Antiplagio news: Caso Bariffi medium Busi, ci mancava il satanismo

Poi c'è stato questo viaggio in Inghilterra che a quanto pare le ha

19/set/2005 13.21.40 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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IL TEMPO 17/9/05
Morta nel lago, spunta la pista satanica. L’amico: «A Londra fu sconvolta da una setta». La medium: lo escludo. Primi indagati.

Lecco. Svolta nell’inchiesta sulla fine tragica di Chiara Brizzi, scomparsa nel 2002 e ripescata dopo le rivelazioni di una sensitiva. Prende corpo la pista satanica nell’inchiesta sulla morte di Chiara Bariffi, trent’anni, di Bellano (Lecco), finita misteriosamente nel lago di Como la notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre del 2002, a bordo del suo fuoristrada, e ripescata l’11 settembre scorso seguendo le indicazioni della medium Maria Rosa Busi. E spuntano i primi indagati, cinque/sei persone che a vario titolo avrebbero parlato della ragazza, avrebbero detto di averla conosciuta, raccontando episodi della sua vita privata: inquientanti se confermati, assurdi e riferiti a sproposito se saranno smentiti dalle indagini in corso coordinate dal pubblico ministero Luca Masini e portate avanti dai carabinieri. Inquirenti e investigatori smentiscono l’esistenza di indizi a suffragio del movente esoterico. In passato, però, dalla matassa del giallo era saltato fuori qualche oscuro personaggio. Nel maggio 2003, durante la trasmissione «Chi l’ha visto?», su RaiTre, un amico di Chiara aveva ricordato quando la ragazza, all’epoca venticinquenne, era andata a Londra per imparare l’inglese e dopo tre anni tornò sconvolta, quasi ossessionata: «Penso che avesse avuto delle relazioni sbagliate con delle persone sbagliate. Io ho supposto trattarsi anche di personaggi appartenenti a sette sataniche o qualcosa del genere». Preoccupate pure le parole di una compagna di scuola di Chiara: «Il mio ricordo è quello di una ragazza un po’ chiusa nel suo mondo, forse introversa, anche alternativa, in un certo senso. Poi c'è stato questo viaggio in Inghilterra che a quanto pare le ha cambiato la vita». Anche il padre di Chiara aveva confermato i turbamenti: «All'inizio sembravano tutte rose e fiori. Poi deve aver fatto delle esperienze tutt'altro che buone. Si sentiva perseguitata da alcune persone che aveva conosciuto là. Era convinta che ci fosse un inglese che l'aveva seguita qui, ma con intenzioni cattive». E lo stesso aveva riferito la madre: «Nei suoi momenti di ansia aveva addirittura avuto l'impressione che qualcuno avesse fatto fuori i suoi genitori». Chi rifiuta l’ipotesi satanica è la medium, Maria Rosa Busi, alla quale si erano rivolti disperati i genitori di Chiara quando ancora il suo corpo non era stato ritrovato ed era in fondo al lago. «No, assolutamente - dice - sono sconvolta e disgustata da queste illazioni. Non c’è alcuna pista satanica». La medium ha anche raccontato di una strage evitata a Roma, nella Paqua di quest’anno: «Sono andata nella capitale con un maresciallo e un giornalista, persone che mi credono. Ho fatto una cosa e ho evitato il peggio». Un attacco terroristico? «Non posso dirlo». Nella zona del Lecchese precedenti "satanici" non mancano. Nel riepilogo 2004, il Telefono antiplagio riferisce la profanazione del cimitero di Consonno. Mentre qualche anno prima, nel ’99, fece scalpore il raid satanista che il 6 aprile incendiò e distrusse la chiesetta della Vergine Assunta, a Versavio, riconsacrata qualche settimana dopo i restuari dal cardinale Carlo Maria Martini. Per il fatto furono processati e condannati sette giovani, accusati in tutto di un centinaio di reati. Per molti mesi la banda aveva terrorizzato il Lecchese, compiendo una raffica di danneggiamenti a baite isolate, cappellette e oggetti religiosi. Finora in questa vicenda l’unico collegamento "satanico" accertato è il pubblico ministero: Luca Masini, con il procuratore di Busto Arsizio Antonio Pizzi, svelò l’assurda storia pluriomicidia delle Bestie di Satana, cricca in salsa demoniaca a un tiro di schioppo da Bellano, dove viveva Chiara Brizzi.
FABIO DI CHIO
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