LICENZIAMENTI TELECOLOR: LO SPECCHIO DELL'INFORMAZIONE IN SICILIA - IL MIS PRONTO A SCENDERE IN PIAZ

Infatti, avanzando motivazioni economiche, il gruppo proprietario di Telecolor (così come, direttamente o indirettamente, della quasi totalità delle altre testate videogiornalistiche della Sicilia orientale) ha dato vita ad un "piano di ristrutturazione" che in realtà darà vita ad un sistema di "deregulation" basato su agenzie e collaboratori precari, meglio asservibili alle volontà dell'editore.

05/lug/2006 16.22.00 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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LICENZIAMENTI TELECOLOR: LO SPECCHIO DELL'INFORMAZIONE IN SICILIA - IL MIS PRONTO A SCENDERE IN PIAZZA

Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, che sin dagli albori della propria esistenza ha lottato per la libertà e compiutezza dell'informazione, non può che esprimere in queste ore una profonda preoccupazione circa lo stato dell'informazione in Sicilia.

Se, infatti, la concentrazione oligopolistica (per non dire monopolistica, in taluni comparti) editoriale in Sicilia, responsabile della fortissima riduzione del numero di testate (e, quindi, di voci da ascoltare per i cittadini) era già a livelli di emergenza, il fatto che si stia procedendo allo smantellamento di una redazione storica e produttiva, quella di Telecolor, fa scattare l'allarme.

Infatti, avanzando motivazioni economiche, il gruppo proprietario di Telecolor (così come, direttamente o indirettamente, della quasi totalità delle altre testate videogiornalistiche della Sicilia orientale) ha dato vita ad un "piano di ristrutturazione" che in realtà darà vita ad un sistema di "deregulation" basato su agenzie e collaboratori precari, meglio asservibili alle volontà dell'editore.

Il quale pure ha puntato ad una campagna prossima al diffamatorio nei confronti dei giornalisti licenziandi, rei di avere un piano di lavoro attentamente controllato dal Direttore (insomma, sembra che si rinfacciasse a questi videogiornalisti di fare il proprio lavoro "sul campo", invece di montare i servizi in sede basandosi come altre testate su comunicati stampa e immagini di repertorio) e una retribuzione stabilita da un contratto nazionale di lavoro!

Ma allora, perché quando un commerciante o un costruttore ne erano proprietari, l'informazione era il fiore all'occhiello di Telecolor, e oggi che la testata è di un editore (e non solo: anche giornalista) la redazione va falcidiata? Perché il gruppo Ciancio ha acquistato Telecolor se era un così pessimo affare? Per controllare indisturbato il mercato pubblicitario evitando peraltro la concorrenza sul piano della compiutezza dell'informazione?

Siamo a livelli Orwelliani. Ma questa situazione è figlia del sistema di oppressione coloniale, che impone concentrazioni anomale e la rassegnazione alla gente, di cui dobbiamo liberarci.

Quindi, noi indipendentisti siamo pronti a scendere in piazza per manifestare. Accanto ad Alfio Sciacca, a Fabio Albanese, agli altri giornalisti in procinto di essere messi per strada, e accanto ad ogni siciliano e siciliana che chieda la libertà di sapere e di lavorare, in Sicilia.

Perché quello del giornalismo in Sicilia è un mondo che deve tornare a dar lavoro ai giovani siciliani, troppo spesso ottimi giornalisti, ma fuori dall'isola. Come Maria Grazia Cutuli, che di Telecolor fu ottima redattrice.

Il nostro appello va quindi alle forze politiche e alla società civile, perché si scenda in piazza compatti per chiedere, finalmente, una svolta per l'informazione in Sicilia: solo così gli imprenditori liberi che vogliono fare informazione in Sicilia (nella Nazione Siciliana, che per sua natura può garantire al comparto ottime rendite) potranno sentirsi garantiti circa i loro intenti, e procederanno nel fiaccare questo sistema di controllo e censura dell'informazione che incancrenisce e apatizza il Popolo Siciliano.

Catania, 5 giugnettu 2006

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


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