SOLDATI IN IRAQ: DECIDA L'EUROPA. SE IL GOVERNO ACCETTA, L'ULIVO RITIRI LA MOZIONE

solo se è accompagnata da un piano per stabilizzare l'intera regione isolando

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19/mag/2004 19.15.57 Ufficio stampa Partito dei liberaldemocratici Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

SOLDATI IN IRAQ: DECIDA L’EUROPA.

SE IL GOVERNO ACCETTA, L’ULIVO RITIRI LA MOZIONE

 

 

“La strada da percorrere è quella dell’accelerazione verso il reale passaggio al governo provvisorio iracheno di effettivi poteri politici, amministrativi e militari, nel quadro di una decisione Onu. Dopo che l’insediamento avrà avuto luogo ogni decisione successiva va rimessa all’Europa; deve essere quindi l’Europa a decidere se occorra mantenere una presenza militare nel quadro Nato. Se il governo accetta questo impegno, chiediamo alle opposizioni di rinunciare alle richieste di un ritiro immediato e di giungere, nel prossimo dibattito parlamentare, a una mozione unitaria.”Dichiara il presidente del Patto, Carlo Scognamiglio nel corso della conferenza stampa a Montecitorio.

 

“L’intervento in Iraq è il più grande regalo che abbiamo fatto al terrorismo islamico. Il ritiro oggi aggiungerebbe errore a errore, bisogna fare ogni sforzo per evitare che tutto si concluda con una devastante vittoria del fondamentalismo islamico. Lo dico io che fui  contrario alla guerra in Iraq. In questo particolare momento è giusto non ritirarsi senza assicurarsi che il passaggio dei poteri sia effettivo. Il Governo deve ammettere il drammatico errore, solo così riesce a far capire che c’è il cambiamento di rotta.” Dichiara il segretario del Patto liberaldemocratici, Mario Segni.

“Un vero amico dell’America deve dire a Berlusconi che sta sbagliando. I veri alleati non sono quelli che dicono sempre di si , i veri alleati - dice Segni - sono quelli che esprimono il dissenso quando è necessario.”

“L’azione militare può aver successo - ha aggiunto Segni - solo se è accompagnata da un piano per stabilizzare l’intera regione isolando l’estremismo e rafforzando gli elementi moderati. Ma per questo occorre adottare una strategia concordata che abbracci tutto il Medioriente che risolva la questione palistinese e che abbia quindi una strategia politica. Senza una piano globale, l'azione militare è destinata all'insuccesso."

 

“Il trasferimento del controllo politico e del comando militare deve avvenire entro la data del 30 Giugno 2004.” Da qui a quella data è necessario evitare, considerando soprattutto l’imminenza delle elezioni Europee, ogni speculazione politica, bisogna insomma evitare che l’effetto Zapatero contagi altri paesi.” Dichiara il presidente del Patto, Carlo Scognamiglio.  “La scelta della fuga appare comoda ma sarebbe irresponsabile verso gli Iracheni abbandonati alle fazioni più violente, e inoltre costituirebbe un colossale premio per il terrorismo assassino che si manifesta in modo così abominevole negli attentati e nella macellazione degli ostaggi. E’ pertanto necessario coinvolgere i paesi Europei e della coalizione atlantica che finora non hanno aderito all’invio di proprie forze in Iraq.”  Ribadisce Scognamiglio.

 

“Questa guerra non andava fatta  - sostiene Stefano Pedica vicesegretario del Patto - il mio pensiero resta questo ed è peraltro coincidente con quanto espresso dalla chiesa cattolica con le parole del Cardinale Renato Martino , presidente del Consiglio della Giustizia e della Pace della Santa Sede.

Ci vuole chiarezza, dobbiamo decidere se diventare un esercito belligerante o tornare a casa, per scongiurare questa situazione caotica è necessario l’intervento dell’ONU come peraltro ha indicato la Chiesa ..

 

 Roma, 19 maggio 2004

 

Ufficio stampa

Katya Camponeschi

Tel. 066786240

Cell. 3475539583

 

 

 

 
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