ANTIPLAGIO e satanismo su Jesus e Europa Cristiana

01/apr/2005 06.20.27 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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(aprile 2005)
Dossier - Caccia al diavolo
Fonti: www.stpauls.it/jesus/0503je/0503je54.htm
www.europacristiana.it/news_leggi.asp?id=6869
Una task force all’inferno?
di Fabio Di Chio e David Murgia
Ultimamente, i crimini messi in atto da seguaci di sette sataniche si sono moltiplicati. È ora che le forze di polizia creino un pool di esperti per contrastare tali reati?
Caccia al diavolo
Sulle pagine dei quotidiani fanno scalpore i reati dei gruppi satanici. Tra i giovani aumentano i fan del demonio. E le chiese si riempiono di persone disorientate che chiedono l’aiuto degli esorcisti in talare. Che cosa succede in Italia? Si sono spalancate le porte dell’inferno? Il diavolo ha preso di mira la culla del cattolicesimo? Oppure, più semplicemente, il maligno c’entra poco e si tratta invece di un pericoloso mix di mode strambe, criminalità comune, disagio psichico e banale superstizione? Il fenomeno è sicuramente complesso.
Diffidare delle soluzioni semplici, in questi casi, è buona norma. Di certo c’è che i "veri" satanisti sono pochissimi e assai poco conosciuti, anche agli inquirenti e agli studiosi. Ma ciò non diminuisce la pericolosità di gruppi e gruppuscoli che al Principe delle tenebre si richiamano. A tal punto che qualcuno invoca la creazione di un pool di investigatori specializzato in crimini diabolici. a cura di Giovanni Ferrò
È giunta l’ora di dare la caccia al demonio affidando il compito ad "agenti speciali dell’occulto". Lo sostengono politici, magistrati, investigatori, criminologi, psichiatri, familiari delle vittime delle sette, teologi ed esorcisti. [...] Le esperienze giudiziarie di Bologna, Modena o vissute da altre Procure, che hanno dovuto affrontare i deliri criminali di aspiranti satanisti, avevano già evidenziato il problema della scarsa conoscenza del fenomeno delle sette. [...]
L’opinione diffusa è che le forze di Polizia dovrebbero avere i loro infiltrati, monitorare il fenomeno dall’interno delle sette e non limitarsi a contare i casi di satanismo e psicosette. [...] Descrive lucidamente la situazione il dirigente dell’Unità analisi crimini informatici della Polizia postale (Polpost) e delle telecomunicazioni, Marco Strano, poliziotto e psicologo. Il suo ufficio, a Roma, è una sorta di frontiera invisibile su internet.
Dalle stanze della sua sezione, lui e i suoi uomini (sei persone) controllano tutto ciò che passa in rete: siti, newsgroup, chat. È un grande occhio virtuale sempre aperto sul web. Marco Strano di satanismo ne vede parecchio, ma i siti più violenti, che istigano al suicidio o a commettere reati, sono collegati a provider che si trovano all’estero, per cui la Polpost niente può contro di loro, può solo chiedere alla Polizia degli Stati interessati di oscurare quei siti. Sulla necessità di creare squadre speciali antidemonio, Strano non ha dubbi: «Bisogna dotarsi di una conoscenza approfondita del mondo satanista e delle strutture che lo compongono, simili a quelle mafiose. Per investigare questi casi occorre avere una base culturale specifica, saper interpretare la simbologia, ma anche usare competenze sul piano psicologico che possono rivelarsi importanti per penetrare questi gruppi... Formare degli investigatori ad hoc, quindi, è indispensabile».
Ne è pienamente convinto anche il procuratore capo della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, Antonio Pizzi, che lo scorso novembre, dopo dieci mesi di viaggio nell’inferno, ha chiuso l’indagine sulle Bestie di Satana nel Varesotto. «Io», spiega Pizzi, «ovviamente non sono un esperto di satanismo, mi imbatto in questo fenomeno all’età di 63 anni. Posso dire che il satanismo con l’efferatezza dei delitti non c’entra molto in verità. Qui si è venuta a creare una miscela di occultismo e persone determinate a uccidere, le quali peraltro avrebbero ucciso lo stesso, indipendentemente dal satanismo. Il vero rito sacrificale è stato quello dei due ragazzi assassinati nel ’98 (le prime vittime, nda). In Satana ci credevano e ci giocavano un po’ tutti. Per loro era una questione di potere: si entra in queste sette per acquistare un alone magico e di mistero per distinguersi dalla massa».
