17 GIUGNO 2007: COMMEMORAZIONE PER I MARTIRI DELL'EVIS

17 GIUGNO 2007: COMMEMORAZIONE PER I MARTIRI DELL'EVIS MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA fondato nel 1943 - CUMUNICATU STAMPA - 17 GIUGNO 2007: COMMEMORAZIONE PER I MARTIRI DELL'EVIS Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia annuncia che DOMENICA 17 GIUGNO alle ore 10.30 renderà omaggio ai Martiri dell'EVIS Antonio Canepa, Carmelo Rosano, Giuseppe Lo Giudice e Francesco Ilardi, presso la loro tumulazione ospitata nel Viale degli Uomini Illustri del Cimitero Monumentale di Catania sito in via Acquicella.

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14/giu/2007 11.30.00 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
fondato nel 1943


- CUMUNICATU STAMPA -

17 GIUGNO 2007: COMMEMORAZIONE PER I MARTIRI DELL'EVIS

Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia annuncia che DOMENICA 17 GIUGNO alle ore 10.30 renderà omaggio ai Martiri dell'EVIS Antonio Canepa, Carmelo Rosano, Giuseppe Lo Giudice e Francesco Ilardi, presso la loro tumulazione ospitata nel Viale degli Uomini Illustri del Cimitero Monumentale di Catania sito in via Acquicella.

Durante la stessa mattinata una delegazione aperta del MIS renderà omaggio al Cippo eretto in località "Murazzu Ruttu", luogo ove Canepa, Rosano e Lo Giudice persero la vita per piombo italiano il 17 Giugno del 1945. Sarà anche l'occasione per rivolgere un ricordo a Francesco Ilardi, caduto cinque giorni dopo durante un pattugliamento, a Raffaele Di Liberto, ucciso durante la "battaglia di San Mauro" combattuta presso Caltagirone da poche decine di volontari evisti contro le divisioni corazzate del Regno d'Italia, e a tutti i caduti per l'indipendenza nazionale della Sicilia, come il giovane Pasquale Macaione e gli altri nostri martiri rimasti senza nome.

L'EVIS, Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia, nacque per emanazione dalla Lega Giovanile Separatista del MIS in risposta alla violenta repressione italiana che, dopo la chiusura delle principali sedi del MIS, era culminata il 19 ottobre del 1944, non casualmente mentre i vertici del MIS erano in congresso in una Taormina ferita dai bombardamenti, con la "strage di via Maqueda", consumatasi a Palermo, l'autentica "bloody sunday" siciliana, con l'esercito italiano che sparò arbitrariamente su inermi manifestanti che chiedevano pane e libertà dal giogo italiano e ne ottennero la morte.

Ma l'EVIS non aveva ancora sparato un colpo quando il Professor Antonio Canepa, che ne era il Comandante con il nome di battaglia di Mario Turri, verrà trucidato da una pattuglia di Carabinieri appostata sulla strada Randazzo-Cesarò, insieme al suo secondo, il laureando in Scienze Economiche Carmelo Rosano (che giusto in quel giorno vedeva il proprio 22° genetliaco) e lo studente ginnasiale Giuseppe Lo Giudice. Si salveranno dalle raffiche dei militi italiani Nino Velis, Pippo Amato, e Armando Romano, quest'ultimo rinvenuto ancora vivo nella cassa di legno trasportata presso il cimitero di Jonia (Giarre-Riposto) ove avrebbe dovuto essere seppellito unitamente agli altri tre, con lo specifico obiettivo di sottrarli per lunghi anni alla commozione popolare e all'omaggio dei militanti indipendentisti.

E per tale ragione il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia ha deciso sin dalla sua riorganizzazione, e con rinnovata convinzione forte della partecipazione sempre più ampia ed entusiastica, di riprendere la vecchia tradizione di commemorare principalmente nel luogo ove riposano i propri caduti, giacché i gli evisti vittime innocenti di quell'eccidio ed in generale della violenza italiana erano e saranno sempre militanti del MIS.

Infatti è forte la convinzione del Movimento tutto che solo con un rispettoso e silente omaggio, anche presso il Cippo ove però non si renderà complice dell'ennesimo comizio-scampagnata pomeridiano di cui negli ultimi anni alcuni sparuti gruppi si sono resi artefici, e soprattutto con l'alacre e incessante lotta, condotta  dai sempre più numerosi militanti del MIS ancora nel segno e sotto la bandiera dell'EVIS ma con mezzi e principi convintamente nonviolenti, quei Martiri potranno trovare veramente Pace e Giustizia. E ciò accadrà soltanto quando  saranno definitivamente conquistate la libertà e l'indipendenza per cui si prestarono al sommo sacrificio.

La Commemorazione di domenica sarà anche l'occasione per riproporre agli intervenuti l'idea dei giovani militanti del MIS di rivolgere all'Univesità degli Studi di Catania l'invito ad assegnare a Carmelo Rosano la laurea "In Memoriam", richiesta che fu già respinta dall'Ateneo catanese ma che siamo certi, visti similari anche recenti episodi, adesso non potrà che essere giustamente accolta.

Lu to coddu, matri, si torci
mentri gridi di figghi marturiati
spàccanu li petri di li munti.

Stinnuti supra n-lettu di spini
lu Dirittu e la Storia.

Lu sangu di Canepa abbiviràu
la terra di Randazzu,
cori di Sicilia.
E lu ventu ccu mia
grida giustizia.

TURI LIMA

 
Catania, 14 Jugnu 2007

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


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