Metà delle donne molestate sul lavoro, l’a nalisi della Lusi

Metà delle donne molestate sul lavoro, l'a nalisi della Lusi COMUNICATO STAMPA Metà delle donne molestate sul lavoro, l'analisi della Lusi La responsabile per le Pari Opportunità dell'Italia: Siamo di fronte ad un contesto culturale malato, in cui si continua a considerare la donna come un oggetto e non come una persona titolare di diritti e doveri" Roma, 16 settembre 2010 _" Stando ai dati diffusi dall'Istat, negli ultimi tre anni sono state 1 milione e 224 mila le donne che hanno subìto violenza e ricatti a sfondo sessuale sul posto di lavoro, ma l'80% di loro non ne denuncia l'accaduto, e non si confida con nessuno.

16/set/2010 17.57.56 Italia dei Diritti Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

Metà delle donne molestate sul lavoro, l’analisi della Lusi

La responsabile per le Pari Opportunità dell’Italia: Siamo di fronte ad un contesto culturale malato, in cui si continua a considerare la donna come un oggetto e non come una persona titolare di diritti e doveri”

Roma, 16 settembre 2010 �“ Stando ai dati diffusi dall’Istat, negli ultimi tre anni sono state 1 milione e 224 mila le donne che hanno subìto violenza e ricatti a sfondo sessuale sul posto di lavoro, ma l’80% di loro non ne denuncia l’accaduto, e non si confida con nessuno. Parliamo di persone fra i 15 e i 65 anni che nel corso della loro vita lavorativa sono state vittime di pressioni e minacce a sfondo sessuale. Al 5,9% è accaduto sul posto di lavoro, all'1,7% al momento dell’assunzione, all'1,7% quando si è presentata la necessità di mantenere il posto o di fare un passo avanti nella carriera professionale.“Nel corso degli anni �“ ha detto Patrizia Lusi, responsabile per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti - si e' sviluppata un'ampia letteratura che ha avuto come oggetto lo studio del rapporto tra specificità femminili e possibilità di accedere al mondo del lavoro, e a ruoli di potere nelle organizzazioni. I risultati di questa analisi hanno individuato nella mancanza di aggressività, insicurezza, ansia, difficoltà a chiedere per sé e paura di competere i motivi dell'accettazione delle sopraffazioni sul luogo di lavoro. Aggiungerei che a queste motivazioni spesso si accompagna una condizione economica disagiata che costringe le donne ad accettare qualsiasi tipo di violenza psicologica e fisica pur di conservare il posto di lavoro”.

Nella ricerca, commissionata dal ministero delle Pari Opportunità, l'istogramma più alto spetta al settore impiegatizio, con il 40% di dipendenti molestate, mentre al secondo posto troviamo quello commerciale, con il 24% di lavoratrici vittima di aggressioni di varia natura. Per il 19,1 % delle donne si tratta di ricatti che avvengono nel momento dell’assunzione, mentre per il 43,3 % di loro la violenza avviene per l’avanzamento di carriera o per il mantenimento del posto di lavoro. “I dati emersi dal rapporto dell'Istat �“ ha proseguito nell’analisi l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - mostrano un quadro desolante sulla condizione delle donne in Italia. Non e' solo un problema di circostanze economiche avverse, ma e' soprattutto un problema di contesto culturale "malato", in cui si continua a voler considerare la donna come un oggetto e non come una persona titolare di diritti e doveri. Il mondo della politica dovrebbe interrogarsi su come e quanto si sta sostenendo la presenza delle donne nel mondo del lavoro, ma la società civile dovrebbe aiutare chi subisce abusi a denunciare, senza far sentire le vittime, come spesso succede responsabili del proprio male".

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