Bilancio sulla giustizia e il governo di centro destra

15/dic/2002 18.46.47 Luigi Sedita Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
 
 
GIUSTIZIA E GOVERNO DI CENTRO DESTRA
di Luigi Li Gotti

Responsabile del Gruppo di lavoro sulla Giustizia


 


 

     


Dopo un anno e mezzo, possiamo esprimere un giudizio sul governo e la maggioranza che lo sostiene. Il giudizio (attese le mie limitate conoscenze) riguarda il solo settore della giustizia.

Il giudizio è confortato da prove e ragionamenti.
Ebbene.

Il livello qualitativo del governo e della maggioranza è molto scadente. Le persone coinvolte dimostrano una preparazione approssimativa, non si accorgono degli errori, anzi, non capendoli, li difendono, salvo poi a cambiare opinione (si fa per dire).

Addirittura, è scesa in campo la rivista scientifica più autorevole, e tra le più antiche, nel mondo degli operatori della giustizia ("Cassazione Penale" della Giuffrè) per dire cose che mai si pensava di poter leggere su una rivista non politica.

La storia della "Cirami", è un campionario di incapacità, ignoranza, protervia e acide ripicche.

C'è comunque un motivo di soddisfazione e di speranza: l'incapacità di questo governo e la pochezza della maggioranza, produrrà alla fine il risultato dell'autodissolvimento. Insomma questa classe dirigente bisogna conoscerla fino in fondo per garantirsi l'incolumità in futuro, come acutamente aveva previsto Indro Montanelli.

Peraltro c'è da osservare che la cultura della Giustizia non è mai stata un punto forte della destra: principii parecchi e in ordine sparso, ma soluzioni per lo più emotive (pena di morte) o interessate.

D'altra parte bisogna considerare che la destra d'opposizione, con percentuali storiche tra il 4 e il 5 per cento, non ha mai dedicato attenzione e riflessione al tema (era invero sufficiente citare il "codice Rocco" e subito il petto si gonfiava, senza rendersi conto che la società si evolveva e il bisogno di giustizia si espandeva).

Inoltre è difficile trovare nella destra ex di opposizione, qualcuno che sappia parlare, con correttezza e coerenza, la lingua del diritto e della giustizia: basta un discreto incantatore di serpenti e l'attenzione è subito catturata.

Il più noto giurista della destra, è indagato perché copiava i libri per partecipare ai concorsi (e ci si interroga se esista ancora una questione morale?).
Chi abbia vissuto nell'ambiente, è testimone della realtà descritta.

Poi la destra ex d'opposizione, è stata beneficiata da mani pulite, intercettando i voti dei partiti che si dissolvevano.

La "destra" con passato governativo, ha numerose anime e il comune denominatore del culto del potere. È troppo evidente che tutto debba cedere il passo al totem e allo stregone. Figurarsi la Giustizia: essa in funzione retributiva dei torti (la bilancia) assistita dalla forza (la spada), è naturalmente estranea al Potere, a meno che non ne sia asservita. Questa classe dirigente, prova ad asserirla in quantità industriali.
Peraltro il concetto di democrazia che il potere conosce è quello dei numeri, poco quello delle regole. Anzi con i numeri si cambiano le regole che non piacciono, mentre in democrazia (ma da noi non accade) le regole assicurano l'etica ai numeri.

Per tornare alla Giustizia, vale rammentare che le leggi significative prodotte in materia sono:

a) sulle rogatorie. La Cassazione ha ritenuto valida l'interpretazione di alcuni giudici sicché la legge, fatta male, non è stata di fatto applicata;

b) sul falso in bilancio. Doveva camminare insieme alla modifica del diritto societario. Poi per la fretta, dovendo servire subito ad alcuni imputati eccellenti, è stata scorporata la parte delle sanzioni penali dal resto. Alcuni benefici sono stati assicurati agli uomini del potere. La legge è però già al vaglio della Corte Costituzionale.

L'aspetto più clamoroso della legge, è che essa è in chiara controtendenza rispetto alla normativa dei paesi occidentali che inaspriscono le pene e tutelano i bilanci (strumento di comunicazione e presentazione delle società) dai trucchi.

Poi c'è la stranezza per cui le false comunicazioni sociali con danno dei soci o dei creditori, è un delitto sanzionato con pene maggiori, ma per la punibilità richiede la querela. Le false comunicazioni sociali (quelle che chiamiamo semplici), sono punite con pene più lievi (contravvenzione) ma si procede d'ufficio.

c) sul legittimo sospetto. La "Cirami";

d) si annuncia la "Pittelli", a breve.

Dopo questa introduzione, in un prossimo comunicato, si fornirà qualche spigolatura interessante sulla "Cirami" e sul nostro referendum abrogativo.

Poi ci accosteremo, senza riguardi, alla "Pittelli" per prepararci ad una sacrosanta opposizione e con la speranza che qualcuno si vergogni e si ravveda.
Con una digressione: guardando gli atti parlamentari in Commissione Giustizia, si scopre che autorevoli leader di partito propongono, con tanto di seriosa relazione, la modifica di leggi già modificate da anni.
Possibile che non si dotino i deputati di codici con leggi aggiornate, evitando così che essi si sbaglino e si cruccino per l'esistenza di leggi "sbagliate" (ma che a loro "insaputa", non ci sono più)?

da
http://www.antoniodipietro.org/diritticivili/llg_giustiziaegoverno.htm 

----
Prendi GRATIS l'email universale che... risparmia: clicca qui

Sponsor:
PC portatili a partire da 400?: Trovali su eBay!

Clicca qui

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl