Di Pietro: ...con Borsellino parlai il giorno del funerale di Falcone...

Di Pietro: ...con Borsellino parlai il giorno del funerale di Falcone...

27/mag/2002 17.00.46 Luigi Sedita Contatta l'autore

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FALCONE, BORSELLINO, DI PIETRO, MAFIA E MANI PULITE, INCHIESTE SIMILI

ROMA, 23 maggio 2002 - L'inchiesta Mani Pulite e l'inchiesta sulla mafia "sono due inchieste che hanno cercato entrambe di arrivare alla cima di una montagna. Se la cima è quella del potere reale, quella del potere forte, quella del connubio finanziario politico, mafioso, Falcone e Borsellino hanno cercato di farlo, camminando sulla china della criminalità organizzata". Così l'ex pm Antonio Di Pietro a Rainews 24, che ne ha diffuso una sintesi.

"Io - ha aggiunto il leader dell'Italia dei Valori - sono partito da quest'altra china, cercando di capire chi sono tutti i portatori di interessi che servono a questa potenza reale, politici che vengono nominati grazie al placet della cupola." "Con Falcone - ha aggiunto Di Pietro - mi confrontai principalmente sulle modalità di accesso all'informazione che potevano essere attinte da altri Stati attraverso le rogatorie per conoscere le transazioni internazionali che avvenivano attraverso le società off-shore nei Paesi off-shore il conto protezione l'ho scoperto proprio grazie a meccanismi spiegati tecnicamente anche da Falcone".

"Dopo la morte di Falcone parlai con Borsellino: ci parlammo il giorno del funerale di Falcone. Borsellino diceva sempre "bisogna fare presto", ha aggiunto Di Pietro sostenendo che ci sono imprenditori "che non sono imprenditori ma che divengono tali per essere intermediari tra il sistema politico, e il sistema criminale, nella gestione degli affari. C'è un'ombra, dove molti di noi hanno intuito, più che capito, chi può aver tessuto le fila, può anche tesserle ancora.Ma non è stato possibile dimostrarlo, perché le ali sono state tarpate, a volte con la vita, a volte con la delegittimazione".

DI PIETRO A BONDI, MIE PAROLE GRAVI PERCHE' VERE

ROMA, 23 MAG - "Ha ragione Bondi a dire che le mie dichiarazioni sono gravi. Sono gravi perché sono vere". Antonio Di Pietro replica cosi' al portavoce di FI Sandro Bondi che lo aveva criticato per un'intervista a Radio Popolare nella quale aveva parlato di una connessione fra l'eliminazione fisica di magistrati che stavano investigando sulla mafia e la delegittimazione degli investigatori milanesi che si sono occupati di corruzione.

"Tra l'altro - sottolinea Di Pietro - le mie non sono dichiarazioni estemporanee. Quello che ho detto oggi l'avevo gia' comunicato ai magistrati un bel po' di tempo fa. Ma
non e' colpa dei magistrati se sono state tagliate le ali alle indagini con riforme pseudo-garantiste che hanno come unico obiettivo quello di convivere con la mafia e rendere impossibile la trasformazione in prova degli indizi". (ANSA)

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