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La
legge è incostituzionale inutile e dannosa, per questo vogliamo
cancellarla con il voto popolare Pensata "a proprio uso e
consumo" da qualcuno, verrà usata da tanti smantellando così lo Stato di
diritto _________________________________________________
La lettera che Antonio Di Pietro ha inviato ai
leader dell'Ulivo e dei movimenti: Francesco Rutelli, Piero Fassino, Vario
Franceschini, Alfonso Pecoraro Scanio, Oliviero Diliberto, Clemente
Mastella, Fausto Bertinotti, Sergio Cofferati, Nanni Moretti, Giovanni
Berlinguer, Mario Segni
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Cari amici, l'Italia dei Valori ha depositato ieri il quesito
referendario per l'abrogazione della Legge Cirami. In precedenza abbiamo
depositato anche le richieste di referendum per il falso in bilancio e le
rogatorie. Abbiamo fatto questi passi autonomamente, non per
prevaricare qualcuno, ma per contrastare e per fare da contraltare alle
immediate richieste di legittimo sospetto che in questi giorni vengono
avanzate nei Tribunali dai soliti noti e ignoti. Loro chiedono la
ricusazione dei giudici e noi chiediamo ai cittadini-elettori la
"ricusazione" della loro legge. La legge Cirami, infatti, è una vera beffa
per i principi di uguaglianza dei cittadini. Una legge voluta dal clan
berlusconiano - con l'avallo colpevole e pilatesco dei parlamentari del
centrodestra - prevalentemente e/o unicamente perché essenziale al disegno
di piegare la Giustizia ad interessi di parte, ad interessi giudiziari
cioè di imputati, "eccellenti". Una legge che, attraverso un
allargamento dell'area dell'impunità e non solo, porterà benefici alle
strategie difensive dei grandi corrotti e corruttori e della criminalità
mafiosa e terroristica. Insomma, una legge pensata "a proprio uso e
consumo" da parte di qualcuno, ma che verrà utilizzata da tanti,
smantellando così lo Stato di diritto. Questa legge è
incostituzionale, inutile e dannosa, ed è per questo che vogliamo
cancellarla con il voto popolare; da qui è nata la decisione di depositare
presso la Corte Suprema di Cassazione il quesito referendario il cui testo
è riportato in calce. Abbiamo letto, che da parte di alcune forze
politiche si lamenta la mancanza di un maggiore e migliore coordinamento
delle varie iniziative e che anche per il referendum in questione dovevamo
coordinarci prima. Sono d'accordo: proprio per questo auspico che al
più presto possa formarsi un tavolo allargato con "tutti coloro che ci
stanno". Non mi pare giusto accusarci di non consultare la coalizione
(come pure ieri ho avuto modo di leggere sui giornali). Come si fa a
consultare qualcuno se prima la "muova coalizione" non viene costituita e
non si sa nemmeno con chi parlare e chi ha titolo? È chiaro che, se non
veniamo mai coinvolti, dobbiamo per forza passare all'azione politica da
soli. I nostri elettori ci hanno votato per questo. Ciò non di meno,
ribadisco qui ancora una volta ed in modo formale - a nome personale e per
conto dell'Italia dei Valori - la totale disponibilità nostra a
collaborare e a fare "squadra comune": sui referendum e più in generale
per la realizzazione di un comune programma politico onde fissare i
"punti" salienti delle ragioni per cui alle prossime elezioni politiche e
amministrative andremo insieme. Perchè insieme dobbiamo andare, voglia o
non voglia Boselli e compagnia bella - se vogliamo sperare di vincere.
Al riguardo ribadisco anche che la nostra scelta di costruire e
partecipare ad un'alleanza politico-elettorale con l'Ulivo ed il
centrosinistra è esplicita e senza riserve (tanto è vero che - ve lo
diciamo da subito ed a scanso di equivoci - per le prossime elezioni
politiche vi chiediamo esplicitamente sin da ora, di fare "liste comuni").
Auspico pertanto in cuor mio che l'iniziativa sui referendum non venga
sommariamente rapportata ad una logica di prevaricazione, rispetto alla
auspicata unione fra le forze politiche tutte del centrosinistra, ma
piuttosto ad una immediata risposta alla sfacciataggine con la quale
l'attuale governo alimenta nella propria maggioranza parlamentare
l'idea contorta di una giustizia fatta in casa, per se e gli amici degli
amici. Insomma ragionevolmente vi chiedo ed auspico di ritrovarci presto
tutti intorno al medesimo tavolo della concordia, per lavorare
immediatamente sulla programmazione unitaria di questo evento normativo
con gli amici dei girotondi e delle varie associazioni e movimenti
interessati, cui l'Italia dei Valori non ha mai mancato la propria
considerazione (e tra questi gli amici Cofferati e Moretti a cui va un
particolare ringraziamento per la "scossa e lo scatto di orgoglio" che ci
hanno dato). In attesa di vostro sollecito riscontro chiedo a Voi
tutti di ritrovarci uniti intorno alla programmazione positiva di questo e
di altri eventi che tengano alto il rinnovato spirito dell'unione, ma nel
contempo chiedo a tutti (ed a me per primo) di avere il coraggio e
l'umiltà di accantonare ogni riserva mentale e di incamminarci verso il
futuro.
Ecco il testo del quesito referendario depositato da Italia dei
Valori alla Corte di Cassazione il giorno 12 novembre 2002:
I
sottoscritti cittadini italiani richiedono un referendum popolare
abrogativo ai sensi dell'art. 75 della Costituzione ed in applicazione
della L. 25 Maggio 1970 n. 352 e successive modificazioni sul seguente
quesito:
"Volete voi l'abrogazione della Legge n. 248/2002
intitolata "Modifica degli artt. 45, 47, 48 e 49 del Codice di Procedura
Penale?". |