ECOLOGISTI PER PROVINCIALI ROMA

11/dic/2007 23.49.00 Ecologisti Contatta l'autore

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ECOLOGISTI PER PROVINCIALI ROMA:CAMPAGNA SI ALLE AUTO NO ALLO SMOG


La qualità dell’aria della nostra città è un mix di diversi agenti inquinanti provenienti da impianti termici, impianti industriali ,impianti termoelettrici e traffico veicolare. Chiaramente queste componenti non incidono tutte nella medesima misura. Le varie giunte di centro sinistra che si sono alternate alla guida del nostro comune in questi ultimi decenni ,non hanno certo prodotto proposte sensate, ma solo campagne di disinformazione e provvedimenti tampone, come le targhe alterne e misure sicuramente più drastiche come quelle del blocco totale delle macchine. Molti dei loro esponenti, noti a tutti per militare nelle fila di un certo mondo ambientalista , non sono stati sicuramente da meno nel giocare un ruolo legato più a logiche di propaganda che di politiche reali in tale ambito. Tutti sicuramente ricorderanno l’on. Rutelli , allora portavoce dei Verdi , mentre si lasciava fotografare pubblicizzando i veicoli a due ruote , come unica alternativa per abbattere l’inquinamento atmosferico , nonostante che tutti ben sapessero come i motorini a due tempi fossero addirittura più inquinanti delle auto! E non dimentichiamo le lenzuola bianche del nostro amico e presidente di Legambiente ,l’on. Realacci, che puntualmente ogni anno , ospite da Costanzo , ci mostrava le sue lenzuola bianche ,ormai completamente annerite dalla fuliggine quasi come se i cittadini fossero totalmente ignari e non sapessero del degrado atmosferico !

La cosa più preoccupante è che negli anni questa classe dirigente che ha governato la nostra bellissima città, non è stata in grado di risolvere il problema , nè di porre in atto misure idonee volte a risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico. Hanno voluto farci credere che le domeniche a piedi o l’enorme sacrificio delle targhe alterne ,imposto sulla pelle dei cittadini , fossero la reale soluzione al problema . Hanno diversamente dimostrato tutta la loro incompetenza , la loro improvvisazione , e dopo quindici anni di governo di centro sinistra non sono tutt’oggi riusciti a porre in essere misure reali volte a risolvere il problema degli inquinanti! .



Volendo entrare più nel merito sarà dunque opportuno esaminare brevemente i diversi inquinanti nell’occhio del ciclone :

il più famoso e conosciuto è senza dubbio il benzene ,sostanza che in questi anni è calata sensibilmente e non certo per interventi dell’ amministrazione , ma solo perché le compagnie petrolifere hanno dovuto eliminare questo inquinante . Infatti i carburanti di origine petrolifera dovranno rispettare specifiche ambientali sempre più rigorose. La qualità delle benzine e del gasolio che verranno in futuro erogati dalle pompe italiane è stata adeguata alle prescrizioni della direttiva 98/70/CE. Pertanto fino al 1/1/2005 la benzina "verde" potrà contenere 5 ppm massimo di piombo, 150 ppm di zolfo e 1% massimo di benzene ma dopo tale data, non sarà più consentita né la presenza di piombo né di benzene



L’altra sostanza che ricorre puntualmente ed fonte di inquinamento è il Pm10 conosciuto anche come particolato sottile, o polveri fini , principalmente composto da un miscuglio di polveri e liquidi, letali per le vie respiratorie quando tali particelle riescono ad entrare nei polmoni veicolandovi gas e molecole altrimenti aerodisperse.

Il piombo tetraetile oggi totalmente vietato , prima fortemente presente nei carburanti e di conseguenza nell’atmosfera .

Gli ossidi di zolfo (indicati dalla sigla SOx) ora quasi debellati, in effetti sempre la direttiva 98/70/CE dal 2005 ha limitato a 50 ppm il tenore di zolfo nel carburante al fine anche di garantire una maggior durata dei catalizzatori. Quindi nel gasolio dal 1/1/2005 il tenore di zolfo consentito non potrà superare 50 ppm.

