19/05/2004 19:15 Ufficio stampa Partito dei liberaldemocratici
SOLDATI IN IRAQ: DECIDA L’EUROPA.
SE IL GOVERNO ACCETTA, L’ULIVO RITIRI LA
MOZIONE
“La strada da percorrere è quella dell’accelerazione verso il reale passaggio al governo provvisorio iracheno di effettivi poteri politici, amministrativi e militari, nel quadro di una decisione Onu. Dopo che l’insediamento avrà avuto luogo ogni decisione successiva va rimessa all’Europa; deve essere quindi l’Europa a decidere se occorra mantenere una presenza militare nel quadro Nato. Se il governo accetta questo impegno, chiediamo alle opposizioni di rinunciare alle richieste di un ritiro immediato e di giungere, nel prossimo dibattito parlamentare, a una mozione unitaria.”Dichiara il presidente del Patto, Carlo Scognamiglio nel corso della conferenza stampa a Montecitorio.
“L’intervento in Iraq è il più
grande regalo che abbiamo fatto al terrorismo islamico. Il ritiro oggi
aggiungerebbe errore a errore, bisogna fare ogni sforzo per evitare che tutto si
concluda con una devastante vittoria del fondamentalismo islamico. Lo dico io
che fui contrario alla guerra in
Iraq. In questo particolare momento è giusto non ritirarsi senza assicurarsi che
il passaggio dei poteri sia effettivo. Il Governo deve ammettere il drammatico
errore, solo così riesce a far capire che c’è il cambiamento di rotta.”
Dichiara il segretario del Patto liberaldemocratici, Mario
Segni.
“Un vero amico
dell’America deve dire a Berlusconi che sta sbagliando. I veri alleati non sono
quelli che dicono sempre di si , i veri alleati - dice Segni - sono
quelli che esprimono il dissenso quando è
necessario.”
“L’azione militare può aver successo - ha aggiunto Segni -
solo se è accompagnata da un piano per stabilizzare l’intera regione isolando
l’estremismo e rafforzando gli elementi moderati. Ma per questo occorre adottare
una strategia concordata che abbracci tutto il Medioriente che risolva la
questione palistinese e che abbia quindi una strategia politica. Senza una piano
globale, l'azione militare è destinata
all'insuccesso."
“Il trasferimento del controllo politico e del comando militare deve
avvenire entro la data del 30 Giugno 2004.” Da qui a quella data è necessario
evitare, considerando soprattutto l’imminenza delle elezioni Europee, ogni
speculazione politica, bisogna insomma evitare che l’effetto Zapatero contagi
altri paesi.” Dichiara il presidente del Patto, Carlo Scognamiglio. “La scelta della fuga appare comoda ma
sarebbe irresponsabile verso gli Iracheni abbandonati alle fazioni più violente,
e inoltre costituirebbe un colossale premio per il terrorismo assassino che si
manifesta in modo così abominevole negli attentati e nella macellazione degli
ostaggi. E’ pertanto necessario coinvolgere i paesi Europei e della coalizione
atlantica che finora non hanno aderito all’invio di proprie forze in Iraq.” Ribadisce
Scognamiglio.
“Questa guerra non andava fatta - sostiene Stefano Pedica vicesegretario del Patto - il mio pensiero resta questo ed è peraltro coincidente con quanto espresso dalla chiesa cattolica con le parole del Cardinale Renato Martino , presidente del Consiglio della Giustizia e della Pace della Santa Sede.
Ci vuole chiarezza, dobbiamo decidere se diventare un esercito belligerante o tornare a casa, per scongiurare questa situazione caotica è necessario l’intervento dell’ONU come peraltro ha indicato la Chiesa ..
Roma, 19 maggio 2004
Ufficio stampa
Katya Camponeschi
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