FINANZIARIA: BENE IL NO AL PONTE, MA I SOLDI DELLA "STRETTO DI MESSINA" TORNINO AI SINGOLI ENTI

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30/set/2006 13.49.00 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
fondato nel 1943


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FINANZIARIA: BENE IL NO AL PONTE, MA I SOLDI DELLA "STRETTO DI MESSINA" TORNINO AI SINGOLI ENTI

Nonostante i tanti balzelli ed incertezze sul tema, il Consiglio dei Ministri ha varato la Finanziaria 2007 nella quale, tra l'altro, si conferma per l'appunto la non realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Il fatto non può che lasciare soddisfatti noi indipendentisti siciliani, ma non del tutto rassicurati: infatti troppe voci circa un mero differimento della realizzazione del ponte-monstre si affollano, mentre non mancano, da parte dell'attuale opposizione, le spinte verso l'edificazione. E, visti i fragili equilibri su cui si basa l'attuale governo, certe spinte appaiono inquietanti.

Del resto, la fazione che a Roma è opposizione, a Palermo è maggioranza. E infatti il Presidente della Regione Siciliana, Cuffaro, non manca di abbaiare alla luna i suoi propositi di realizzazione del Mostro sullo Stretto. Ultimamente, ha "minacciato" di fare ricorso ai fondi di Agenda 2000. Come se quel Ponte fosse l'unica necessità dei Siciliani: anzi, i Siciliani (come i Calabresi, e gli italiani in genere, a parte certe fazioni imprenditoriali e politiche) del Ponte non hanno affatto necessità. Come non hanno necessità delle nuove, annunciate, tasse regionali, fra le quali spicca, odiosissimo, un nuovo balzello sul costo degli idrocarburi: benzina più cara in Sicilia, che produce e raffina petrolio, dove invece dovrebbe costare circa 60 centesimi. E invece...ancora tasse. Gran parte del costo della benzina è composto da tasse, molte delle quali legate a vari eventi: rinnovi contrattuali per i ferrotranvieri, terremoti assortiti, "missioni di pace" e guerre in genere, tra le quali, quella in Abissinia (1935)!

Ma se è vero che il Ponte dovrebbe portare in Sicilia più turisti, allora si immagina che questi vengano in automobile (falso: soprattutto oggi con i voli al prezzo di un pullman). E la benzina cara non dovrebbe scoraggiarli? Che importa, avranno pensato Cuffaro e Lo Porto: tanto ad allontanarli sarà già sufficiente la nuova, assurda "imposta di soggiorno"!
Questo mentre la massa di immigrati viene gratis, anzi a spese (economiche e sociali) della collettività.

Il Ponte è inutile e dannoso: dovrebbero capirlo i pur pochi seguaci dell'Mpa di Raffaele Lombardo, che alcuni giorni fa ha inscenato (dopo un'analoga sceneggiata andata in scena a Messina, con il "popolo dei patronati" improvvisato in corteo) una sedicente manifestazione che, seppur forte di un migliaio di partecipanti (di cui circa la metà siciliani), vedeva in piazza quasi più bandiere che persone. E non vengano a parlare dell'«ostracismo» di Trenitalia: i treni "speciali" si organizzano solo quando ve ne è la reale necessità. E questa volta, chiaramente, essa non sussisteva.

Questi strani autonomisti pretendono di attaccare il «centralismo», adottando come rivendicazione unica non l'attuazione dello Statuto Speciale di Autonomia (anche perché il seguito dell'Mpa sembra concentrarsi più in Italia che in Sicilia), non la risoluzione delle più urgenti vertenze sociali, economiche, ambientali della Sicilia, ma...la realizzazione del Ponte sullo Stretto!
Come se un cane, assetato, affamato, ingabbiato e attanagliato dai parassiti, chiedesse al padrone che lo bastona di continuo...guinzaglio e museruola. Un autentico nonsense propagandistico, utile ad ammaestrare e neutralizzare le sacrosante richieste dei Siciliani. Tra le quali, da non dimenticare, sta quella di non sbarazzarsi della frazione di Torre Faro e dei laghi di Ganzirri, oltre che della pesca al pesce spada e ad un impareggiabile panorama, per far largo agli anacronistici piloni di calcestruzzo che, lo ricordiamo, non sono eterni: avranno una "vita utile" di circa cento anni, spostamenti tellurici permettendo.

