Sindaco Alemanno, Roma ha bisogno di sicurezza e solidarietà

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25/mag/2008 13.10.00 La Mia Iitalia Contatta l'autore

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Lettera aperta

Sindaco Alemanno, Roma ha bisogno di sicurezza e solidarietà

Si muore per le strade, negozi distrutti, la Città è allo sbando.

domenica 25 maggio 2008

Premetto subito, che nessuno può attribuire a lei nulla, è semmai vittima lei
stesso, per quello che sta accadendo a Roma.

La squadraccia di neonazisti, che, ieri al Pigneto, ha assaltato un negozio ed
il cittadino romano (dovunque sia nato e di qualunque colore sia la sua pelle)
che lo gestisce, è solo uno dei tanti atti di violenza ed intolleranza, che
stanno rendendo sempre più insicura la convivenza civile nella capitale
d’Italia.

Sono mesi, di sicuro più di un’anno, che in particolare il Pigneto, ma anche
altre zone di Roma sono oggetto di “squadracce” di neonazisti, di comunisti, di
tifosi, più semplicemente di delinquenti che in volta in volta, cambiano camicia
o bandiera, ma che hanno un unico scopo: picchiare alla rinfusa, distruggere
tutto ciò che incontrano, senza un pur non condivisibile perché, ma solo per la
violenza fine a sè stessa, una violenza cieca, gratuita.

Come la vogliamo definire, la triste domenica di scontri dopo la morte del
povero Sandri, con un quarto di Roma in balia di “squadracce”, che assaltano
caserme delle forze dell’ordine, sedi Coni, per ore, in una Città imbelle,
davanti a tanta violenza.

Persino io, e quell’uomo mite di Mario Segni, il 1 maggio dello scorso anno,
mentre raccoglievamo firme io per la legge popolare per le primarie aperte e
Segni per il referendum, siamo stati assaltati da una “squadraccia” di
comunisti (almeno cosi si qualificarono), nella centratissima P.zza San
Giovanni, piena di gente che festeggiava la festa dei lavoratori.

Romeni, che picchiano a sangue cittadini per rapinarli del cellulare,
all’Aventino, quet’inverno hanno riempito per settimane la cronaca dei giornali
della capitale. A Via Margutta , i genitori anziani di un nostro redattore,
picchiati selvaggiamente per poche decine di euro.

Vede signor Sindaco, lei si trova in eredità, una città in sofferenza, dove dopo
la tragedia della signora Giovanna Reggiani, si sono avverate altre aggressioni
e violenze a donne da parte di romeni e di italianissimi delinquenti.

Lei ha detto tolleranza zero, la stiamo tutti aspettando, persino Walter
Veltroni, che l’ha preceduto, la sta aspettando, così, come ieri nulla ha detto
contro la fermezza del Governo a Napoli.

Ma tolleranza zero, senza un piano di solidarietà, costituito da un progetto di
ristrutturazione del tessuto sociale, un’azione sociale che ricostruisca
l’accoglienza e le basi per la convivenza civile nella Capitale d’Italia,
sarebbe solo un’azione repressiva, e come tutte le azioni repressive genererà
una reazione ingovernabile, e per tanto pericolosa.



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Umberto Calabrese
Segretario Politico
LA MIA ITALIA
Protagonista Democratica Popolare
Mobile:+39 338.7603413
Yh umberto_calabrese
Sk umbertocalabrese
www.lamiaitalia.net
http://umbertocalabrese.blogspot.com/


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