I poliziotti dell’occulto? «Una specializzazione in quelle che sono le logiche sataniche», aggiunge il magistrato, «aiuterebbe sicuramente gli investigatori, li metterebbe in condizione di intercettare le situazioni a rischio e di prevenire il reato. Il pericolo, infatti, non è nella commissione di atti efferati, ma nella sottomissione di menti deboli. Quelli che gestiscono il gruppo hanno interesse a far entrare nel circolo persone deboli, per assoggettarle meglio. La prima cosa che costoro subiscono è la sottomissione sessuale, una sorta d’iniziazione, di strumentalizzazione: il capo deve possedere l’adepto, nel modo più bestiale possibile, costringendo questi ragazzi a subire il suo volere. È questo il pericolo: i leader manipolano i giovani più fragili, li portano a commettere atti blasfemi, profanazioni di tombe, a perdere ogni contatto con la famiglia, finché non si perdono. E questo spiega le impiccagioni. Le Bestie di Satana erano già in galera quando certe persone si sono impiccate perché hanno perso l’orientamento, sono andate verso il baratro».
Il magistrato parla di persone «manipolate, espropriate della loro personalità, della loro individualità personale, al punto che diventano marionette. Il vero pericolo del satanismo è questo. Questo è il condizionamento reale». Si arriva così a evidenziare con drammaticità il "buco nero" apertosi nel Codice penale dal 1981, quando è scomparso il reato di plagio. «Bisognerebbe», commenta Pizzi, «ripensare a colmare quella mancanza, perché... dietro il paravento satanico si cela il plagio, la manipolazione mentale». [...]
Sulla stessa linea di pensiero anche il sostituto procuratore presso la Procura di Bologna, Lucia Musti. Nel ’97, clamorosamente, a seguito di un’indagine avviata dal suo ufficio, il magistrato portò a galla un inferno che nessuno s’aspettava. L’inchiesta coinvolse i famigerati Bambini di Satana, delle minorenni e un bimbo di 4 anni, tutti presunte vittime di abusi rituali. «È un brutto ricordo della mia vita», racconta la Musti. «È stato un processo che mi ha turbato, mi ha fatto stare sotto scorta, mi ha diffamata su internet. Hanno detto che ero il braccio armato del cardinal Biffi».
Continua amareggiata Lucia Musti: «L’unica cosa che mi dispiace come pubblico ministero è che non ci si renda conto delle potenzialità criminali delle sette. [...] Se dopo un discorso morale, umano, si aggiunge il discorso giuridico, allora la cosa diventa gravissima. E l’unico soggetto che cerca di recuperare la situazione è la Chiesa cattolica, perché studia il fenomeno delle sette, per lei il demonio è un nemico». Invece... «gli investigatori non sono preparati, noi non lo eravamo, nemmeno io ero preparata. È facile fare indagini su furti e rapine, ma su una setta è difficilissimo... Magistrati e poliziotti non hanno la cultura, devono saper decifrare i simboli, sapere il loro significato. Bisogna studiare, prepararsi». [...]
Al coro di favorevoli alle squadre antidemonio si aggiungono alcuni criminologi, che sono stati consulenti di parte anche nei procedimenti penali su sette e satanismo, omicidi "rituali" e altre diavolerie. Francesco Bruno, docente di Psicopatologia forense all’Università La Sapienza di Roma, è uno di questi. «Il fenomeno satanismo violento», sostiene, «è dilagante, è una devianza in espansione. [...] La conoscenza della materia è indispensabile agli investigatori per identificare i colpevoli del reato nel più breve tempo possibile e per sapersi districare in un ambiente carico di simboli».
Lino Rossi, criminologo, docente di Psicologia giuridica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, definisce «interessante» l’idea di organizzare degli agenti speciali antisette, «purché queste persone abbiano una professionalità accentuata. Minori vittime del fenomeno settario sono pochi, ma sicuramente esistono. Abbiamo avuto esperienze: alcuni bimbi sono stati oggetto di interesse satanico; in Puglia neonati sono stati usati per messe nere. Io seguo direttamente le indagini sui minori e ho visto immagini, umiliazioni di carattere satanista, con rituali e altro. Abbiamo visto cose inimmaginabili: rapporti con bimbi di pochi mesi. [...] È l’espressione del demonio. Se credo al Male? Non ha occhi, non ha corna ma ne vedo tanto. Ripeto: se il Ministero dell’interno creasse una squadra esperta antisette direi che potrebbe avere esiti interessanti».
Ne è convinto anche don Fortunato Di Noto, parroco ad Avola, presso Catania, fondatore dell’Associazione Meter, prima voce in Italia a lanciare forte l’allarme pedo-pornografia. «Il fenomeno satanismo da noi vive in un profondo sottobosco», sostiene. «Dati aggiornati sull’attività occulta non ce ne sono, le fonti ufficiali mancano. Bisognerebbe veramente indagare di più. Certo, non possiamo pensare che 150 mila poliziotti siano esperti in queste materie. Però, pensare ad avere degli uomini nelle Procure, o magari presso un centro specializzato, che possano mettersi a disposizione in questi particolari casi, credo sia auspicabile». [...]
E che cosa pensano degli agenti antisette gli esperti del mestiere? «È opportuno creare investigatori esperti», spiega Patrizia Santovecchi, presidente dell’Osservatorio sugli abusi psicologici, da sei anni impegnata a tempo pieno contro le sette, per le vittime e accanto ai loro familiari. «A volte le forze dell’ordine sono impreparate, non riescono a decifrare i simboli. Possono buttare via degli indizi importanti. Formare delle squadre investigative specializzate sarebbe auspicabile. In Italia sono due milioni e mezzo le persone sottomesse dalle sette, e vanno aiutate».
