UN APPELLO ALLE LISTE CHE SI DICHIARANO SICILIANISTE

20/apr/2006 14.51.00 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"

- Sikritarìa Nazziunali -


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UN APPELLO ALLE LISTE CHE SI DICHIARANO SICILIANISTE:
«ABBIAMO IL DOVERE DI DIRE "NO" ALLA REALIZZAZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO. ED È, QUELLA ELETTORALE, UN'OCCASIONE PROPIZIA»

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che il momento elettorale sia il più opportuno per impegnarsi e per impegnare alleati ed avversari a ribadire il proprio NO alla costruzione del PONTE sullo Stretto di Messina. Ed è, questo, un argomento che non può restare fuori del dibattito politico e dell'attenzione degli Elettori Siciliani, come pare che, invece, si vorrebbe fare da più parti.

Tantoppiù che è stata diffusa, in queste ultime settimane, come buona, la pessima notizia dell'avvenuta firma del contratto fra la Società STRETTO DI MESSINA e l'apposito Raggruppamento Temporaneo di Imprese, guidato dall'IMPREGILO, per l'affidamento della progettazione definitiva esecutiva e per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Il tutto è stato fatto con una fretta inquietante ed irragionevole. Ed anche provocatoria ed arrogante. Una fretta che dovrebbe fare mobilitare tutta l'opinione pubblica siciliana, ed in particolare quella parte di essa che si richiama ai valori del SICILIANISMO.

Ai fratelli Sicilianisti con altre sigle ci permettiamo umilmente di ricordare (e ricordiamo a noi stessi per primi) che il Ponte sullo Stretto è un'opera costosissima e pericolosa. Sulla sua reale fattibilità, infatti, esistono, negli ambienti scientifici, non pochi dubbi. Così come dubbi e valutazioni negative provengono da parte dell'Opinione pubblica internazionale, scandalizzata - fra l'altro - per il fatto che il cuore della MAGNA GRECIA venga soffocato da un gigantesco macigno di acciaio e di cemento. Un vero attentato alla IDENTITÀ, alla CULTURA, alla INSULARITÀ e al FUTURO della SICILIA e del suo POPOLO. Ci è sembrato altresì che qualcuno continui a fare precipitare i tempi per mettere il Popolo Siciliano di fronte al fatto compiuto.

Ci saremmo aspettati un comportamento più riflessivo e più ponderato da parte del Governo Italiano e dal Governo Regionale, per un'opera faraonica che, comunque, sorgerà in una zona altamente SISMICA e battuta dal VENTI. E sulla quale recentemente hanno espresso dissenso le popolazioni rivierasche, dell'una e dell'altra sponda dello Stretto, che saranno - peraltro - le più danneggiate. Ci saremmo aspettati, insomma, maggiore senso di responsabilità per un'opera che costerà certamente più di QUATTRO MILIARDI di EURO e che, se realizzata, costituirebbe un UNICUM proprio per la sua campata unica. Le cui oscillazioni - se tutto il resto andrà bene - interromperanno continuamente il passaggio degli automezzi e quello dei treni, a causa dei venti. Non osiamo parlare, poi, dei fenomeni sismici.

Non ci vuole molto a comprendere che il Ponte deturperà irrimediabilmente il PAESAGGIO e procurerà un'infinità di GUASTI ecologici e biologici in una della aree naturalistiche più interessanti del Mondo.

C'è un ultimo importante particolare. In realtà, il contratto sottoscritto nei giomi scorsi prescrive che la Società appaltatrice curi la redazione del PROGETTO DEFINITIVO. Non è, questo, un passaggio da sottovalutare. In quanto ci conferma che niente - fino a questo momento - è definitivo e scontato. Tutto può, infatti, essere rimesso in discussione.

Diventa, infine, più attuale ed indilazionabile la richiesta di sottoporre a specifico REFERENDUM, in Sicilia, la opportunità o meno di realizzare il Ponte stesso. Senza il Referendum, infatti, non vi sarebbe LEGITTIMAZIONE DEMOCRATICA per un'opera tanto invasiva e - ci sia permesso di denunziarlo ancora - tanto DEVASTANTE. Ed il Referendum dovrebbe essere indetto con una specifica legge regionale.

Amici Sicilianisti,
Non sottraiamoci al diritto e al dovere di dire un forte "NO" al PONTE. Prima che sia troppo tardi e prima che il silenzio sia interpretato come tacito consenso. O, peggio, come tradimento!

Palermu, 18 aprili 2006        

'U SIKRITARIU (Giuseppe Scianò)

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Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'ADDETTO STAMPA (Giovanni Basile)


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