Conunicato stampa

Negli ultimi anni si è parlato di crisi del sistema scuola solo in materia di inadeguatezza delle strutture ormai cadenti e non all'altezza di una nazione facente parte del G8. è questo vero; la nostra scuola è un eterno cantiere aperto,le condizioni igieniche sono pessime e i provvedimenti in termini di sicurezza non sono da meno,mancano scale antincendio e uscite di sicurezza,si può reperire giusto qualche estintore negli anditi.

03/nov/2006 17.49.00 GIOVENTU NAZIONALE CAGLIARI Contatta l'autore

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Ho frequentato per 5 anni,un liceo tra i più illustri di Cagliari ed i cambiamenti realizzati, proposti e riscontrabili sono ben pochi. Questa situazione penso sia riconducibile alla maggior parte degli istituti scolastici italiani. La scuola italiana in generale crea oggi molti disagi a tutti coloro che hanno a che fare con essa: studenti,insegnanti,famiglie,enti politici ed amministrativi e alla società nel suo complesso. La scuola è un istituzione in presa diretta con la società in quanto prepara a vivere all’interno di questa. È un istituzione in crisi,colma di problemi che necessita di numerose riforme e cambiamenti. Negli ultimi anni si è parlato di crisi del sistema scuola solo in materia di inadeguatezza delle strutture ormai cadenti e non all’altezza di una nazione facente parte del G8. è questo vero; la nostra scuola è un eterno cantiere aperto,le condizioni igieniche sono pessime e i provvedimenti in termini di sicurezza non sono da meno,mancano scale antincendio e uscite di sicurezza,si può reperire giusto qualche estintore negli anditi. Il nostro istituto conta millecinquecento iscritti e nessuno conosce il piano di sicurezza(ammesso che esista) e l’80% di questi non sa come bisogna comportarsi in determinate situazioni di emergenza, perché dal 2001 a oggi la simulazione di una prova antincendio,per esempio, è stata fatta solo una volta. Questo è solo uno dei tanti problemi. Infatti quella che intacca il nostro liceo e il sistema scolastico italiano in generale è una crisi di fondo. Le cause di questa sono numerose e le principali sono rintracciabili in: inadeguatezza delle strutture:non all’avanguardia e spesso sprovviste non solo di strumenti tecnologici e informatici ma anche di strumenti rudimentali quali lavagne perfettamente funzionali e cartine geografiche;mancanza di provvedimenti efficienti in termini di igiene e sicurezza;inattitudine del corpo docente a svolgere il proprio ruolo. Io spesso mi domando perché vista la condizione dei numerosissimi precari non si operi una selezione radicale del corpo docente di tutte le scuole. Non se ne può più di professori che si assentano assiduamente,costringendo gli alunni a svolgere il programma in pochi mesi, non se ne può più di entrare in classe e di sentire il professore di filosofia(e non solo) che parla di comunismo, non se ne può più di professori matusalemme che utilizzano metodi d’insegnamento obsoleti del tutto inutili al giorno d’oggi; e ancora peggio,non se ne può più di professori che non possono insegnare nulla perché il loro livello culturale è inferiore a quello degli alunni. Non basta quindi come vogliono farci credere i nostri “amici” in rosso,andare a manifestare contro la Moratti armati di kefiah e di bandiere riportanti i simboli del comunismo. Ciò che serve è una vera e propria “ventata d’aria fresca”; che liberi la nostra Scuola da quei cancri che la uccidono dall’interno. Le nostre nuove idee fondate su antichi e saldi valori sono la chiave per un moderno e funzionale sistema amministrativo.



ANDREA PALMAS


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