comunicato stampa: legge regionale sul consumo di suolo

LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO:NESSUN PASSO AVANTI; FORSE QUALCUNO INDIETRO: Ad essere ottimisti si puo' concludere che la nuova legge e' un' occasione mancata e non introduce misure efficaci per limitare il consumo di suolo e promuovere il recupero e la rigenerazione degli spazi urbani degradati, sottoutilizzati o dismessi.

21/nov/2014 10.25.58 patelli Contatta l'autore

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 LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO:NESSUN PASSO AVANTI ; FORSE QUALCUNO INDIETRO:
Ad essere ottimisti si puo’ concludere che la nuova legge e’ un’ occasione mancata e non introduce misure efficaci per limitare il consumo di suolo e promuovere il recupero e la rigenerazione degli spazi urbani degradati, sottoutilizzati o dismessi. Nella peggiore delle ipotesi, assai realistica, questa norma rischia di essere perfino profondamente peggiorativa del quadro attuale.
E’ impressionante come nonostante il territorio ci crolli addosso , il clima sia imprevedibile , le citta’ siano congestionate il territorio devastato da  ecomostri , la politica non sia in grado minimamente  di dare una risposta moderna ad una emergenza evidentissima a tutti . In un ‘ ottica  responsabile, ma realistica, e’ chiaro che le urgenze drammatiche del giorno d’oggi sono quella  ambientale  e quella  economica :la sfida del secolo appunto esser capaci di conciliare la tutela  del territorio con il rilancio dell’economia e della occupazione . Si puo’ ? Sì , si puo’!  E  parra’ strano all’osservatore superficiale  , ma sono proprio gli ambientalisti  a prospettarne la soluzione da anni: il recupero e il riuso edilizio.
Uno degli aspetto piu’  evidenti della totale inadeguatezza della nuova legge  regionale sta proprio  nella rinuncia ad orientare l’edilizia verso il riuso e il recupero del tessuto urbano esistente , che e’ la prospettiva unica del futuro sia per la salvaguardia  dell’ambiente sia per il rilancio economico di un settore edilizio profondamente in crisi: nessuna agevolazione fiscale e nessuna semplificazione normativa è prevista per la rigenerazione urbana, pertanto le aree agricole  e  il territorio periurbano continueranno ad essere il terreno privilegiato per gli investimenti immobiliari.
Inoltre la legge lombarda non solo elude qualsiasi limite all'aumento di consumo di suolo (demandato  al Piano Territoriale Regionale. mero  un documento di indirizzi al quale i Comuni a cui non sono obbligati ad adeguarsi), ma anzi conferma  e  “sdogana” tutte le scelte di espansione dei piani urbanistici comunali, senza nemmeno imporne una revisione alla luce delle situazioni di criticità rese evidenti dai recenti disastri climatici.
In questi termini ha poco senso la riduzione della moratoria da 36 a 30 mesi ( per la quale poi non sono escluse possibili proroghe), entro cui  sono fatte salve tutte le enormi previsioni dei piani urbanistici vigenti (stimate in Lombardia nell’ordine di 55.000 ettari di nuove urbanizzazioni su suoli agricoli!):in questo periodo si puo’ provvedere al convenzionamento degli interventi attuativi, a cui per di più vengono concessi strumenti inediti di agevolazione (rateazione degli oneri urbanistici) e accelerazione procedurale, prevedendo anche una straordinaria facoltà di ricorso ad interventi sostitutivi in caso di mancato rispetto dei ristretti tempi di istruttoria comunale.
Se  una parte e’ bene  l’introduzione nel computo del consumo di suolo anche le infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico, ma dall’altra risulta inefficace  dal  la maggiorazione del contributo di costruzione (fino al 30%)  su suoli liberi: forse  disincentivo per i piccoli privati e  troppo blando per le imprese organizzate per la relativa  incidenza di questo onere sul costo finale dell'edificio. Grande incentivo invece  per le magra casse  di molti comuni, che confidano di tornare a far cassa sulla svendita del territorio
Cio’ si traduce nel risultato di  fornire un formidabile impulso alla concretizzazione di diritti edificatori, peraltro in una contingenza di mercato in cui molte imprese rischiano con ciò di incorrere in una sovraesposizione debitoria e in un conseguente elevato rischio di fallimento e abbandono dei cantieri. Paradossalmente  potrebbero invece avvantaggiarsi le imprese che gravitano nella contiguità della criminalità organizzata, le uniche in grado di disporre di immediata provvista finanziaria
 elisabetta  patelli copresidente verdi della Lombardia



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