RIFONDAZIONE COMUNISTA PONE IL VETO ALLA CANDIDATURA DI TURI LOMBARDO NELLA LISTA DI “UNITI PER LA SICILIA”
Nel corso di una
riunione nella sede di Primavera Siciliana, in vista della predisposizione delle
liste per le elezioni regionali, il segretario regionale di Rifondazione
Comunista Rosario Rappa ha posto il veto alla candidatura di Turi Lombardo per
la prossima scadenza elettorale regionale, adducendo motivazioni assolutamente
prive di fondamento.
Turi Lombardo, già deputato regionale socialista e già
assessore, arrestato nel 1993 per presunta associazione a delinquere non di tipo
mafioso, dopo 10 anni e 6 mesi è stato, nel corso del 2003, definitivamente
assolto «perché il fatto non sussiste», con sentenza della Corte di
Cassazione.
La Corte di Appello di Caltanissetta ha già condannato lo Stato
Italiano e per esso il Ministero di Grazia e Giustizia e, fra qualche giorno, la
Corte di Appello di Palermo si pronuncerà sull’ingiusta detenzione poiché Turi
Lombardo è rimasto in carcere per più di 6 mesi.
La posizione del segretario
di Rifondazione appare, quindi, assolutamente pretestuosa poiché la
Magistratura, di ogni ordine e grado, ha sancito che le accuse rivolte a Turi
Lombardo dalla Procura di Palermo erano prive di ogni fondamento.
Occorre
anche rilevare che il veto nei confronti di Turi Lombardo non è giustificato
neppure dai criteri di esclusione – codice etico – concordati prima delle
elezioni politiche dai partiti che hanno dato vita al cartello elettorale “UNITI
PER LA SICILIA”.
La posizione giustizialista di Rifondazione Comunista,
avallata dalla Lista Di Pietro, cui recentemente ha aderito l’on. Leoluca
Orlando, è l’alibi dietro cui si nasconde il timore che Turi Lombardo, grazie
alla stima e alla popolarità raccolta nel corso della sua vita politica, possa
essere eletto alle elezioni regionali che, diversamente da quelle politiche,
consentono di esprimere il voto di preferenza.
DICHIARAZIONE STAMPA DELL’ON. TURI LOMBARDO
«Il
povero Rappa è, in ordine di tempo, l’ultimo killer di un giustizialismo di
sinistra che, soprattutto in Sicilia, tarda a morire.
Continuerò a dire le
cose che penso e a fare quelle che ritengo giuste.
Se non è bastata
l’ingiustizia del carcere a piegarmi, che volete che sia la mancanza di un
seggio all’ARS.
Rappa e i suoi compari non troveranno la compiacenza di
nessun socialista degno di questo nome o, se la troveranno, sarà di socialisti
che hanno rinunciato alla loro storia e alla loro dignità.
In questa
occasione viene difficile pensare che Rappa e i suoi compari non si rendano
conto del danno politico ed elettorale che con il loro comportamento arrecano
alla possibile elezione di Rita Borsellino o, forse, se ne rendono conto e per
questo si comportano in questo modo».