Norman Lewis, giovane ufficiale inglese assegnato al
Comando Alleato in Napoli, nel ’44 , pensò bene di tenere un diario della
sua insolita - e gratificante sul piano umano - esperienza napoletana; diario
che fu pubblicato con gran ritorno di popolarità e gradimento, con il titolo
“Napoli’44”(si trova, ora, tra “gli Adelphi”). Ebbene, la pagina del “6
settembre” narra:
”Con la nostra benedizione si sono costituiti qualcosa
come sessantacinque partiti politici, i quali parteciperanno alla furiosa rissa
che prevedibilmente si scatenerà quando verranno indette le elezioni. Oltre a
questi, esistono molti movimenti non riconosciuti che aspirano a restituire alla
nazione la sua grandezza. In gran parte sono farneticanti, come i separatisti di
Lattarullo, che vogliono vestire la gente con tuniche romane, istituire un
minimo legale di dieci figli per famiglia, reintrodurre sotto questa o quella
forma la servitù della gleba .
Alcuni vengono
considerati più risoluti e sinistri, e tra essi quello su cui dovevo indagare, che si chiama “Forza Italia!” e si
sospetta di simpatie neofasciste.
I miei
contatti a Benevento lo liquidano con disprezzo come l’ennesimo, fanatico
movimento di destra appoggiato dai proprietari terrieri e dalla mafia rurale, in
questo caso capeggiata da un latifondista suonato che sostiene di essere la
reincarnazione di Garibaldi.”.
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