Per la raccolta delle firme delle liste quasi tutti i partiti sono fuori legge!

"false" si omette di evidenziare un semplice particolare che in

16/mar/2005 06.08.10 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Sulla raccolta delle firme delle liste non viene evidenziato (con l'eccezione dei radicali) che quasi tutti i partiti sono fuori legge!

Una ipocrita normativa da cambiare, che ricorda tanto la passata legge sul finanziamento ai partiti da questi approvata e dagli stessi sistematicamente violata.

Con l'eccezione dei radicali, in tutta questa faccenda delle firme “false” si omette di evidenziare un semplice particolare che in pratica metterebbe quasi tutti i partiti “fuori legge”: le firme dovrebbero essere apposte sulle liste dei candidati alla presenza contestuale di un ufficiale autenticatore.

Chi minimamente ha fatto un pò di attività politica sa benissimo  che questo “contestuale” particolare della norma di legge raramente viene rispettato dal momento che occorrerebbe tantissima organizzazione, tantissimo tempo e tantissimo denaro!

Fino a un anno fa per la falsificazione delle firme gli attivisti politici rischiavano anche l’arresto, ma dal momento che tutti più o meno “falsificavano” o erano fuori legge, il parlamento con la legge 2 marzo 2004 ha depenalizzato il reato di falsificazione (delle firme)riducendolo a una semplice ammenda da 500 a 2 mila euro, con prescrizione biennale e senza iscrizione sul certificato penale.

Di conseguenza con questa modifica di legge le irregolarità, già preesistenti, hanno trovato terreno fertile per la loro moltiplicazione.

In pratica, in linea di massima, possono verificarsi questi casi:

1)una parte delle firme posssono essere raccolte, come previsto dalla legge, con la presenza contestuale di un ufficiale autenticatore;

2)un’altra parte può essere raccolta senza l’ufficiale autenticatore e autenticata in un secondo tempo;

3)all’insaputa degli interessati, possono venire ricopiati  i dati anagrafici con le firme di cittadini che avevano firmato in occasione di precedenti elezioni o referendum, e anche queste finiscono per essere autenticate in un secondo tempo;

4)i partiti maggiori e meglio organizzati possono sfruttare elenchi precedentemente compilati con dati anagrafici e relative firme di militanti e iscritti ad associazioni permettendosi anche il lusso di dare "soccorso" agli alleati più “piccoli” e crearsi così un credito di sudditanza e gratitudine da riscuotere in futuro;

5)possono essere montate anche madornali falsificazioni, ma credo che oggi questa quinta evenienza sia un evento più raro e se capita sia un caso da “disperati”.

 

Il Viminale ha inviato una circolare prudente in cui invita le circoscrizioni elettorali ad andare avanti come se niente fosse con l’evidente obiettivo di non fermare le elezioni, ma incombe “il fantasma del Molise” dove i ricorsi “andarono a segno nel 2001 e si dovette rivotare!

 

Non sarebbe meglio cambiare questa ipocrita normativa che ricorda tanto la passata legge sul finanziamento ai partiti, approvata dagli stessi partiti del parlamento e da questi stessi violata sistematicamente?  

 

Luigi Sedita - Coordinatore di "Impegno Democratico" - Firenze

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