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Dopo un
anno e mezzo, possiamo esprimere un giudizio sul governo e la maggioranza
che lo sostiene. Il giudizio (attese le mie limitate conoscenze) riguarda
il solo settore della giustizia.
Il giudizio è confortato da prove
e ragionamenti. Ebbene.
Il livello qualitativo del governo e
della maggioranza è molto scadente. Le persone coinvolte dimostrano una
preparazione approssimativa, non si accorgono degli errori, anzi, non
capendoli, li difendono, salvo poi a cambiare opinione (si fa per
dire).
Addirittura, è scesa in campo la rivista scientifica più
autorevole, e tra le più antiche, nel mondo degli operatori della
giustizia ("Cassazione Penale" della Giuffrè) per dire cose che mai si
pensava di poter leggere su una rivista non politica.
La storia
della "Cirami", è un campionario di incapacità, ignoranza, protervia e
acide ripicche.
C'è comunque un motivo di soddisfazione e di
speranza: l'incapacità di questo governo e la pochezza della maggioranza,
produrrà alla fine il risultato dell'autodissolvimento. Insomma questa
classe dirigente bisogna conoscerla fino in fondo per garantirsi
l'incolumità in futuro, come acutamente aveva previsto Indro
Montanelli.
Peraltro c'è da osservare che la cultura della
Giustizia non è mai stata un punto forte della destra: principii parecchi
e in ordine sparso, ma soluzioni per lo più emotive (pena di morte) o
interessate.
D'altra parte bisogna considerare che la destra
d'opposizione, con percentuali storiche tra il 4 e il 5 per cento, non ha
mai dedicato attenzione e riflessione al tema (era invero sufficiente
citare il "codice Rocco" e subito il petto si gonfiava, senza rendersi
conto che la società si evolveva e il bisogno di giustizia si
espandeva).
Inoltre è difficile trovare nella destra ex di
opposizione, qualcuno che sappia parlare, con correttezza e coerenza, la
lingua del diritto e della giustizia: basta un discreto incantatore di
serpenti e l'attenzione è subito catturata.
Il più noto giurista
della destra, è indagato perché copiava i libri per partecipare ai
concorsi (e ci si interroga se esista ancora una questione
morale?). Chi abbia vissuto nell'ambiente, è testimone della realtà
descritta.
Poi la destra ex d'opposizione, è stata beneficiata da
mani pulite, intercettando i voti dei partiti che si dissolvevano.
La "destra" con passato governativo, ha numerose anime e il comune
denominatore del culto del potere. È troppo evidente che tutto debba
cedere il passo al totem e allo stregone. Figurarsi la Giustizia: essa in
funzione retributiva dei torti (la bilancia) assistita dalla forza (la
spada), è naturalmente estranea al Potere, a meno che non ne sia
asservita. Questa classe dirigente, prova ad asserirla in quantità
industriali. Peraltro il concetto di democrazia che il potere conosce è
quello dei numeri, poco quello delle regole. Anzi con i numeri si cambiano
le regole che non piacciono, mentre in democrazia (ma da noi non accade)
le regole assicurano l'etica ai numeri.
Per tornare alla Giustizia,
vale rammentare che le leggi significative prodotte in materia
sono:
a) sulle
rogatorie. La Cassazione ha ritenuto valida l'interpretazione di alcuni
giudici sicché la legge, fatta male, non è stata di fatto
applicata;
b) sul falso in bilancio. Doveva camminare insieme alla
modifica del diritto societario. Poi per la fretta, dovendo servire subito
ad alcuni imputati eccellenti, è stata scorporata la parte delle sanzioni
penali dal resto. Alcuni benefici sono stati assicurati agli uomini del
potere. La legge è però già al vaglio della Corte
Costituzionale.
L'aspetto più clamoroso della legge, è che essa è
in chiara controtendenza rispetto alla normativa dei paesi occidentali che
inaspriscono le pene e tutelano i bilanci (strumento di comunicazione e
presentazione delle società) dai trucchi.
Poi c'è la stranezza per
cui le false comunicazioni sociali con danno dei soci o dei creditori, è
un delitto sanzionato con pene maggiori, ma per la punibilità richiede la
querela. Le false comunicazioni sociali (quelle che chiamiamo semplici),
sono punite con pene più lievi (contravvenzione) ma si procede d'ufficio.
c) sul legittimo sospetto. La "Cirami";
d) si annuncia la
"Pittelli", a breve.
Dopo questa
introduzione, in un prossimo comunicato, si fornirà qualche spigolatura
interessante sulla "Cirami" e sul nostro referendum
abrogativo.
Poi ci accosteremo, senza riguardi, alla "Pittelli" per prepararci
ad una sacrosanta opposizione e con la speranza che qualcuno si vergogni e
si ravveda. Con una digressione: guardando gli atti parlamentari in
Commissione Giustizia, si scopre che autorevoli leader di partito
propongono, con tanto di seriosa relazione, la modifica di leggi già
modificate da anni. Possibile che non si dotino i deputati di codici
con leggi aggiornate, evitando così che essi si sbaglino e si cruccino per
l'esistenza di leggi "sbagliate" (ma che a loro "insaputa", non ci sono
più)? |