LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE SOCIALISTA DICE NO AD UN GENERCO PARTITO DEMOCRATICO

LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE SOCIALISTA DICE NO AD UN GENERCO PARTITO DEMOCRATICO Daniele Delbene Presidente Nazionale della Costituente per il PSE e Luigi Rocca il Sindaco Socialista piùgiovane d'Italia (Isola Capo Rizzuto) inervengono con una lettera sulla fine del PSI, sulle responsabilità dei dirigenti della diaspora socialista degli anni post tangentopoli e sulla costruizione del Partito Democratico defnendolo: «un partito senz'anima e colori ben definiti dove il moderatismo spicciolo la farebbe da padrone».

15/giu/2006 19.43.00 Ufficio Stampa-CostituenteNazionalePSE(Socialisti) Contatta l'autore

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Daniele Delbene Presidente Nazionale della Costituente per il PSE e Luigi Rocca il Sindaco Socialista piùgiovane d'Italia ( Isola Capo Rizzuto ) inervengono  con una lettera sulla fine del PSI, sulle responsabilità dei dirigenti della diaspora socialista degli anni post tangentopoli e sulla costruizione del Partito Democratico defnendolo : << un partito senz’anima e colori ben definiti dove il moderatismo spicciolo la farebbe da padrone >>.

 

In merito alla discussione che ogni giorno impervia sui quotidiani nazioni riguardo la fine del PSI e le successive divisioni dei suoi eredi, sentiamo il bisogno di esprimere il comune pensiero di centinaia di giovani dirigenti socialisti. Sono infatti migliaia i giovani motivati dalla consapevolezza di quanto sia necessaria una chiara presenza del socialismo nel nostro paese.

A questa nuova generazione poco importa , se non per puro interesse personale, sapere di chi sono le responsabilità della fine del Psi. Di estremo interesse diviene invece individuare chi ancora tra i “vecchi dirigenti” sente il dovere di dare continuità a quella che riteniamo la più appassionante e significativa cultura politica che segnato più di un secolo della storia del nostro paese. A questo proposito buona parte della classe dirigente post-tangentopoli ha una grossa responsabilità : è divenuta vittima della rassegnazione e schiava dell’autoconservazione.

Più di un decennio passato sotto colori altri, mille progetti iniziati, ma tutti privi di coerenza politica e come tali finiti con la stessa velocità con cui si sono manifestati.

 

Ha ragione Rino Formica : aver fatto vivere il socialismo a percentuali da prefisso telefonico non è un merito, diviene una responsabilità politica se frutto degli egoismi personali o sintomo di incapacità politica nel caso contrario. Come abbiamo già avuto modo di ribadire in più occasioni c’è necessità di una nuova sinergia tra l’esperienza delle classi dirigenti precedenti, che ancora credono, e la passione politica di una nuova classe dirigente che non porti sulle spalle il peso della rassegnazione e dei conflitti per il mantenimento personale. Per questo motivo , forti della disponibilità mostrata da personalità come Rino Formica, stiamo elaborando il primo passo di un’azione mirata, concordata con centinaia di giovani dirigenti di area socialista, in ogni provincia d’Italia. Infatti in questi anni si è sviluppata una rete che ha contribuito alla formazione di una nuova classe dirigente che oggi è pronta a entrare a pieno titolo nello scenario politico e il prossimo passo sarà proprio in questa direzione : “armate le truppe è ora di entrare sul campo” .

 

 L’obiettivo politico, in prospettiva, sarà quello di contribuire, valorizzando la forza del socialismo tradizionale italiano, ad una maturazione della sinistra per costruire anche in Italia, non un mero partito democratico, senz’anima e colori ben definiti dove il moderatismo spicciolo la farebbe da padrone, ma un grande partito del Socialismo come esiste in tutti i paesi europei. Quest’ultima è l’unica forza politica organizzata in grado di dare rappresentanza alla sinistra d’ispirazione riformista di cui il paese ha estrema necessità per affrontare le sfide del nuovo millennio a partire dall’imminente rischio di uno scontro generazionale tra genitori che sono riusciti a costruire una famiglia e un’accettabile condizione di vita e figli che finite le rendite famigliari rischiano di divenire una massa di poveri ed emarginati senza certezze.

 

Due sono le domande che migliaia di giovani dirigenti di area socialista vogliono porre :

 

1)      Caro Rutelli, caro Prodi e caro Fassino dove si collocherà il futuro partito democratico se mai si farà ?

2)   Perché l’Italia deve avere un’anomalia politica rispetto il resto d’Europa quando ogni giorno si chiede maggiore uniformità tra i paesi membri?

 

 

 

 

 

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