Sempre negli ambienti autonomisti, ma nella fattispecie quelli più vicini a Nello Musumeci, si fa un gran parlare del referendum consultivo sul Ponte. Anche costoro sono favorevoli, come favorevole è il senatore della Margherita Enzo Bianco, anch'egli "sponsor" di tale referendum.
Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, in linea di principio, è sempre stato favorevole alla consultazione popolare, ma solo se essa potrà svolgersi in un contesto di reale democrazia, pluralismo, informazione. Contesto che oggi in Sicilia non esiste: la classe politica suddivisa in due blocchi pseudocontrapposti (compresi i sedicenti "sicilianisti", "autonomisti" e "anticentralisti") preclude l'accesso al sistema ed ai mezzi di comunicazione ed informazione (già pochi e controllati da un oligopolio di soggetti). Basti pensare che su soli quattro quotidiani editi in Sicilia (uno dei quali distribuito solo in abbonamento), solo uno mantiene posizioni equidistanti sul tema, mentre gli altri tre sono marcatamente favorevoli alla realizzazione del ponte, ed uno di questi ha recentemente intrapreso una crociata (ricalcata su quella degli "autonomisti") con quotidiani servizi, articoli, interviste e lettere favorevoli senza se e senza ma. Il parere dei Siciliani (seppur sempre più contrari al Ponte) non sarebbe sufficientemente consapevole, informato e quindi validamente espresso.

Per non dimenticare il clima di clientelismo, voto di scambio e controllo del voto e del territorio che solitamente viene attuato in occasione delle consultazioni elettorali da tutte le forze politiche italiane ed ascare: solitamente i referenda (si veda ad esempio quello costituzionale dello scorso mese di giugno) sfuggono a questa regola, ma nel caso del Ponte sullo Stretto gli interessi (economici e politico-mafiosi) gli interessi in gioco sono troppo alti per lasciare i Siciliani liberi di scegliere.

Ben venga, quindi, la decisione del Consiglio dei Ministri presieduto da Romano Prodi. È nostro auspicio che possa rimanere l'ultima voce sul tema: sull'idea del Ponte, meglio metterci una pietra sopra. Ma temiamo che non sarà così: la nostra battaglia per una Sicilia libera, anche dal Ponte, continua sempre più dura e veemente.

Ma su quanto annunciato nella serata di ieri pende un dubbio: è stato infatti annunciato che «le risorse derivanti dalla mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto» saranno impiegate la ultimazione e realizzazione di altre infrastrutture nel Meridione.
Che significa? Appurato che i soldi (checché ne dicano gli apologeti del Ponte, sostenendo che la struttura verrebbe realizzata solo con fondi privati - per tacer oltretutto dei pedaggi...) attualmente presenti nelle casse della società "Stretto di Messina" sono soldi PUBBLICI, a cosa verranno destinati questi miliardi? Che vie percorreranno? La società, come più volte ventilato, cambierà "destinazione d'uso"?
Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia è dell'opinione che la "Stretto di Messina" vada SCIOLTA e, in linea di principio, i suoi fondi vadano ripartiti, percentualmente secondo quanto contribuito degli stessi, agli enti costitutivi della società stessa: FINTECNA S.p.A. - A.N.A.S. S.p.A. - RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A. - REGIONE CALABRIA - REGIONE SICILIANA. A ciascuna di queste, il diritto-dovere, poi, di utilizzare i fondi nella maniera che gli è più propria: se dall'Anas e dalla Rfi ci aspettiamo in Sicilia autostrade e ferrovie moderne e veloci, dalla Regione ci aspetteremmo...molte cose, ma soprattutto di essere la Regione-Stato per la quale noi indipendentisti lottammo a costo della vita oltre 60 anni fa, e per la cui totale INDIPENDENZA NAZIONALE lottiamo, in maniera assolutamente disarmata e nonviolenta, ogni giorno.

Catania, 30 riustu 2006

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


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