Nel Monzese uccisa ex pentita ‘Ndrangheta, la riflessione della Menciotti

Nel Monzese uccisa ex pentita 'Ndrangheta, la riflessione della Menciotti Comunicato stampa Nel Monzese uccisa ex pentita 'Ndrangheta, la riflessione della Menciotti La viceresponsabile per le Mafie e la Criminalità organizzata dell'Italia dei Diritti: "L' uccisione della Garofalo, in pieno stile corleonese, è il segno evidente della sconfitta dello Stato che non sa difendere chi decide di collaborare" Roma, 18 ottobre 2010 _" Ennesima vittima tra i pentiti della 'Ndrangheta, punita per aver collaborato con la giustizia.

18/ott/2010 23.06.43 Italia dei Diritti Contatta l'autore

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Comunicato stampa

 

Nel Monzese uccisa ex pentita ‘Ndrangheta, la riflessione della Menciotti

 

La viceresponsabile per le Mafie e la Criminalità organizzata dell’Italia dei Diritti: “L’ uccisione della Garofalo, in pieno stile corleonese,  è il segno evidente della sconfitta dello Stato che non sa difendere chi decide di collaborare”

 

 

Roma, 18 ottobre 2010 �“  Ennesima vittima tra i pentiti della  ‘Ndrangheta, punita per aver collaborato con la giustizia. L’infame sorte questa volta è toccata a Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell’acido a San Fruttuoso, nei pressi di Monza.

L’uccisione della Garofalo, in pieno stile corleonese, è il segno evidente della sconfitta dello Stato che non sa difendere chi decide di collaborare”. Queste le prime parole di Federica Menciotti, viceresponsabile per le Mafie e la Criminalità organizzata dell’Italia dei Diritti.

 

 

L’ex pentita era diventata collaboratrice di giustizia nel 2002 e aveva fatto dichiarazioni agli inquirenti sugli affiliati alle cosche dei Papaniciari e Vrenna-Corigliano-Bonaventura, egemoni a Crotone. Questo è il motivo per cui fu ammessa a un piano provvisorio di protezione, revocatogli nel 2006 per essersi allontanata dalla località protetta.

“Il piano le fu ritirato con una colpevole sottovalutazione dei rischi cui era esposta - conclude e argomenta l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - , e fu ripristinato solo a seguito di un lungo iter giudiziario. La sua eliminazione è altresì la prova della gravità delle affermazioni  rese dal sindaco Moratti che ha recentemente dichiarato, contro le stesse evidenze di indagine, che la criminalità organizzata a Milano non esiste, laddove invece  la ‘Ndrangheta, come dovrebbe essere ben noto al primo cittadino, da anni spadroneggia per i forti interessi economici che vi gravitano, non ultimo l’affare Expo. Quello che è accaduto mi auguro porti a riconsiderare la  revoca del programma speciale di protezione anche a  Vincenzo Spatuzza, collaboratore eccellente delle stragi mafiose, decisa dalla Commissione centrale del Viminale per la definizione e applicazione delle misure speciali di protezione.  Un fatto gravissimo a cui la vicenda Garofalo deve fare da monito.”

 

 

 

 

 

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