
COMUNICATO
STAMPA
SEGNI,
CHIEDIAMO UN RADDOPPIO DEGLI INVESTIMENTI NELLA
RICERCA
“Un paese che non investe abbastanza nella ricerca regredisce sempre più verso il terzo mondo. Lo Stato deve indirizzare risorse ai settori del futuro. Ma nella ricerca scientifica, il cuore della modernità, i singoli Stati non bastano. Per evitare la colonizzazione americana occorre una ricerca europea, con un aumento di fondi della comunità”.
Apre così Mario Segni, la conferenza stampa per
presentare l’iniziativa del Patto liberaldemocratici per la ricerca
scientifica, un appello già sottoscritto da più
di 300 professori universitari, tra cui il Prof. Alessandro Finazzi Agrò,
rettore della seconda Università di Roma Tor Vergata, Don Luigi M. Verzè,
fondatore e rettore di Vita - Salute Università San Raffaele e il Prof. Giulio
Ballio, rettore del Politecnico di Milano. Anche alcuni presidi di facoltà tra
cui il Prof. Emilio Vitale preside della facoltà di Ingegneria dell’Università
di Pisa e il Prof. Salvatore Plescia preside della facoltà di Farmacia
dell’Università di Palermo.
“La ricerca
scientifica nel nostro Paese soffre da sempre di una drammatica penuria di
finanziamenti che con l’aggravarsi dei problemi economici, è oggi diventata
ormai insostenibile e minaccia di portare l’Italia fuori dai paesi culturalmente
avanzati. Rileviamo che in Italia
gli investimenti in ricerca e sviluppo sono tra i più bassi. L’Italia - afferma Segni
nell’illustrare gli ultimi dati dell’Unione europea - investe in ricerca
meno dell’1% del Pil, di fronte alla media Ue del 2% e degli Usa del 2,5%. Per
l’università la spesa statale italiana è la metà di quelle di Francia e Regno
Unito e un terzo di quella della Germania. Per ogni 100000 giovani (tra i 25 e i
35 anni) vi sono 75 dottorandi in Germania, 63 in Inghilterra e Francia, 17 in
Italia. C’è un generale invecchiamento del corpo docente e ricercatore, infatti
l’età media di un ricercatore
italiano è tra i 50 e i 55 anni, la
durata del precariato è di 8 anni. Inoltre la riforma Moratti non fa che
aggravare la già precaria situazione della ricerca con contratti a termine
rinnovabili che però non fanno altro che aumentare il precariato ed allontanare
i giovani dal mondo universitario. L’accesso ai giovani è fondamentale perché
saranno loro la forza della ricerca di domani.”
“Un Paese
che vuole crescere e competere in Europa deve necessaria innovare e innovarsi.
Per fare questo occorre fare ricerca e stimolare i giovani cervelli Italiani che
rappresentano un enorme potenziale da cui partire - dice Pietro
Paganini, ricercatore in numerose università Italiane ed estere e
giovane candidato del Patto per il centro Italia.- Fondamentale è inoltre,
abolire quella tassa illiberale sulla ricerca, l’Irap, che non permette al mondo
imprenditoriale di liberare risorse fondamentali per far crescere il Sistema
Italia. Le parole del nuovo vertice di Confindustria ci rallegrano ma, come
prevede la buona cultura liberale, devono diventare fatti e non restare
parole.”
“Per
questo chiediamo al Governo e a tutti i partiti un impegno per nuovi indirizzi
di politica economica che inducano al raddoppio degli investimenti nella ricerca
scientifica, anche ricorrendo allo strumento della detrazione fiscale dei
contributi privati. Nell’interesse del Paese chiediamo - conclude
Segni - che questo diventi
un impegno comune di tutta la classe dirigente.”
Roma, 8
giugno 2004
Ufficio
stampa - Katya Camponeschi - Tel. 066786240 - Cell.
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