Chi paga l’elettricità paghi insieme il ca none Rai, il parere di Domenici

Chi paga l'elettricità paghi insieme il ca none Rai, il parere di Domenici COMUNICATO STAMPA Chi paga l'elettricità paghi insieme il canone Rai, il parere di Domenici Il viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell'Italia dei Diritti: "È una proposta poco chiara e contro gli interessi dai cittadini" Roma, 25 novembre 2010 _" Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha annunciato la necessità di una riforma del canone Rai: "A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità _" dichiara _", siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l'elettricità ha anche l'apparecchio tv.

25/nov/2010 16.20.31 Italia dei Diritti Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Chi paga l’elettricità paghi insieme il canone Rai, il parere di Domenici

 

 

Il viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti: “È  una proposta poco chiara e contro gli interessi dai cittadini”

 

Roma, 25 novembre 2010 �“ Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha  annunciato la necessità di una riforma del canone Rai: “A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità �“ dichiara �“, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l'elettricità ha anche l'apparecchio tv.  Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà”.

 

“Ognuno di noi dovrebbe prima di tutto mettere in discussione il pagamento del canone in sé, perché è palese che ci siano oramai sprechi e gestioni incomprensibili di questo denaro pubblico”, ha sottolineato Dario Domenici, viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti.

 

 “La proposta del ministro Romani risulta essere poco chiara e ritengo non  porterà vantaggi ai cittadini”, ha proseguito l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro. “È  l’ennesimo modo astuto per poter essere giustificati a mettere le mani in tasca agli italiani, e mi spaventa la circolazione indiscriminata di dati sensibili che potrebbe comportare una simile scelta, poiché nel passaggio di informazioni dal Ministero alla società elettronica potrebbero esservi organi terzi che, venendo a contatto di tale materiale, rischierebbero di minare la privacy dei cittadini. Mi auguro si renda più chiaro il come e soprattutto il perché verrà attuata tale riforma”.

 

 

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