione con gli altri candidati.

De Leo si è distinto dai tanti candidati che hanno dato dimostrazione di poca civiltà e rispetto per i propri colleghi e per gli organizzatori di questo evento che era trasmesso in diretta da Radio Uno e presentato anche su Omni Television e Lo Specchio. Chi urlava e chi ingiuriava quando qualcun'altro parlava. Insomma, i tanti ascoltatori avranno avuto modo di verificare il tipo di gente che vuole rappresentarli.

Molti gli aspetti che hanno determinato il consenso verso de Leo. In primis la questione relativa all'AIRE, l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, che nonostante una recente bonifica si dimostra spesso lacunosa e poco accurata. Perciò la proposta di informatizzare i servizi consolari, con annessa divulgazione di eventi culturali e sociali, la funzione di tramite per opportunità di partecipazione a progetti di cooperazione con altri italiani, o solo l'idea di poter votare online in un futuro prossimo hanno dato modo ai partecipanti di notare lo spessore pragmatico e lo spirito d'iniziativa che animano Francesco de Leo.

Di fronte al qualunquismo e alle generalizzazioni degli altri candidati de Leo ha portato avanti idee concrete come quella relativa all'impegno di battersi per il ripristino della cittadinanza a tutti gli italiani che per forza di cose hanno dovuto rinunciarvi. Inoltre ancora l'ipotesi di de Leo di creare un ente che online agevoli il lavoro burocratico dei consolati e medi con le realtà comunali e regionali italiane, delegare funzioni del consolato ai patronati più radicati nel territorio americano e più facilmente accessibili, appare più efficace e pratica di molte altre vaghe soluzioni studiate in precedenza.

Il carattere indipendente in quanto realmente al servizio dei connazionali piuttosto che schiavo di assurde logiche dei partiti ha poi reso chiara la statura morale di de Leo che poggia la sua forza sul pragmatismo e spirito di abnegazione genuine. Un uomo semplice che apprezza nella società una vera solidarietà grazie a tanto volontariato - ma libero!, che capisce la domanda di sussidiarietà che la società sta ponendo, una sussidiarietà non sussidiata ne vittima dell'assistenzialismo. Insomma, un politico che è per l'emergere dell'individuo nella società. Questa è la cifra e la forza di de Leo, il candidato che noi siamo orgogliosi di votare e sostenere.

Michele Santamaria
Scrittore e Storico

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