Antiplagio e ciarlatani in Friuli

si aggira attorno ai 5 miliardi di euro secondo una stima fornita dalla Cei

13/giu/2005 15.15.02 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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Friuli allo specchio - Per fare soldi bisogna essere maghi
Ogni giorno in Italia, oltre 27 mila persone si rivolgono a “maghi” e astrologi. L’incasso annuo di questo settore, comprese riviste ed altre pubblicazioni, si aggira attorno ai 5 miliardi di euro secondo una stima fornita dalla Cei (Conferenza episcopale italiana). Tutto ciò accade anche in Friuli, ovviamente in modo proporzionale alla popolazione residente.
Curiosità, problemi di cuore, timore verso presunte invidie e malocchio, lavoro: sono queste le motivazioni che spingono persone qualunque, vicini di casa e conoscenti, a rivolgersi a cartomanti, chiromanti, astrologi, e chi più ne ha più ne metta. Alla fine dello scorso anno “Telefono antiplagio”, un’associazione che da 10 anni lavora sul territorio nazionale per vigilare e denunciare i casi più eclatanti di raggiro, ha fatto emergere alcuni dati davvero impressionanti. Il business legato all’occulto assume, secondo l’associazione, dimensioni imponenti che molto spesso sconfinano nell’illecito.
I maghi, o presunti tali, in Friuli sono all’incirca 300 e, di questi, 150 “lavorano” nella provincia di Trieste, 70 in quella di Udine, 60 nel Pordenonese, 40 nella provincia di Gorizia. Molti di loro, secondo quanto affermano alcuni “professionisti” lavorano anche a nero. Il giro d’affari è di oltre 10 milioni di euro nella nostra regione, pari a circa 20 miliardi di lire. Cifre e dati che pongono il Friuli in dodicesima posizione nella classifica delle regioni e che “piazzano” il Veneto tre posizioni avanti a noi. I friulani che si sono rivolti alle arti magiche e agli operatori dell’occulto sono all’incirca 20 mila. A contattare i maghi sono soprattutto le donne, ma si registra una forte affluenza anche maschile, generalmente con un titolo di studio medio. Gli operatori dell’occulto, nel 98 per cento dei casi, evadono il fisco, ma solo il 5 per cento di chi ha avuto a che fare con i maghi ha subito un raggiro o una truffa, trovando anche il coraggio di denunciarli. Il settentrione sembra essere particolarmente credulone e superstizioso. Infatti, delle persone che vanno dai maghi, il 41 per cento risiede nel Nord, il 31 per cento vive nel Centro Italia e il 28 per cento è concentrato nel Sud e nelle Isole.
È soprattutto il Nord-ovest a rivolgersi agli operatori dell’occulto, ma anche Veneto e Friuli contribuiscono sostanzialmente a un business che va sempre più intensificandosi. Le fonti di guadagno e di pubblicità di maghi e astrologi, anche nella nostra regione, sono le linee audiotel o chat line (144, 166, 899, 002), periodici (Astra, Sirio), Pagine Gialle (Seat), Pagine Utili (Mondadori), internet, televisione, radio, posta ordinaria, e non mancano neppure le cosiddette catene di Sant’Antonio. Di certo, secondo “Telefono antiplagio”, il fenomeno è favorito da un atteggiamento non sempre attento da parte delle istituzioni e dei mezzi di informazione. Anche per questo motivo, molti cittadini contattano l’associazione chiedendo come mai la Rai dia spazio agli astrologi, o perché la Cisl annoveri tra le categorie assistite, quella degli operatori dell’occulto. Non mancano critiche neppure alle reti private che mantengono rapporti contrattuali con centinaia di maghi e astrologi, accusati di impoverire le famiglie, già in seria difficoltà.
L’impressione è che sia in costante aumento, anche in Friuli, il numero di chi si improvvisa mago o si dichiara tale, ma nonostante ciò, le segnalazioni a “Telefono Antiplagio”, provenienti dal Friuli Venezia Giulia, sono decisamente minori rispetto a quelle di altre regioni.
Dando un’ occhiata a giornali, opuscoli gratuiti, ed “elenchi telefonici utili” si può notare che la maggioranza dei maghi in Friuli non pubblicizzano la propria professione. A funzionare, infatti, è soprattutto il passa parola.
Nel nostro territorio pubblicizzano la professione prevalentemente gli operatori residenti nei principali centri urbani, prima fra tutti i capoluoghi di provincia, “oscurando” di fatto i maghi di periferia. Ci siamo informati su quali pratiche sono necessarie per aprire uno studio di carto-chiromanzia. Volendo essere drastici possiamo affermare che non serve assolutamente nulla: basta solamente la partita Iva e un’iscrizione alla Camera di commercio, ma soltanto nel caso in cui volessimo vendere “rituali” o dell’oggettistica. Non serve, di fatto, alcun diploma, e quindi i maghi rientrano nella categoria degli autodidatti. Una volta aperta l’attività, basta rilasciare una semplice ricevuta di pagamento senza rispettare altri obblighi.
Un lavoro, in pratica, accessibile a tutti. Si spiega così l’alto numero dei maghi friulani, spesso attirati verso questa professione non da passioni particolari, ma più semplicemente dalle ottime prospettive economiche.
La categoria qualche sforzo per migliorare la professione lo sta facendo: esistono organizzazioni che rilasciano attestati dopo aver frequentato corsi specifici, ma purtroppo è risaputo che ce ne sono molte altre che gli attestati semplicemente li consegnano dietro semplice pagamento, con buona pace delle garanzie per il consumatore.
Per quanto riguarda i rituali, ce ne sono di ogni genere e prezzo, speso a dir poco bizzarri: da quelli propiziatori per amore, lavoro, fortuna e salute, ai rituali il cui scopo è provocare - almeno così affermano coloro che li propongono - persino male fisico e psichico alle persone. “Ecco perché - ci dice un mago - si possono fare anche rituali per provocare frigidità e impotenza”. Passi che si voglia spendere soldi per rincorrere risultati incerti, ma sborsare fior di quattrini, in tempi difficili come questi, per portare iella sembra davvero incredibile.
Dario Venturini
www.ilfriuli.it/index.php?sez=view_art&CodArticolo=6233
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