Spanish Revolution: Gli indignados in 250 quartieri

29/mag/2011 20.40.31 L'isola dei cassintegrati Contatta l'autore

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È iniziato un nuovo percorso per la protesta spagnola: gli indignados si sono riuniti questo sabato mattina in circa 250 assemblee, delocalizzate nei quartieri della regione di Madrid.

Il motto è passato da “Toma la calle”, a “Toma la plaza”, per poi diventare “Toma los barrios”. La Spanish Revolution passa quindi ad unafase capillarizzata della consultazione popolare, con l’intento di coinvolgere sempre più cittadini. Questa nuova configurazione della protesta sembra aver riscosso un grande successo e, in poche ore, è diventato l’argomento più discusso su Twitter a livello nazionale (#barriosdespiertos e#tomalosbarrios).

I manifestanti hanno focalizzato le proprie rivendicazioni su tre problematiche principali: la necessità di una nuova legge elettorale, il problema della corruzione politica, la piaga delladisoccupazione. Ma il dibattito si è orientato anche verso una questione altrettanto importante: continuare o no l’accampata in Porta del Sol? Questa decisione verrà presa domenica durante un’assemblea generale a cui tutti possono partecipare.

Il governo regionale di Madrid ha inviando gli ispettori sanitari in Porta del Sol, supponendo che l’accampata rappresentasse un rischio per la salute. Naturalmente questa supposizione si è rivelata una stronzata (terminologia politica), in quanto esiste una commissione pulizia tra i manifestanti il cui compito è proprio quello di garantire l’igene e la pulizia dell’accampamento. Gli ispettori sanitari, dopo un controllo approfondito (che molti bar non riuscirebbero a superare) hanno confermato che non c’è nessun rischio per la salute. 

È importante ricordare quel che è successo invece a Barcellona, dove la polizia nazionale catalana (i mossos d’esquadra) ha sgomberato la piazza, con la scusa della finale di Champions League, facendo ricorso alla più bieca violenza. Lunedì pubblicheremo sul blog l’opinione di un ragazzo catalano che ha seguito gli avvenimenti in prima persona.

Una cosa sembra certa, nonostante i media spagnoli abbiano smesso di dare risalto alla protesta, la determinazione degli indignados è aumentata. Rimane l’incertezza su quale sarà il futuro di questo movimento, mentre in Italia si sta dibattendo la possibilità di una Italian Revolution… chi vivrà vedrà. Nel frattempo, vi invitiamo a rispondere al sondaggio.

di Marco Nurra | L'isola dei cassintegrati
(28 maggio 2011)


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