CARLO GIULIANI, CONTI: CARLO EROE, COME BORSELLINO E FALCONE

CARLO GIULIANI, CONTI: CARLO EROE, COME BORSELLINO E FALCONE "Le parole di Nichi Vendola sono state senza un dubbio forti e sconvolgono ad una lettura superficiale, la prima reazione che suscitano può essere "ma come si fa a fare questo paragone?!?!

20/lug/2010 15.03.32 Alessio Conti (L.Civica) Contatta l'autore

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"Le parole di Nichi Vendola sono state senza un dubbio forti e sconvolgono ad una lettura superficiale, la prima reazione che suscitano può essere "ma come si fa a fare questo paragone?!?!".
Io credo che quelle parole, dato anche il contesto in cui sono state inserite, vadano lette in maniera diversa, forse più profonda, e che qui provo ad interpretare, senza ambire a surrogare il Vendola-pensiero ma semplicemente esprimere il mio."


Lo dichiara Alessio Conti, capogruppo della lista civica in Municipio XV, in occasione dell'anniversario della morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova

"Se parliamo di persone, di uomini, c'è molta differenza tra Giovanni Falcone e Paolo Borsellino da una parte e Carlo Giuliani dall'altra. La storia ed il profili dei giudici e del ragazzo sono completamente divergenti ed i primi hanno certamente dei meriti individuali che il secondo non ha.

Quello che li accomuna è un'altra cosa.
I giudici hanno rappresentato la parte buona dello Stato che ne combatteva la parte marcia, deviata e collusa con la Mafia, per questo sono stati uccisi ed è per questo che ancora oggi la verità viene nascosta, occultata, ostacolata, e l'agenda sparita ancora non si trova... Eroi e vittime.

Carlo Giuliani ha rappresentato un movimento di 350.000 persone che in quei giorni chiedevano ai grandi della terra un mondo migliore, per tutti, un mondo dei diritti per una crescita economica equilibrata, un mondo di persone e non di imprese ed interesse particolari... Eroi e vittime.

Carlo è stato ucciso da un carabiniere, anch'egli vittima di quei giorni, la propaganda si nasconde dietro l'estintore che Carlo stringeva in mano, più grande di lui, che al massimo poteva scagliare sui suoi piedi, il carabiniere spara spaventato, Carlo muore. Tutto qui, il processo stabilirà le colpe, per chi nasconde la verità avere qui i riflettori è la cosa più comoda.

Questo non può essere accettato.

In quei giorni, al posto di Carlo poteva esserci benissimo uno dei tanti ragazzi che dormivano alla Scuola Diaz, dove le forze dell'ordine, dopo aver fabbricato prove false per giustificare l'irruzione, entrano nell'edificio ed iniziano un pestaggio, contro giovani disarmati, colpiti nel sonno, indifesi, violentati nei Diritti.

Ancora, in quei giorni, al posto di Carlo poteva esserci un ragazzo o una ragazza detenuta illegalmente alla Caserma Diaz, trasformata in un carcere cileno, dove giovani sono stati denudati, seviziati, in barba ai più elementari Diritti, trattati non come persone, umiliati nella loro dignità, picchiati e percossi mentre, oltre all'indifferenza e nella compiacenza delle istituzioni, risuonavano gli inni del fascio.

Oppure ancora, in quei giorni, al posto di Carlo poteva esserci un ragazzo o una ragazza che sfilava pacificamente insieme ad altri 350.000, in maniera serena e colorata, con la proprio famiglia, che ha visto la pace del corteo interrompersi perchè caricata dalle forse dell'ordine che, invece di colpire i black block (che sembravano essere soliti parcheggiare i loro furgoni dietro le linee della polizia), caricavano il corteo pacifista.

In ognuno di questi ambienti e in quel clima, dove il peggio della politica ed il peggio dell'antistato erano collusi, il morto poteva scappare ovunque, il morto era cmq necessario, per reprimere quel movimento che stava diventando importante, a prescindere dall'estintore.

Ecco perchè Carlo e tutte quelle persone che in quei giorni hanno sfilato per difendere i Diritti e la parte buona e viva della nostra società sono stati, per me, i veri eroi... come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino."
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