SOCIALISTI & SINISTRA. INTERVISTA A DANIELE DELBENE PRESIDENTE NAZIONALE COSTITUENTE PSE

Se si va ad analizzare il voto, ci si rende conto che Berlusconi ha raggiunto quasi il 50% del consenso elettorale, grazie anche al voto di buona parte dei più bisognosi.

24/mag/2006 19.52.00 Ufficio Stampa-CostituenteNazionalePSE(Socialisti) Contatta l'autore

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  Intervista pubblicata su www.domanisocialista.it 

 Il Partito Democratico, la fine della sinistra d'ispirazione riformista.
I socialisti devono aprire un dibattito sul futuro della Sinistra Italiana

Intervista a Daniele Delbene Presidente
della Costituente Nazionale Pse e membro della
Segreteria Nazionale di Socialismo è Libertà

Cosa ne pensi del risultato elettorale nel suo complesso ?

Sicuramente un risultato inaspettato per i più.
Il centro-sinistra era convinto di stravincere, il centro-destra veniva dato per superperdente e, a parere di molti, il paese non ne poteva più di quel “tiranno di Berlusconi “. Il risultato elettorale ha dato un esito alquanto diverso. Il centro-sinistra ha vinto formalmente, ma non politicamente.

In che senso ?
In questi ultimi anni, per cause di svariata natura, è aumentato il costo della vita e con esso  le difficoltà per molte famiglie italiane. E’ aumentato in maniera esponenziale il numero di  coloro che vivono in una condizione di nuova povertà.
Se si va ad analizzare il voto, ci si rende conto che Berlusconi ha raggiunto quasi il 50% del consenso elettorale, grazie anche al voto di buona parte dei più bisognosi. E’ questo il dato che dovrebbe far riflettere. Bisogna chiedersi come mai un elettorato che dovrebbe avere come interlocutore naturale il centro-sinistra, o meglio la sinistra, ha per buona parte riconfermato, come del resto era avvenuto 5 anni fa, il proprio consenso a Berlusconi.
Probabilmente il centro sinistra è parso agli elettori come una coalizione unita dal primario desiderio di togliere il posto di comando a Berlusconi e non invece come una coalizione che voleva portare il nostro paese in una direzione differente da quella proposta dalla CDL e in grado di dare risposte alle necessità crescenti del nostro paese e dei più deboli.
Ne emerge una difficoltà della sinistra a dialogare e a rappresentare la propria base naturale di elettori. Quando una forza politica o una coalizione non riesce più a dialogare con la propria base e le proprie realtà sociali, vi è una sconfitta politica.

Ma a tuo avviso, quale è la motivazione di questa incapacità della sinistra a rendersi credibile nei confronti dei propri elettori naturali ?

Va ricercata nel profondo, in un  mancato revisionismo. La sinistra ha bisogno di avviare una seria riflessione al suo interno, senza cercare scorciatoie che non vengono comprese dai cittadini

A cosa ti riferisci ?

A questa ricerca di semplificazione “ forzata” , ulivismo e partito democratico, che porta la sinistra d’ispirazione riformista in un percorso dove prevale un  moderatismo senza anima e colori ben definiti.

Quindi ritieni un male la costruzione del Partito Democratico ?

Sarebbe la fine della sinistra d’ispirazione riformista nel nostro paese. Sempre più ci si allontana da  una sinistra riformista con connotati culturali ben definiti e sempre maggiore sarà la difficoltà a rappresentare parte del paese. Non a caso sono aumentati i consensi per la sinistra più radicale.

Ma l’Ulivo ha ottenuto un buon risultato ?


Il consenso dell’Ulivo, come quello di Forza Italia, sono risultati che prescindono da motivazioni di carattere politico. Sono figli della campagna elettorale che è stata prevalentemente improntata su Prodi e Berlusconi. Quando compariva Prodi vi era il simbolo dell’Ulivo, quando Berlusconi quello di Forza Italia.


Quindi ritieni che sia solo un risultato dettato dalla campagna mediatica ?

Si.

Quale è l’alternativa per la sinistra?