L’idea di formare degli investigatori dell’occulto piace anche al presidente del Favis, Maurizio Alessandrini, dipendente della Provincia di Rimini, con un figlio poco più che ventenne risucchiato in una setta nel Veneto e ora impegnato anima e corpo, tutti i giorni dell’anno, a dare battaglia alle congreghe interessate solo ai soldi degli altri. «Ci vorrebbe un esperto antisette presso ogni Squadra Mobile. Dovrebbero esserci tra le forze dell’ordine persone preparate a questo tipo di ambiente criminale». [...]

Più precise le richieste del presidente di Telefono antiplagio, Giovanni Panunzio, da circa vent’anni professore di religione a Cagliari, da oltre dieci a caccia di demoni e ciarlatani. «Gli agenti di Polizia dovrebbero infiltrarsi, come facciamo noi. E dovrebbero agire sostenuti dalla legge. [...] Anche il satanismo dovrebbe essere considerato associazione segreta».

«La specializzazione è sempre benvenuta», spiega dal canto suo il direttore editoriale della rivista trimestrale di cultura religiosa Religioni e sette nel mondo, il professor Giuseppe Ferrari, «specie in questo particolare settore. Il problema è in espansione e non si può trascurare».
Concorda monsignor Corrado Balducci, demonologo ed esperto di sette sataniche: «Questa è la soluzione giusta. Oggi non abbiamo forze dell’ordine in grado di poter capire, e quindi prevenire, reati a sfondo satanico. È però necessario», sottolinea, «anche che ogni famiglia abbia un "minimo" di conoscenza sul diavolo, cos’è e cosa fa; il più delle volte la presunta presenza demoniaca in una persona altro non è che un disturbo psichiatrico che va individuato in tempo». […]
In campo anche monsignor Lorenzo Minuti, presidente del Gruppo di informazione sulle sette (Gris), che approva la costituzione di una task force da inviare all’inferno. Anche se non si può immaginare la soluzione soltanto con poliziotti preparati. «I ragazzi», afferma, «vengono letteralmente bombardati ascoltando le canzoni di Marilyn Manson che invitano a uccidere, finiscono in mano a personaggi come Ash (del gruppo Angeli di Sodoma a Pescara, nda) che riescono a soggiogarli completamente e, alla fine, mettono in pratica le loro parole». Messaggi pericolosissimi, dunque, che raggiungono ragazzi sempre più giovani: «Ad essere attratti da questo mondo», avverte monsignor Minuti, «sono ragazzi sempre più piccoli, che già alle scuole medie corrono il rischio di finire in mano a una di queste sette». Fabio Di Chio e David Murgia

La rete di gruppi antisatanismo
In Italia, contro i diavoli e a sostegno dei reduci delle sette sataniche e pseudoreligiose c’è poco di organizzato su scala nazionale. Accanto all’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto (telefono 0931/56.48.72), che ha aperto sportelli in Italia e all’estero, e ha contatti anche in Romania, c’è l’Ambulatorio antisette (telefono 340/07.03.739) di Marco Strano: nell’équipe sono presenti medici, psicologi, criminologi e avvocati; l’Ambulatorio fornisce un servizio di consulenza assolutamente gratuito, attivo 24 ore su 24, aperto alle vittime di sette e satanismo. Purtroppo i gruppi e le associazioni attive si contano sulle dita delle mani... Le elenchiamo di seguito: l’Osservatorio nazionale sugli abusi psicologici, ben radicato in Toscana (telefono 055/27.10.714, sito http://www.onap-italia.org e via posta elettronica relazioni@onapitalia.org); il Favis (Familiari vittime delle sette) a Rimini (http://www.favis.org; telefono 328/90.28.910); il Gris, Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, a Roma e Bologna (telefono 051/26.00.11; http://www.gris.org); il Telefono antiplagio (Cagliari, 338/83.85. 999 http://www.antiplagio.it ); l’Aris in Veneto, Toscana e Lombardia, all’indirizzo di posta elettronica arisveneto@tin.it; la seguita Associazione no guru di Genova (http://www.exbaba.it/); il Centro studi abusi psicologici (http://www.cesap.net, o al fax numero 080/49.79.263, Bari; a Udine, all’e-mail cesap-friuli@libero.it; e Bologna, cesap-emilia@fastwebnet.it). Esistono certamente altre realtà locali, delle quali non è però possibile dare conto esaustivo in queste pagine. Intanto a Roma è stato inaugurato il corso "Esorcismo e preghiera di liberazione" (dal 17 febbraio al 14 aprile), organizzato dal pontificio Ateneo Regina Apostolorum, in collaborazione con il Gris.
http://www.stpauls.it/jesus/0503je/0503je54.htm
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