dopo la sentenza della cassazione favorevole al rimborso dalle assicurazioni: provaci, chiedi indietro il maltolto

La notizia era passata

16/gen/2003 05.00.19 Luigi Sedita Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

cordialissimi saluti. Luigi Sedita

Rimborsi assicurativi!!!
di Marcello Pamio

La notizia era passata attraverso i telegiornali en-passant. Non troppo en-passant, per essere onesti, se consideriamo lo stretto collegamento tra le assicurazioni e gli strumenti mediatici.
Mi riferisco alla sentenza del Consiglio di Stato che ha evidenziato, senza ombra di dubbio, l'esistenza di un «cartello» di compagnie assicuratrici che si sono messe d'accordo per aumentare i prezzi delle Rc-auto. 
Non solo un aumento del 20%, ma in pratica le compagnie non si facevano concorrenza nel mercato italiano. 
Qual è il significato di questa ammirevole lealtà? Semplicemente, il povero utente (noi), obbligato per legge ad assicurare la vettura, non trovava sostanziali variazioni di costi tra le varie polizze: per cui una vale l'altra! 
L'accusa dell'Antitrust lanciata dal presidente dell'Autorità garante non lascia molto spazio ai dubbi: «Esistono accordi tra imprese, volti alla fissazione dei prezzi di vendita. Questi accordi danno luogo ad aumenti dei prezzi e a riduzioni della quantità offerta e determinano, pertanto, una diminuzione complessiva del benessere sociale»[1]
Una diminuzione complessiva del benessere sociale. E lo vediamo ogni giorno!
Secondo l'ISTAT, l'incremento tra 1996 e il 2001, delle tariffe Rc-auto è stato dell'80,2% e continua a crescere di anno in anno.
Questo cartello delle compagnie assicuratrici che ha alleggerito le tasche di noi utenti automobilisti è stato specificatamente illustrato dall'Antitrust che ha comminato una multa di 700 miliardi di vecchie lire alle numerose imprese di assicurazioni.[2]
La sentenza ormai passata in giudicato riguarda la maggior parte delle compagnie di assicurazione operanti in Italia: SAI, GENERALI, HELVETIA, LLOYD ADRIATICO, AZURITALIA, MILANO, RAS, REALE MUTUA, ZURIGO, ALLIANZ SUBALPINA, ASSITALIA, TORO, UNIPOL, WINTHERTUR, AXA, FONDIARIA, GAN, le quali fin dal 1995-1997, attraverso la creazione di questo cartello operavano contro la libera concorrenza del mercato ed ai danni dei consumatori, con una maggiorazione dei premi Rc-auto intorno al 20%.[3]
Questa sentenza permette a tutti gli utenti, che hanno conservato le vecchie polizze, di rivolgersi alle assicurazioni ottenendo così il rimborso del maltolto. Quel famoso 20% che dal 1995 al 2000 ci hanno praticamente sequestrato.
Perché allora non farlo? Quando si tratta di pagare, noi siamo i primi -per legge- a mettere mano al portafogli, è giusto
che una volta tanto i ruoli s'invertano, o no? 
Per coloro che fossero interessati, è possibile scaricare dal sito dell'Associazione Adusbef www.adusbef.it, tutto il materiale informativo necessario per avere indietro i soldi, o almeno tentarci.

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[1] Associazione dei consumatori Adusbef www.adusbef.it 
[2] Idem
[3] Idem

 
www.disinformazione.it

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