Avviare nella sinistra una seria riflessione, mettere da parte il Partito Democratico, per porre la questione Socialdemocratica. L’Italia ha bisogno di una sinistra di governo, ma con ideali,valori e colori ben definiti; questi possono essere rappresentanti, come del resto avviene in tutti i paesi Europei,da un grande Partito del Socialismo, o Socialdemocratico che si riconosca nel PSE.

Venendo a noi cosa ne pensi del risultato delle varie liste socialiste ?

Dalle recenti consultazioni elettorali i dirigenti socialisti dovrebbero trarre consiglio e avviare una seria riflessione sugli esiti di entrambe le liste che li hanno visti protagonisti.
L’elettorato tradizionalmente socialista non ha voluto premiare nessuna delle liste presenti ritenendole, evidentemente, non all’altezza del compito di rappresentanza politica e/o poco chiare nella loro preposizione.

La Rosa nel Pugno sarebbe dovuta partire da una base elettorale di circa il 3 % ( Radicali + SDI) , e vista l’enorme visibilità avuta sui media, avrebbe dovuto ottenere un risultato molto più consistente. Il risultato ottenuto è stato del 2,5 % .Se consideriamo un voto di opinione, pur minimo, grazie alla visibilità e a tematiche specifiche di cui si è fatta rappresentante, e se teniamo presente un minimo consenso di tradizione radicale, ne emerge che del risultato ottenuto poco rimane attribuibile all’elettorato socialista.

Il Nuovo Psi, che alle ultime Europee, se pur in un contesto politico differente, ha ottenuto più di un 2 % , oggi, alleato con la DC di Rotondi, ha ottenuto una risposta elettorale da parte degli elettori socialisti alquanto deludente, a conferma dell’incomprensione dell’alleanza.

I Socialisti di Bobo Craxi, presenti in poche regioni, pur essendo l’unica lista chiaramente socialista ha pagato la fretta con cui si provveduto a realizzarla e le scelte del leader risultate, evidentemente, poco comprensibili dall’elettorato socialista.

Cosa è mancato in queste liste ?
La base socialista vuole chiarezza, unità e un chiaro progetto politico, al contrario di quanto avvenuto fino ad oggi con finte alleanze che cambiano ogni anno, spesso in contraddizione l’una con l'altra. Probabilmente buona parte dei Dirigenti Socialisti è accecata dalla bramosia della conservazione delle proprie posizioni personali per comprendere quale debba essere il proprio ruolo politico.

Secondo te cosa dovrebbe fare questa “base militante socialista” ?
Se non si vuole chiudere definitivamente una tra le più significative esperienze politiche Italiane e determinare quindi la fine di una grande cultura politica che, dopo più di un secolo, ancora oggi è attuale e fondamentale per contribuire all’elaborazione di quella sinistra di governo di cui parlavo prima , i militanti socialisti e con loro quei dirigenti, che ancora si sentono responsabili del loro ruolo politico, devono abbandonare la loro rassegnazione e prendere immediatamente una forte posizione.
In questo contesto le nuove generazioni di dirigenti socialisti devono, da subito, mobilitarsi prendendo coraggiose prese di posizioni in tutti i Direttivi Comunali, Provinciali, Regionali e in tutte le sedi opportune di entrambi i partiti socialisti.

Quali devono essere gli obiettivi a sostegno di queste forti prese di posizione ?

Riunire i socialisti in una casa comune per contribuire insieme ad aprire la questione socialdemocratica, di cui parlavo prima, nella Sinistra Italiana.

Ma lo SDI e la Rosa nel Pugno hanno deciso che intendono perseguire la costruzione del Partito Democratico?
E’ una decisione che se dovesse essere confermata ridurrebbe ulteriormente la Rosa nel Pugno ad una aggregazione Radicale con qualche generale, senza truppe, di provenienza socialista.

I socialisti sono rimasti tali perché coscienti del proprio ruolo politico per il futuro del nostro paese. Oggi quel ruolo diviene determinante per costruire una nuova e grande sinistra di governo di cui c’è forte necessità.

I socialisti, con o senza “i colonnelli”, sapranno individuare il proprio compito politico coerentemente con le motivazioni che li hanno spinti a non abbandonare mai.

 

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