Alternativa Tricolore: 25 novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne - Lettera aperta agli uomini

25/nov/2014 12.03.59 Alternativa Tricolore Contatta l'autore

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Cari Uomini


come ogni anno, il 25 novembre si presenta con un conto pesantissimo di violenze e aggressioni feroci nei confronti delle donne di ogni età, di ogni nazionalità, di ogni razza. 


Ed è proprio in questa giornata che noi vogliamo dirvi che i diritti delle donne sono diritti umani e, come tali, vanno rispettati, tutelati, agiti perché è attraverso l’esercizio e l’applicazione del diritto che matura e si evolve la società civile. 


Donne e uomini che insieme, e non da antagonisti, mettono le basi per sconfiggere la parte più oscura dell’umanità, la violenza cieca verso i deboli. 


È assai facile colpire chi, per diversi motivi, non è in grado di difendersi e, anzi, è proprio sugli indifesi che si accaniscono gli istinti più brutali, anche quelli mascherati da false bonomie, condiscendenze e comprensioni dettate da interessi sicuramente non altruistici. Ed è la stessa società civile che sovente usa violenza sui più deboli quando non offre a tutti le stesse opportunità di realizzazione personale, quando nega la facoltà di esigere diritti inalienabili per la dignità umana, quando applica la legge a proprio uso e consumo facendo degli stereotipi un baluardo per il mantenimento di privilegi e poteri altrimenti inesigibili. 


Questa finora è stata una peculiarità maschile, non che alle donne manchi la capacità di esercitare la violenza, ma finora siete stai voi uomini che, nell'affermazione del vostro potere, avete sopraffatto donne e bambini in nome di una egemonia da sempre praticata. Ed ecco la (il)logica giustificazione agli stupri etnici, alle stragi di donne e fanciulli, alla prevaricazione di stereotipi sessisti, alla non concessione di spazi all’altra parte del genere umano, al femminicidio, nel timore di una vostra sconfitta o dichiarata debolezza. 


Perché tutto questo accanirsi? Gli uomini sono figli di donne, fratelli, mariti, padri di donne e dunque non è  pensabile, né tanto meno accettabile, che ci si rassegni all'idea che si faccia del male a persone che sono la realizzazione l’uno dell’altra, e viceversa. 


Su questo tormentato pianeta la Storia è stata scritta dalle azioni di donne e uomini che hanno fatto progredire il genere umano insieme. Non possiamo, dunque, tollerare il permanere di violenze e orrori di cui siamo certamente capaci, perché siamo altrettanto in grado di eliminarli e procedere sul percorso di evoluzione che è la caratteristica fondamentale che ci contraddistingue. 


Probabilmente è UTOPIA pensare una società senza discriminazioni, violenze sulle donne, sugli anziani, sui minori, una società fatta di PERSONE che dialogano, che comunicano, che vivono e gioiscono l’uno per l’altra. È un sogno ma le donne e gli uomini spesso indulgono ai sogni tanto da farli divenire realtà. E una realtà di uguali, tollerante, paziente e non violenta è possibile: costruiamola. Insieme però, mai da soli.

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