Gli ossidi e i biossidi di azoto (NOx) per lo più dovuti alle combustioni ad alte temperature per l’ossidazione dell’azoto , dove gli impianti termici sono una fonte primaria di questo inquinante, responsabili del 60% circa della sua produzione ,

Fortunatamente è possibile notare come i vari inquinanti sopra elencati sono stati o drasticamente ridotti , od addirittura vietati come nel caso del piombo, diversamente ben poco è stato fatto per una sostanza , il particolarato o PM10. Al contrario del benzene, il particolato ha subito una diminuzione minima nel corso degli anni. E ciò si spiega facilmente ,infatti tale sostanza non è presente nelle benzine , ma per lo più è un residuo prodotto dai motori diesel e dagli impianti di combustione funzionanti a gasolio o carbone, come gli impianti termici, industriali, e traffico veicolare pesante diesel, ivi compresi gli autobus urbani, mentre non proviene, e ci preme sottolinearlo, dalle vetture a benzina. Non è un caso, e su questo punto invito a riflettere , come l’allarme da PM10 si verifichi esclusivamente in quei periodi dell’anno in cui i riscaldamenti degli edifici sono in funzione (autunno-inverno). Da queste considerazioni si evince come la causa principale di inquinamento non sono le vetture,ma bensì i numerosi impianti di riscaldamento a carbone ( a Londra aboliti da quasi mezzo secolo), oltre alla stragrande maggioranza di impianti a gasolio o nafta. Da diversi studi effettuati risulta che 20 caldaie a carbone inquinano come 100.000 autovetture , se si considera che a Roma le caldaie a carbone ancora presenti sono sicuramente oltre il centinaio , e non si quante quelle alimentate a gasolio o nafta ,mentre sono pochissime quelle convertite a metano ! Ecco dunque individuato il problema e la causa , ma sull’inquinamento dovuto alle caldaie la Giunta di centro sinistra ha sempre sottaciuto. Se fosse stata già attuata la metanizzazione degli impianti termici esistenti, sulla falsariga delle altre capitali europee, il problema del PM10 sarebbe già stato in gran parte risolto, oltretutto senza lesione alcuna dei diritti dei cittadini interessati.

Quindi l’assurdità di questa amministrazione è che delle varie sorgenti di emissione di sostanze inquinanti provenienti da impianti termici, industriali, di produzione di energia e traffico veicolare, privato, pubblico, pesante ,ne ha considerata sempre e solo una: la circolazione delle vetture private, escludendo quindi tutte le altre fonti. Molte sono le domande alle quali occorre una risposta.

Perché non sono state minimamente considerate ed attuate le direttive europee che prevedono come la lotta allo smog dovesse riguardare tutte le fonti di immissione ,nessuna esclusa, e dunque non solo le auto !

Perché in quindici anni di giunta di centro-sinistra nulla è stato fatto!

Perché anche quando sono stati superati limiti di inquinanti che non sono in stretto rapporto con gli inquinanti prodotti dalle auto si è vietata la circolazione !

Perché mentre per l’acquisto di nuove vetture vengono concessi incentivi fiscali , nessuna agevolazione è stata concessa per la metanizzazione delle caldaie!



Perché i privati cittadini sono dovuti intervenire di tasca propria per adeguarsi ,costretti a rottamare in continuazione il parco macchine , mentre le autovetture pubbliche sembrano esente da tali divieti , con il Comune che si “chiama fuori” da ogni responsabilità per l’inquinamento causato dai veicoli proprî o di enti comunque pubblici nonostante che il D.M. 27/3/1998 abbia stabilito all’art. 5, che le amministrazioni dello Stato, delle Regioni e degli altri enti locali e territoriali, nel rinnovo annuale del loro parco autoveicolare, debbano prevedere una quota di veicoli elettrici, ibridi, o alimentati a gas naturale, GPL, con carburanti alternativi e che entro il 31/12/2002 tale percentuale avrebbe dovuta essere del 40%!



Perché hanno obbligato tutti gli automobilisti “non catalizzati” a cambiare vettura e nonostante questo sacrificio si sono introdotte misure quali quelle che di volta in volta considerano a termine la circolazione delle vetture Euro1 , per poi passare all’ Euro 2 e poi all’Euro 3 , limitando la circolazione per le autovetture della serie precedente , portando e spingendo sempre più il cittadino all’esasperazione!



Perché si sono continuamente adottati sistemi volti a limitare il divieto di circolazione dei privati ed intaccato così il principio della proprietà quando la normativa europea prevedeva e considerava che la lotta allo smog dovesse riguardare tutte le fonti di emissioni, poiché solo in questo modo possibile rispettare i limiti senza particolari difficoltà!



Perché il comune di Roma continua a mentire come quando nella delibera 790/2001 riportò un netto miglioramento della qualità dell’aria da benzene in base ai provvedimenti adottati . Quali sono stati dunque i provvedimenti adottati . La verità è che il miglioramento da benzene è vero che c’è stato , ma non con alcun provvedimento del Comune , bensì grazie al diminuito tenore di benzene nella benzina, che per legge ha obbligato le compagnie di ridurre la presenza di tale sostanza all’1% con una riduzione di circa il 30% !



