Antiplagio denuncia omeopatia

07/set/2005 04.11.16 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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Pubblichiamo in esclusiva il testo della denuncia contro alcuni rimedi omeopatici, presentata il 10/01/02 alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania (Sassari) dal fondatore di Telefono Antiplagio, prof. Giovanni Panunzio.

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania
Illustrissimo signor Procuratore,
io sottoscritto Giovanni Panunzio, nato a **** e residente a ****, coordinatore nazionale del Comitato di Volontariato Telefono Antiplagio, espongo quanto segue.
1. Nella maggior parte delle farmacie sono in vendita numerose confezioni sulle quali campeggiano nomi di specifiche sostanze o insiemi di sostanze, spesso di origine vegetale; tali confezioni contengono in realtà soltanto acqua o alcool e altre molecole farmacologicamente inerti (amido, eccipienti vari), che nulla hanno che fare con le sostanze indicate sulla confezione. Tali prodotti sono generalmente presentati come "rimedi omeopatici", "prodotti omeopatici" o come "medicinali omeopatici". Tra i tanti prodotti di tal fatta, posso indicare "arnica mont." (prodotta dalla ****), "causticum, gelsemium semp." e "aurum met." (prodotte dalla **** Officina di ****).
2. Gli omeopati sostengono che, pur in assenza delle sostanze indicate sulla confezione, il "rimedio omeopatico" funziona perché l'acqua (o l'alcool) conservano il ricordo della sostanza prescelta dagli omeopati e producono in tal modo gli effetti favorevoli al paziente che sono a essa ricollegabili. A tale proposito, negli ambienti dell'omeopatia e nei testi che trattano la materia, si parla di "memoria dell'acqua". La presunta capacità mnemonica dell'acqua e dell'alcool non trova riscontri nelle leggi scientifiche universalmente riconosciute.
3. La medicina scientifica ascrive i successi vantati dagli omeopati in parte al puro caso (malattie di per sé in fase di regresso) e in parte all'effetto placebo, cioè a meccanismi psicosomatici innescati dalla fiducia del paziente nell'efficacia di un preparato, in maniera del tutto indipendente dalle sue intrinseche caratteristiche.
4. Risultano in tal modo realizzati innumerevoli fatti di vendita, a prezzi paragonabili a quelli dei medicinali, di prodotti - i "rimedi omeopatici" - nei quali non è presente la minima traccia di sostanze curative; ciò può tradire la fiducia di numerosissime persone con seri problemi di salute.
Espongo tutto ciò affinché l'Autorità Giudiziaria possa perseguire tali fatti nell'eventualità che essi integrino ipotesi di reato. Produco in originale la Consulenza Tecnica redatta dal professor Stefano Cagliano e deposito una confezione di ciascuno dei "rimedi omeopatici" indicati nel precedente punto 1.
Chiedo di essere informato in caso di archiviazione e mi oppongo - ai sensi dell'art. 459, comma I, c.p.p. - a che si proceda per decreto penale di condanna.
Nomino miei difensori gli avvocati Giovanni Cabras e Giovanni Manca Zedda del Foro di Cagliari.
Tempio Pausania, 10 gennaio 2002
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