Fallimento Seproter: eccessiva mole di debiti verso i lavoratori

CISL Funzione Pubblica Caserta Comunicato stampa Fallimento Seproter: eccessiva mole di debiti verso i lavoratori Al termine di una vicenda giudiziaria avviata da diversi ex lavoratori Seproter, società che negli anni passati, con un capitale misto pubblico-privato controllato dall'Ente Provincia di Caserta, era preposta al controllo delle caldaie in tutti i Comuni della provincia, l'azienda è stata dichiarata fallita per l'eccessiva mole di debiti accumulata.

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06/ott/2011 16.55.04 Veniero Adriano Fusco Contatta l'autore

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CISL Funzione Pubblica Caserta
 
 
Comunicato stampa
 
 
Fallimento Seproter: eccessiva mole di debiti verso i lavoratori
 
 
Al termine di una vicenda giudiziaria avviata da diversi ex lavoratori Seproter, società che negli anni passati, con un capitale misto pubblico-privato controllato dall’Ente Provincia di Caserta, era preposta al controllo delle caldaie in tutti i Comuni della provincia, l’azienda è stata dichiarata fallita per l’eccessiva mole di debiti accumulata.
 
I lavoratori, iscritti al sindacato FP Cisl di Terra di Lavoro e da questo affidati al giuslavorista Domenico Carozza, si erano rivolti al giudice poiché non erano state loro riconosciute le retribuzioni per gli ultimi mesi di lavoro né tantomeno le liquidazioni. In altri casi, alcuni lavoratori si erano visti riconoscere il diritto al reintegro nel posto di lavoro, sulla base dell’art. 18, a causa di un ingiusto licenziamento.
 
Considerata l’ingente mole di debiti accumulati dalla società, condannata dal giudice del lavoro a pagare imponenti somme di denaro, ed ormai insolvente, il sindacato ed il legale hanno valutato l’opportunità di presentare al giudice un’istanza di fallimento, accolta appieno lo scorso lunedì con una decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
 
 “L’innovativo principio accolto dal giudice �“ ha dichiarato l’avvocato Domenico Carozza �“ riguarda la possibilità che anche le società partecipate a maggioranza da un ente pubblico possono essere dichiarate fallite in caso di insolvenza, a differenza di quanto sostenevano gli amministratori della Seproter appellandosi proprio alla circostanza che all’epoca dei fatti contestati la società aveva un capitale controllato a maggioranza dalla Provincia di Caserta”.
 
 
Caserta, venerdì 10 giugno 2011
 
 
Veniero Adriano Fusco
 

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