"QUINDICIPERCENTOSIPUÒ": «UN'ALIQUOTA FISCALE UNICA AL 15% PER I CONTRIBUENTI»

09/apr/2014 00.10.06 Maurizio Zanoni Contatta l'autore

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La proposta del PIN è suffragata dal professore di Stanford Alvin Rabushka

 

MILANO, 8 aprile 2014 -  Si è svolta ieri, presso lo spazio milanese del PIN - Partito Italia Nuova, in via Monte Santo 5, la conferenza stampa di presentazione della proposta di riforma fiscale "Quindicipercentosipuò". Presenti all'appuntamento il presidente del PIN Armando Siri e il professore Alvin Rabushka, economista ed esperto di sistemi fiscali della Stanford University.

«Con il nuovo sistema fiscale di tipo proporzionale ad aliquota unica al 15%, in sostituzione di quello progressivo attualmente in vigore, che arriva oltre al 60%, i conti tornato con un procedimento differente, ovvero pagano tutti ma ognuno paga il giusto - dichiarano congiuntamente Armando Siri e il professore Alvin Rabushka -. Al momento, il gettito per imposte dirette è di 167 miliardi di euro (Bilancio dello Stato 2011) ma con il nuovo calcolo le cifre sarebbero divise tra fisse e variabili. L’introito fisso è dato dalla moltiplicazione della tassa di 3mila euro x 41 milioni* (numero di contribuenti attuali), il cui risultato è pari a 120 miliardi circa. Il differenziale è dato invece dalla percentuale del 15% di tutti quelli che percepiscono retribuzioni superiori ai 1000 euro, che ovviamente in proporzione pagheranno di più. La stima di introito può variare tra i 50 e i 70 miliardi, ossia molto di più delle attuali entrate, ma senza la stessa ossessiva persecuzione. In questo modo il sistema è chiaro, giusto e tutti partecipano con la libertà di poter realizzare la propria vita, i propri desideri e le proprie aspirazioni».

Con l'applicazione di tale modello sarebbero inoltre disincentivati i comportamenti fiscalmente irregolari, che normalmente dilagano nel territorio italiano: la Corte dei Conti e l’Associazione Nazionale Contribuenti stimano infatti che l’ammontare del cosiddetto “nero” o “sommerso” si aggirerebbe intorno ai 347 Mld di euro, che si traduce in un mancato introito di imposte dirette e indirette di circa 181 Mld. «La riforma fiscale del Partito Italia Nuova - continuano i sostenitori della proposta - ha quindi come obiettivo l’aumento della base imponibile che si otterrebbe con una fiscalità più equa e un reale inasprimento delle sanzioni per gli eventuali evasori, i quali non si troverebbero più, come invece accade oggi, a poter patteggiare con il fisco. Resta evidente dunque che con la formula del pagamento proporzionale dell’imposta, in termini assoluti, il contributo allo Stato sarà più alto, più alto sarà il reddito. Ad esempio, chi guadagna 200mila euro dovrà corrispondere 30mila euro, mentre chi ne guadagna 50mila sarà chiamato a versare 7500 euro». 

 

 

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