Offerte di lavoro come articolista?

28/dic/2010 16.24.34 Alessandro Sardone Contatta l'autore

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Ce n’è per tutti i gusti: dalla moda all’informatica passando per lo
sport, l’economia ed i settori nautico ed automobilistico. Sono
decine, centinaia i portali che si vendono al pubblico come
specializzati in un determinato campo dello scibile umano. Agli albori
di Internet, siti di questo genere venivano gestiti, spesso in maniera
amatoriale e senza scopo di lucro, da appassionati; oggi l’accoppiata
visibilità-pubblicità è sinonimo di facili profitti. Questi,
ovviamente, non vengono divisi con i partecipanti all’attività che
ingrassa le tasche del padrone della testata.

Sì, perché spesso i gestori sono avventurieri alle prime armi o
aziende che si occupano dello sviluppo di siti web interessate a fare
pubblicità al loro network. Né ai primi né alle seconde interessa in
alcun modo dar vita a prodotti editoriali il cui valore sia basato
sulla qualità: quel che conta è un profitto rapido e veloce intascato
col minimo sforzo. Basta dare un’occhiata alle sezioni “cerco/offro
lavoro” dei più famosi portali dedicati alle professioni del web per
rendersi conto delle retribuzioni offerte senza alcuna vergogna: si va
dai pochi centesimi ad un massimo di un paio d’euro ad articolo.

Ma d’altronde, lo sappiamo, il gioco al ribasso sul costo del lavoro è
un problema che colpisce oramai l’intero globo. Gli anglofoni portali
dove i liberi professionisti possono incontrare la domanda di
ingenerosi datori di lavoro, ad esempio, sono pieni di manodopera
asiatica a basso, bassissimo costo, che si offre, tra le altre cose,
tanto per le traduzioni quanto per la grafica e la programmazione,
portando gli specialisti nostrani ad abbassare i prezzi oltre il
limite della decenza.

Come se non bastasse la concorrenza sleale (determinata dal costo
della vita nei paesi di provenienza di questi signori, per lo più
cinesi), questi maghi del duro lavoro regalato riescono, vincendo la
stragrande maggioranza delle “gare d’appalto”, a “sub-appaltare”
lavoro agli occidentali, pagandoli ancor meno. Tirando le somme: un
circolo vizioso a danno del lavoratore del Vecchio Continente (per lo
più, in questo ambito del telelavoro, si tratta di studenti che, come
me, cercano di pagare le salate tasse universitarie senza gravare
sulla famiglia).

http://www.asardone.it/2010/12/22/offerte-di-lavoro-come-articolista/


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