Gli Ebrei e la Chiesa

Se è vero che si deve praticare la verità nella carità è anche vero il contrario:

27/feb/2005 01.37.20 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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In data 26 febbraio 2005 sono apparse nel sito indymedia alcune pagine di un libro uscito nel 1997, ritirato dal commercio nel 1998 e perennemente censurato: Gli Ebrei e la Chiesa. Ma, nel giro di poche ore, sono state oscurate anche da indymedia, che nell'archivio degli articoli nascosti ha modificato perfino il titolo: Gli Ebrei e la Chiesa e' diventato 'La Chiesa' (il film di Dario Argento?).
Il volume, scritto da Vitaliano Mattioli, docente presso il Pontificio Istituto Sant’Apollinare e la Pontificia Universita' Urbaniana della Citta' del Vaticano, contiene una lunga serie di documenti storici che aprono scenari diversi sulle responsabilita' dell’olocausto. Vi invitiamo a leggerne l’introduzione e a visionare, in allegato, quelle poche pagine.

GLI EBREI E LA CHIESA - INTRODUZIONE
La seconda guerra mondiale è terminata da cinquant’anni eppure ancora tanti fatti e comportamenti rimangono non chiariti, ancorati a una preconcetta e aprioristica critica in attesa che anche a loro venga resa giustizia storica.
Oggi si tende a conciliazioni opportunistiche, a nuove alleanze per evitare mali futuri; e questo è un bene. Tuttavia può portare ad una violazione della giustizia se avviene a scapito di ciò che è veramente accaduto, relegando alcuni fatti nella penombra, a detrimento della verità.
Se è vero che si deve praticare la verità nella carità è anche vero il contrario: la carità va esercitata nel rispetto della verità.
A volte un irenismo non sempre salvaguarda la verità, pur nella nobile intenzione di consolidare la carità; in questo modo non si salva né l’una né l’altra.
Il presente studio esamina una situazione specifica: lo sterminio degli ebrei, la presunta colpevolezza della Chiesa cattolica e la responsabilità degli Alleati oltre che degli stessi ebrei.
Tre sono i luoghi comuni che ogni tanto emergono nella storiografia: 1) spesso si ritiene che lo sterminio degli ebrei avvenne per colpire la religione ebraica; 2) che fu una persecuzione architettata dalla ideologia cristiana in odio agli ebrei; 3) che la Chiesa ha aiutato gli ebrei con una molteplicità di iniziative mentre Pio XII come capo della cattolicità non ha fatto tutto il possibile per evitare la catastrofe, facendo prevalere la ragion di Stato.
Queste tre tesi saranno affrontate e chiarite in altrettanti capitoli; si vedrà che sono frutto di menti prevenute, che non hanno ben analizzato il contesto storico e sono molto superficiali nello stilare giudizi. Infine il quarto capitolo riguarderà le responsabilità degli stessi ebrei e degli Alleati.
Fin da ora possiamo dire che la leggenda dei silenzi pacelliani è sorta nel 1963, in seguito all’opera teatrale del tedesco Hochhuth "Il Vicario".
Mentre prima non era sorta ombra di dubbio, da quel momento in forma più o meno velata ma sempre continua si è creata una serie di accuse per gettare il discredito sulla Chiesa cattolica e trovare a tutte le aberrazioni della guerra il capro espiatorio in Pio XII il quale, defunto ormai da cinque anni, non poteva più parlare.
Due riflessioni sono interessanti.
1) Pio XII è vissuto per ben tredici anni dopo il conflitto, e si sono aspettati ben cinque anni dopo la sua morte per accusarlo di un comportamento subdolo, demagogico e vile! Se si fosse trattato di accuse "vere", perché non si sono evidenziate mentre lui era in vita?
2) E’ sintomatico che questo venga fatto proprio da un tedesco! Nel rinnovare la mia convinzione che è necessario non coinvolgere l’intero popolo germanico nelle aberrazioni della guerra, la mia stima e ammirazione verso cittadini di questo Paese che ho conosciuto personalmente, non potrebbe essersi annidato nell’inconscio dell’autore il desiderio di liberare gli allora dirigenti della sua Patria dal tarlo della cattiva coscienza per colpevolizzare una persona che non poteva più difendersi?
Un altro elemento mi spinge a questo lavoro. Fermo restando che anche una sola vittima sprigiona un’immensa amarezza e lascia un vuoto incolmabile, è valido il tentativo ebraico di monopolizzare lo sterminio, tenendo conto che altri milioni di persone non ebree sono morte insieme a loro?
Purtroppo tanti, troppi appartenenti al popolo ebraico sono stati uccisi. Di fronte a queste tombe, allo straripamento del dolore, ogni ginocchio si deve piegare. Ma anche altre migliaia di persone di razza e religione diverse sono state vittime della barbarie nazista. Anche queste sono esseri umani, che vanno ricordate, piante ed ammirate. Ogni dolore umano è sempre grande ed esige un religioso rispetto. E’ necessario che le loro sofferenze non siano coperte dalla polvere dell’oblio; la loro reminiscenza deve servire ad impedire che la mente umana non impazzisca di nuovo, non ritorni prigioniera di falsi dei abbeverati solo di lacrime e di sangue.
VITALIANO MATTIOLI
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