Antiplagio e santoni in Veneto

29/giu/2005 02.07.17 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Sette religiose, ritrovati i ragazzi scomparsi. Tutti maggiorenni, hanno voluto rimanere nelle comunità. Altri quindici gli esposti arrivati in Procura.
Martedì, 28 Giugno 2005
GAZZETTINO DEL NORD-EST
Tre ragazzi sono in una pseudo comunità religiosa padovana, un altro in Polesine, il quinto, invece, ha deciso di tornare a casa sua in Sicilia. A distanza di nemmeno tre mesi dall'apertura, da parte del pubblico ministero Roberto D'Angelo, di un fascicolo sulla scomparsa di otto giovani, per cinque il caso è stato risolto dagli investigatori della Squadra mobile diretta dal dottor Marco Calì. Caso risolto almeno in parte, nel senso che i quattro ragazzi che sono maggiorenni avrebbero espresso l'intenzione di rimanere dove sono. Il che, ovviamente, non rende soddisfatti i genitori preoccupati per il destino dei loro figli. Ma il plagio non è più reato e per andare avanti nell'inchiesta servono delle precise ipotesi di reato. La polizia, comunque, non si è certo fermata negli accertamenti e sta continuando a monitorare questo mondo sommerso. Nel frattempo, sugli sviluppi dell'iniziativa intrapresa dalla magistratura padovana, altri quindici genitori hanno inviato in Procura un esposto denunciando la scomparsa dei loro figli e il timore che questi siano finiti in qualche setta religiosa.
Il fascicolo negli uffici della Squadra mobile è tra quelli in evidenza. Anche degli altri ragazzi che mancherebbero all'appello c'è qualche traccia tale da far ritenere che non siano vittime di maltrattamenti o vessazioni. Per questo il lavoro degli investigatori è tutt'altro che facile. In questi mesi negli uffici di vicolo Palatucci uno ad uno sono stati ascoltati padri e madri preoccupati, a volte disperati. E per ogni caso i poliziotti hanno avviato tutti gli accertamenti possibili.
Due fratelli, un ventiseienne e un trentenne, non avrebbero mai lasciato la provincia. Assieme a loro, nella stessa comunità, ci sarebbe anche il terzo padovano. Il quarto, invece, sarebbe in una "missione" del Polesine. Da quel che sarebbe stato appurato starebbero bene e di tornare dai familiari non avrebbero, almeno per il momento, alcuna intenzione. Ogni tanto si fanno sentire, qualche telefonata o una lettera, comunicazioni che non farebbero trasparire alcuna informazione tale da poter far formulare una ipotesi di reato penale e da consentire agli investigatori di muovere un ulteriore passo nell'inchiesta.
La Squadra mobile sta comunque tenendo sotto costante controllo tutte quelle associazioni assimilabili ad una setta religiosa. Un lavoro consistente e per nulla concluso utile a delineare un quadro complessivo di questo mondo sommerso per essere pronti a intervenire.
Egle Luca Cocco
Uno dei santoni più noti a Padova è Gabriel Basmahdji, sedicente esponente della chiesa dei siri ortodossi di Antiochia, per anni "gestore" della missione Sant'Antonio Abate di San Pietro in Gu'. Il 9 novembre del 2994 è stato condannato a otto anni e undici mesi di reclusione dai giudici della Corte d'Appello di Venezia per abusi sessuali, sequestro di persona e lesioni personali. Fatti che sarebbero appunto avvenuti nella comunità di San Pietro in Gu'. A denunciare le pratiche di questo santo fu, nel maggio del 2002, il Telefono Antiplagio http://www.antiplagio.org .
www.gazzettino.it
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl