Una casa per Franco

15/ott/2010 10.30.31 Sara Borsari Contatta l'autore

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La presenza in Italia di un considerevole numero di senzatetto, non solo “balordi” ma anche normalissime persone per bene ma sfortunate, ci viene di tanto in tanto ricordata dai servizi di qualche buon programma televisivo d’inchiesta o da qualche articolo di giornale, come quello de “Il Messaggero” del 10 ottobre che racconta di Franco Silvestri , 67 anni, pensionato a 400 euro al mese, che da 16 anni (sedici!) dorme cullato dal Tevere che gli scorre a pochi metri. Il problema non è il cibo, egli asserisce, ma le condizioni igieniche e climatiche che hanno gravemente minato il suo stato di salute.

Il signor Silvestri si trova a condividere il suo giaciglio con frotte di topi, che rosicchiano le sue coperte,intrise di umidità. E questa maledetta umidità, dopo tutti questi anni, gli si è aggrappata alle ossa che ora gli dolgono al punto che non può più dare una mano a fare traslochi, attività che gli fruttava qualcosa. Ora riesce ad avere qualche soldo e un po’ di cibo da un bar dove la mattina presto si reca per fare qualche lavoretto all’apertura.

«Riesco sempre a racimolare un po’ di roba da mangiare - dice - Ma qui non ce la faccio più a stare. Non posso più fare questa vita in una baracca, l’inverno che sta arrivando è davvero brutto, chiedo un aiuto al municipio, il XVII. Qualcuno faccia qualcosa».

Fra tutte le case di Roma ci sarà un posto per Franco Silvestri?

Fabrizio Santori, membro della commissione Politiche Sociali di Roma, s’indigna che un cittadino romano in evidente e protratto stato di necessità non trovi aiuto mentre “Risulta essere assegnatario di un alloggio da parte del Comune chi ufficialmente è senza casa ma è titolare di negozi, ristoranti, proprietari anche di otto auto o residente in altri comuni”.

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