Antiplagio e Rapporto sul satanismo ne Il Giorno

secondo la stima fatta dal Telefono Antiplagio nell'ultimo rapporto sul satanismo

14/gen/2005 17.46.27 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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IL GIORNO 14/01/05
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Tremila sette in Italia e tutte votate al diavolo
MILANO — Sono tra i 2 mila e i 3 mila i seguaci di sette sataniche in Italia secondo la stima fatta dal Telefono Antiplagio nell'ultimo rapporto sul satanismo in Italia. Un numero che l'associazione ritiene in crescita, soprattutto tra i giovanissimi. Tanto che, secondo i dati di Telefono Arcobaleno, il 33% dei minori è attratto da stregoneria e occultismo, o è vittima di abusi o legge pubblicazioni e siti internet del settore: il 3% tra i 6 e 10 anni, il 9% tra gli 11 e i 14 anni, il 21% tra i 15 e i 17 mesi. In realtà il rapporto del ministero dell'Interno del febbraio 1998 ha individuato in Italia una decina di gruppi satanico-luciferiani, per un totale di 200 adepti. Il dato però, secondo il Telefono Antiplagio, è abbondantemente sottostimato, anche perché, spiega l'associazione, solo una vittima su 100 sporge denuncia. Dal rapporto emerge anche una nuova tecnica per legare l'adepto alla setta: creare un rapporto diretto con il demonio o con un parente defunto tramite Sms: la vittima, dopo aver subito tecniche di condizionamento e controllo mentale, riceve messaggi anonimi al cellulare, firmati dalla persona cara o dal demone. I capigruppo, veri autori degli sms, tengono così i seguaci più vincolati. Secondo il rapporto, i cittadini coinvolti in vicende di satanismo hanno in media 35 anni, sono donne per il 51% e uomini per il 49%, nel 32% dei casi con la sola licenza elementare, nel 33% con licenza media, nel 35% dei casi con diploma o laurea. In 10 anni di attività al Telefono antiplagio sono giunte oltre 1.000 segnalazione, il 95% delle quali è anonimo. Le telefonate arrivano soprattutto dal Nord (57%), contro il 25% del Centro e il 18% di Sud e Isole. Il rapporto 2004 dell'associazione individua le regioni più interessate dal fenomeno: al primo posto c’è la Lombardia seguita da Lazio, Veneto, Piemonte.
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