Perché non sono state adottate come alternativa le benzine ossigenate che consentono alla benzina di bruciare in maniera ottimale , riducendo le sostanze nocive ed in particolare quelle volatili che sono le più nocive . Per primi abbiamo pubblicizzato e sostenuto tale rimedio , sin dal lontano 1995 , quando in seguito ad un nostro viaggio negli Usa , abbiamo potuto constatare e verificare di persona i vantaggi nell’ utilizzo di queste sostanze. Molti quotidiani locali hanno di fatto riportato la notizia (Il Tempo,il Messaggero, Il Giornale) ma senza alcun seguito.

Solo nel 2000, e per la prima volta , il Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi parlò di benzine ossigenate stabilendo forti incentivi per produrre tale miscela , ma poi non si seppe più nulla. Negli Stati Uniti ed in particolare nelle città fortemente inquinate tale miscele , che comportano solo una piccola modifica a monte nel processo di miscelazione , senza alcun costo in più per le automobili dei privati cittadini , sono state rese obbligatorie ed il tasso di inquinamento è calato sensibilmente . La città di Los Angeles che era perennemente avvolta nella coltre dello smog ora è tornata a respirare!





ASPETTI GIURIDICI


A questo punto è necessario affrontare la questione sotto il profilo giuridico . L’art. 52 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’U.E., riporta testualmente che ogni limitazione volta a modificare i diritti ed le libertà previste nella Carta medesima devono rispettare il principio di proporzionalità , dunque tradotto in termini questo comporta che l'azione amministrativa deve sempre assumere la forma meno lesiva dei diritti dei privati e ogni atto deve sempre comportare il minor sacrificio possibile degli stessi. Dunque ogni Atto Pubblico per ottemperare a tale principio e superare il vaglio di proporzionalità deve essere idoneo, necessario e adeguato. E’ inidoneo un atto posto in essere dalla pubblica amministrazione quando per esempio per limitare l’inquinamento da PM10 , che come si sa non è una sostanza prodotta dalle auto ,ma in maggior misura da altre fonti , si vieta la circolazione delle stesse. E’ necessario quando non è possibile nessuna altra soluzione ed alternativa ad un dato provvedimento . Nel caso in cui il Comune è obbligato ad emettere un provvedimento con il quale vietare la circolazione delle auto , coinvolgendo quindi posizioni giuridiche soggettive ed interessi legittimi dei privati, deve in primis analizzare ogni altra ed eventuale alternativa al fine di collimare sia gli interessi ambientali e collettivi che quelli propriamente legati alla sfera individuale , onde imporre il minor sacrificio possibile. Infine l’atto deve essere adeguato ovvero proporzionato ,bilanciando saggiamente sia gli interessi pubblici che privati. Misure e provvedimenti questi che non sembra abbiano più di tanto coinvolto e preoccupato la giunta di centro sinistra in questi anni di governo a tal fine dunque sarebbe interessante richiedere un controllo giurisdizionale di tali atti , dove il giudice pur non potendo sostituire la propria volontà a quella della Pubblica Amministrazione, potrà vagliare la numerosa gamma di provvedimenti che la P.A. aveva a disposizione , e verificare se quello adottato fosse realmente adeguato al fine . Nel caso in cui la Pubblica Amministrazione abbia adottato un provvedimento che non fosse adeguato , proporzionato ed idoneo , allora si prefigurerebbe un classico esempio di violazione di legge che insieme ad incompetenza ed eccesso di potere sono le tre tipologie che costituiscono ipotesi di vizio dell’atto amministrativo.



Altra questione giuridica che occorre analizzare riguarda le posizioni giuridiche soggettive dei cittadini che con tali provvedimenti diretti , quali il blocco del traffico e le targhe alterne,od indiretti come ad esempio un commerciante che vede diminuire nettamente il suo fatturato a causa di tali decisioni , o come i residenti all’interno dell’anello ferroviario del Comune di Roma che sono stati costretti a cambiare auto e passare alla catalitica senza mezzi termini, viene loro negato non solo il diritto di circolazione , ma assistiamo ad un sequestro vero e proprio lesivo del titolo di proprietà dell’autovettura regolarmente acquistata nonostante la Proprietà sia un diritto fondamentale tutelato dalla nostra Costituzione, e la violazione di tale diritto si verifica non solo quando si compie una espropriazione diretta , ma anche quando viene posto in essere qualsiasi atto od interferenza dell’autorità pubblica che impedisce ad una persona di fare uso del proprio bene. La Costituzione inoltre all’art.42 comma 3° prevede la possibilità di espropriazione della proprietà e solo per motivi di interesse generale nei casi previsti dalla legge. Ma nessuna legge prevede espressamente che in caso di superamento delle soglie di inquinamento si possa procedere al blocco delle auto . E’ questa dunque la riserva di legge che da sempre la dottrina e la giurisprudenza hanno considerato come valore di riferimento , questo significa che qualsiasi provvedimento amministrativo o sub-legislativo dovrà essere autorizzato dalla legge.

