ANTIPLAGIO informa: oscurato sito-sciacallo Sgrena!

un sito con il nome della giornalista, ma quando il Telefono Antiplagio se

15/mar/2005 02.14.17 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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LA PROVINCIA PAVESE del 13/03/05
In vendita dominio giulianasgrena.it. Telefono antiplagio: «È sciacallaggio».
Un dominio giulianasgrena.it è in vendita su internet alla pagina http://www.giulianasgrena.it. L’ha segnalato il Telefono antiplagio, come fenomeno di sciacallaggio, all’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni e alla polizia. «L’aspetto più grave», segnala l’associazione, «è che il sito è stato registrato da un privato cittadino, tramite una srl di Padova, il 24 febbraio 2005, ovvero quando la giornalista del Manifesto era nelle mani dei terroristi. L’atto di sciacallaggio dunque, sottolinea il Telefono antiplagio, oltre il tentativo di vendita, è evidentissimo.

IL MATTINO DI PADOVA del 14/03/05
Andrea Bottacin, il padovano che ha registrato il sito con il nome della Sgrena, precisa: è stato un grosso malinteso. «Volevo solo aiutare Giuliana». Dominio in vendita dopo la liberazione della giornalista. «Nessuna truffa. Nessun atto di sciacallaggio».
Andrea Bottacin, 36 anni, il giovane che ha registrato e messo in vendita il sito http://www.giulianasgrena.it, oscurato dopo la denuncia di Telefono Antiplagio, sostiene che si è trattato solo di un grosso malinteso. Il sito era formato da una sola pagina - bianca - con la scritta «in vendita», e sotto, un indirizzo e-mail con il nome e il cognome del giovane padovano, in modo da poter essere contattato dai possibili acquirenti del dominio.
«Di mestiere faccio il rappresentante di piastrelle - spiega Bottacin, residente a Padova - non compro e vendo siti a scopo di lucro. Tanto meno, potrei pensare di farlo sulla pelle degli altri». La storia è nota: Bottacin aveva registrato un sito con il nome della giornalista, ma quando il Telefono Antiplagio se n’è accorto ha denunciato il sito che è stato oscurato. La sua versione dei fatti, comunque, non fa chiarezza totale sulla vicenda, ma è sempre la sua versione.
«Il sequestro della Sgrena mi ha colpito in maniera particolare - esordisce Bottacin - non so nemmeno io perché. Così ad inizio di febbraio ho spedito un fax al Manifesto chiedendo se potevo far fare una bandiera della pace con il nome della giornalista e la parola “liberatela” Ma nessuno mi ha risposto. Giorni dopo mi è venuta in mente l’idea di un sito con il suo nome. Per scriverci pensieri sul rapimento. Immaginavo qualcosa di interattivo. Così mi sono rivolto a un provider, ho pagato 35 euro e ho registrato il dominio informatico. Solo successivamente ho scoperto però che usare quello spazio virtuale avrebbe potuto procurarmi guai. Così non ne ho fatto più nulla. Nel frattempo, Giuliana Sgrena è stata liberata, dunque, ciò che avevo fatto non aveva più senso. E ho detto al provider di scrivere nel sito “in vendita”. Ecco, questa è stata la causa di tutto. Non pensavo di essere accusato di sciacallaggio. Giuro che ho agito in totale buona fede». PAOLO BARON
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