La centrale a carbone di civitavecchia e la demagogia dei verdi.

10/apr/2006 11.11.18 Ecologisti Contatta l'autore

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Simbolo EcologistiLa centrale a carbone di civitavecchia e la demagogia dei verdi.

«La vicenda della conversione a carbone della centrale termoelettrica di Civitavecchia, una tra le più moderne ed a più elevata efficienza di conversione oggi al mondo, dimostra - afferma Roberto De Santis, Presidente degli “Ecologisti” - l’incapacità della Sinistra di affrontare con razionalità e coerenza qualsiasi problema, non solo quelli ambientali».

«Alla variegata paccottiglia del popolo dei “no”, - prosegue Roberto De Santis - “no global”, “no tav”, “no nuke”, “no gas”, , si è aggiunto il gruppo "no Prodi", che sabato scorso ha dimostrato contro Prodi all’Ambra Jovinelli di Roma, accusandolo di non rappresentare più la sua coalizione. Una delegittimazione dirompente alla vigilia del voto del 9 aprile»

«Ormai, il sedicente ambientalismo rossoverde del “popolo dei no” - conclude il Presidente degli Ecologisti - ha toccato il fondo del parossismo paranoico. Il loro oltranzismo “negazionista” li rende assolutamente incapaci non solo di scelta, ma persino di semplice raziocinio politico. Ad esempio, nel Lazio il Presidente Piero Marazzo, sostenuto dai “no coke”, si oppone al carbone e propone in alternativa la realizzazione di un rigassificatore; in Toscana avviene esattamente il contrario, con i “no gas” che si oppongono al rigassificatore, giudicato una sorta di bomba atomica potenziale, e chiedono, in alternativa, l’utilizzo del carbone. Serve un’alternativa a questo stato confusionale della sinistra. L’ambiente e la sua difesa richiedono un approccio pacato, razionale e scientifico quale quello che gli “Ecologisti” propongono nell’ambito della Casa delle Libertà».

«I sedicenti ambientalisti rossoverdi - interviene Giorgio Prinzi Responsabile scientifico degli Ecologisti - fondano la loro azione su talebane verità di fede, spesso, in quanto tali, in aperto contrasto con l’oggettività delle acquisizioni scientifiche».

«La molecola di metano, combustibile presentato come ecologico per eccellenza - prosegue l’ingegner Giorgio Prinzi - è decine di volte più efficace della vituperata anidride carbonica nei confronti del cosiddetto effetto serra, con la conseguenza che, a causa delle inevitabili smagliature di filiera, il suo impatto negativo finale sull’ambiente è maggiore di quello positivo ottenuto dalle equivalenti riduzioni di emissioni di anidride carbonica, ottenibili ricorrendo al suo utilizzo».
«Anche le biomasse tanto care all’ambientalismo rossoverde - puntualizza Giorgio Prinzi - pur essendo di origine naturale, pongono seri problemi ambientali. Nella materia organica, ad esempio, è presente lo zolfo, la cui eliminazioni dai combustibili commerciali ha costituito un passo fondamentale nella tutela dell’ambiente e nella salvaguardia della nostra salute».



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