Infatti molti dei provvedimenti, regionali, provinciali e comunali di limitazione della circolazione richiamano il D.M. 163/1999 (c.d. decreto Ronchi-Bindi), ora abrogato dall’art. 39 del D.M. 60/2002 . Il D.M. 163/1992 doveva fissare ai sensi dell’art.413/1997 i criteri ambientali e sanitari di concerto tra il Ministro dell’Ambiente ed il Ministro della Sanità. Tale decreto contrariamente ad ogni aspettativa è andato ben oltre stabilendo e regolamentando la circolazione delle vetture attuando dunque un provvedimento in carenza di legge , ed invadendo una sfera che a nostro parere è riservata al Ministero dei Trasporti . Oggi con l’abrogazione del D.M. 163/1999 intervenuto con l’art. 39 del D.M. 60/2002, negli agglomerati e zone in cui sussiste il superamento (o il rischio) dei valori-limite o delle soglie di allarme, i sindaci adotteranno le limitazioni sulla base dell’art. 7, comma 1, lettere a) e b) del Codice della Strada. Una formula dunque adottata che lascia ampia facoltà e discrezionalità ai sindaci , ma non al giudizio di merito dei loro provvedimenti che dovranno comunque essere proporzionati ed idonei , dovendo conciliare i diversi interessi contrapposti ed evitare di ledere i diritti soggettivi dei singoli cittadini eventualmente coinvolti . Altro aspetto da considerare è che di fatto i cittadini vengono indirettamente espropriati del loro mezzo senza alcun indennizzo . Indennizzo dovuto non solo per quanto riguarda l’espropriazione del mezzo , ma anche per il danno subito dal fatto di dover pagare allo stato ed alle assicurazioni il bollo auto e l’assicurazione per 365 giorni l’anno senza poterne fare uso liberamente.



DA UNA CULTURA DI DIVIETO E DI PROTESTA AD UNA CULTURA DI PROPOSTE !


Quindi appare evidente che per risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico bisogna procedere con il controllo ed il monitoraggio di tutte le fonti , intervenendo così indistintamente e non solo sul traffico veicolare .

Occorre dunque:

censire e vietare tutte le centrali a carbone che costituiscono una gravissima fonte di sostanze inquinanti , se si considera che secondo statistiche 20 caldaie a carbone inquinano come 100.000 autovetture
procedere alla metanizzazione di tutti gli impianti a gasolio e nafta prevedendo forti incentivi fiscali
potenziare e raggiungere l’obiettivo del 40% di vetture ibride ed a carburanti alternativi così come previsto dal D.M. 27/3/1998
adottare ogni misura atta a promuovere l’utilizzo delle benzine ossigenanti , che permetterebbero un calo del 30% dell’inquinamento atmosferico . Le benzine ossigenate rappresentano da sempre una nostra proposta . Per primi nel 1994 abbiamo proposto tale soluzione , così come dimostrano le prime pagine con nostre interviste riportate da molti giornali locali (fonte: il Tempo, il Messaggero ,il Giornale ).
Procedere alla piantumazione di alberi , è infatti dimostrato da studi condotti dall’E.P.A.che se venissero piantati alberi solo su una superficie del 5% della nostra città , questo basterebbe a ridurre la temperatura durante il periodo estivo di circa 4 C° , e quindi abbattendo i rischi connessi al pericolo dell’ozono .
Utilizzo di asfalti cosiddetti “riflettenti”, oggi il colore particolarmente scuro dei nostri asfalti favorisce l’effetto cosiddetto “isola di calore”
Installazione di sistemi di “Predepurazione” dell’aria in zone ad elevata concentrazione di inquinanti che provvedono ad un trattamento preliminare dell’aria contaminata tramite l’abbattimento delle sostanze inquinanti. I “Predepuratori” sono estremamente convenienti sotto il profilo economico ,in quanto ad un costo di investimento molto basso associano un costo di manutenzione irrisorio

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