13/07/2005 04:18 Luigi Sedita
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Per la
salvaguardia e la valorizzazione di un Servizio Sanitario Nazionale ancora
universale, equo e solidale di Luigi Sedita -
Sintetica descrizione di alcuni interventi che, senza particolari impegni
economici, potrebbero concorrere alla qualità e alla tutela del
S.S.N.
L'elaborato
è consultabile anche nel sito della Fabbrica del Programma del
presidente Prodi http://www.lafabbricadelprogramma.it/cgi-bin/adon.cgi?act=tmpl&tmpl=contributi_ricerca cliccando su
"leggi i contributi", area di interesse "sanità " del 12 Luglio
2005. |
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Nella gestione del S.S.N. troppo spesso e diffusamente è stata
privilegiata la discrezionalità ammantata da “aziendalizzazione” piuttosto
che l’adozione di efficaci metodi di verifica e obiettivi parametri di
merito e trasparenza. Le discrezionali nomine degli alti dirigenti sulla
base dell’appartenenza politica troppe volte hanno demotivato gli
operatori con effetti devastanti sulla qualità dei servizi erogati.
Trasparenza e
responsabilizzazione Bisogna ridare credibilità e trasparenza al sistema affrancando
la dirigenza medica dalla dipendenza politica, bilanciare l’incontrastato
potere discrezionale dei Direttori Generali delle ASL e nella scelta dei
dirigenti ricorrere all’adozione di
precisi profili professionali, a necessari criteri di merito e a
oggettivi parametri di valutazione. Bisogna coinvolgere realmente i medici di famiglia nella
gestione aziendale e nella elaborazione delle linee guida, raccordarli con
gli specialisti tramite una rete informatica che ne agevoli la
comunicazione e che renda più lineare il percorso diagnostico e
terapeutico del malato, utilizzare per l’epidemiologia l’enorme bagaglio
di dati informativi disponibili sugli
assistiti. Priorità della prevenzione Bisogna considerare la prevenzione un obiettivo primario,
investire su di essa valutandone la redditività sociale in termini di
risparmio di spesa; sarebbe opportuno promuovere e consolidare migliori
stili di vita anche con l’insegnamento dell’Educazione sanitaria nelle
scuole, affidando la docenza ai medici. Nuovi modelli assistenziali L’ospedale deve essere un luogo di cura
altamente specialistico, bisogna creare, pertanto, strutture con servizi
di livello e intensità assistenziale intermedi.
L’Ospedale di Comunità risponde in maniera precisa a questa
esigenza. Infatti, rappresenta un’alternativa al ricovero ospedaliero
classico per riacutizzazioni di patologie che non richiedono assistenza ad
elevata complessità medico-specialistica; offre precisi percorsi
assistenziali a pazienti con un bisogno di cure acute e postacute di livello medio; assicura la
continuità assistenziale alla dimissione ospedaliera degli anziani con
problematiche riabilitative o sociosanitarie; può supplire alla mancanza
di hospice e, infine, permette sicuri percorsi diagnostici e di
monitoraggio a soggetti difficilmente gestibili a domicilio.
Appropriatezza delle richieste Le richieste ingiustificate e inappropriate producono spreco di
risorse e allungamento delle liste di attesa, è indispensabile, pertanto,
responsabilizzare, coinvolgere e controllare i medici, i veri ordinatori di spesa. A tal fine sarà necessario
che specifici organi di indirizzo, con il più ampio coinvolgimento
possibile dei professionisti, elaborino linee guida e protocolli
diagnostici e terapeutici
condivisi, basati
sulle prove di efficacia, anche a supporto dell’attività di
verifica e controllo che i nuclei professionali dovranno
svolgere. Liste di attesa Alla loro riduzione concorrono molteplici fattori del sistema:
una piena e intensiva utilizzazione delle attrezzature, la
preospedalizzazione, l’informatizzazione dei centri unici di prenotazione,
il razionale utilizzo della produttività aggiuntiva e della libera
attività intramoenia,
e infine, l’appropriatezza delle richieste
diagnostiche e terapeutiche sulla base di reali esigenze di salute.
Informazione
e aggiornamento Lo Stato deve promuovere un’informazione scientifica realmente
indipendente (informazione no
profit) e un aggiornamento scollegato dall’industria farmaceutica.
Politica del farmaco Il
prontuario nazionale deve
prevedere solo i farmaci riconosciuti realmente
efficaci, prescritti per principio attivo e a un prezzo equo tale
da remunerare la ricerca e non il comparaggio e le clientele.
A parità di farmaci uguali per composizione bisogna
rendere prescrivibile solo il farmaco meno
costoso. Sarà anche utile adeguare il confezionamento dei farmaci ai cicli
di malattia, prevedendo meno compresse nelle confezioni per le
patologie acute e maggiori quantità per quelle
croniche. Bisogna abbreviare i
tempi di autorizzazione alla commercializzazione dei generici,
vietare il co-marketing,
abolire il certificato di protezione
complementare, liberalizzare
l’esercizio di conduzione delle farmacie, garantendo la
copertura delle zone disagiate.
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