QUELLO DELLA "VENERE DI MORGANTINA" SARÀ UN LENTO RITORNO. E GLI ALTRI TESORI TRAFUGATI?

A tal proposito il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia esprime la propria preoccupazione circa i modi, i tempi e le motivazioni di questa restituzione di un bene che fu, come da una sentenza passata in giudicato presso il Tribunale di Enna, trafugata in Sicilia dagli scavi di Morgantina e successivamente venduta al Getty Museum i cui responsabili erano consci della provenienza illecita della statua.

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01/ago/2007 20.10.00 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
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QUELLO DELLA "VENERE DI MORGANTINA" SARÀ UN LENTO RITORNO. E GLI ALTRI TESORI TRAFUGATI?

È giunta da poche ore la notizia che l'antica opera d'arte definita "Statua di culto di una Dea" e comunemente nota come "Venere di Morgantina" sarà «restituita all'Italia insieme ad altri 39 manufatti». Ma, contrariamente a questi ultimi pezzi che verranno inviati nei prossimi mesi, la "Venere" verrà trattenuta fino al 2010 dal Paul Getty Museum di Malibu.

A tal proposito il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia esprime la propria preoccupazione circa i modi, i tempi e le motivazioni di questa restituzione di un bene che fu, come da una sentenza passata in giudicato presso il Tribunale di Enna, trafugata in Sicilia dagli scavi di Morgantina e successivamente venduta al Getty Museum i cui responsabili erano consci della provenienza illecita della statua.

Ci chiediamo quindi perché tale reperto non sia piuttosto il primo ad essere restituito, invece che l'ultimo. La risposta è che un simile capolavoro (alle cui fattezze le fotografie diffuse dal Getty Museum non rendono giustizia, mentre le restituiscono il pregio e valore che le sono proprie quelle scattate dal fotografo ed editore indipendente Rino Baeli per una mostra itinerante che dura sin dal 1993 e che ancora a lungo rimarrà l'unico modo per ammirare la "Venere", o meglio "Afrodite", di Morgantina) è talmente remunerativo da essere pressoché irrinunciabile. Tanto da farci insorgere la preoccupazione che l'Italia, una volta ottenuta la statua, esiterà a restituirla alla Sicilia e ai Siciliani, preferendo trattenerla o prestarla ad altri musei esteri.

Infatti il governo italiano (e non i proclami di certi parlamentari eletti in Sicilia che fino a poche settimane fa promettevano un «pronto ritorno della statua», senza nemmeno sapere ove essa si trovasse) ha potuto ottenerne la restituzione dando in cambio la disponibilità per prestiti di altre opere, ma non crediamo saranno i musei italiani ad essere spoliati in tal senso, sebbene temporaneamente. Temiamo che saranno altri manufatti siciliani, come il "Satiro Danzante" appena rientrato a Mazara del Vallo dopo un lungo tour fra Roma, Tokio e Parigi, a prendere il volo.

E temiamo che la restituzione dei 40 reperti sia stata contrattata rinunciando a ben altre restituzioni. Sono infatti ben noti altri casi di reperti mancanti e presumibilmente disseminati in vari musei degli U.S.A .

Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia non accetta tale rinuncia, in quanto quei reperti sono proprietà esclusiva dei Siciliani, e ne chiede la meticolosa catalogazione, individuazione e restituzione.

Molti elementi provengono anch'essi dagli "scavi di Morgantina", città greca di Sicilia che, nelle giornate del 5 e 6 agosto, verrà fatta rivivere, su iniziativa dell'Archeoclub "Morgantina - Aidone", proprio dai cittadini aidonesi che di quell'antico centro urbano, ancora in gran parte nel sottosuolo, sono i discendenti.

Con il suo teatro unico al mondo, Morgantina è l'unico caso documentato di "colonia greca" siciliana eretta nell'entroterra (sebbene c'è chi ritenga doverla identificare con l'odierna Agnone Bagni). E quasi certamente essa, prima dell'arrivo dei greci, era la città da cui la Sicilia stessa prese il nome di "trinakria": infatti antiche iscrizioni in lingua sicula fanno riferimento alla città (e all'isola di cui ne era ideale capitale) di "thrinakie" o "trinacie", affine al sanscrito "trinakyia", cioè "il giardino".

La riscoperta di questo luogo, delle sue strutture, del suo nome, dei suoi usi e costumi, che viene effettuata da qualche anno a questa parte, insieme alla lotta per riaverne i tesori, è metafora della lotta di tutti i Siciliani nel rivendicare la propria identità di Popolo, la propria millenaria storia di Nazione, il proprio ineluttabile destino di Stato Indipendente e Sovrano.

Catania, 1 Agustu 2007

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


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