Fw: Messaggio dal Movimento Antonio Di Pietro

31/gen/2003 03.34.45 Luigi Sedita Contatta l'autore

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----- Original Message -----
From: "Antonio Di Pietro"
To:
Sent: Thursday, January 30, 2003 5:17 PM
Subject: Messaggio dal Movimento Antonio Di Pietro


> Insieme con Di Pietro
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>
> Bruxelles, 30 gennaio 2003
>
> Cari amici,
> all'indomani della decisione della Corte di Cassazione di rigettare la
richiesta, formulata da Silvio Berlusconi e Cesare Previti, di spostare i
processi che li riguardano dalla sede giudiziaria di Milano a quella di
Brescia possiamo affrontare a bocce ferme il nocciolo del problema.
> L'estate scorsa Berlusconi e Previti unitamente ai loro avvocati,
profittando del fatto di essere anche parlamentari avevano rilanciato in
Parlamento (oserei dire avevano imposto) l'approvazione di una legge
(ribattezzata "legge Cirami", dal nome del suo presentatore) tendente a
reintrodurre il "legittimo sospetto" - circa la serenita' e la terzieta' del
giudice - quale causa di trasferimento dei processi da una sede ad un'altra.
> Al di la' del merito del principio, e' noto a tutti (e chi lo nega e' solo
l'ultimo Pinocchio) che tale legge e' stata voluta a tutti i costi proprio
per ottenere lo spostamento dei processi di Berlusconi e Previti da Milano e
Brescia nel disperato tentativo di allungare i tempi processuali e ritardare
il giudizio finale. Se non ci sono riusciti e' solo perche' anche questa
legge - come la precedente sulle "rogatorie" - e' stata fatta in modo cosi'
maldestro da essere risultata inefficace al primo vaglio dei giudici della
Suprema Corte. Insomma hanno fatto (si sono fatti) la ciambella ma si sono
scordati il buco.
> Il processo in questione in realta' e' molto semplice: si deve solo
stabilire se tre giudici romani (Squillante, Metta e Verde) hanno o no
ricevuto denaro da Berlusconi e Rovelli (per il tramite degli avvocati
Previti ed Acampora) attraverso bonifici bancari tra conti correnti esteri
che tutti avevano aperto in Svizzera. Come si vede, trattasi di un processo
che - di per se' poteva chiudersi in poche udienze (i bonifici bancari sono
documentali e ci sono o non ci sono). Eppure sono passati anni ed ancora il
processo non si riesce a fare. Ogni volta gli imputati hanno accampato mille
eccezioni procedurali e rilanciato assurde accuse ai loro giudici.
> Ora che non dovrebbero piu' sfuggire ai loro giudici naturali finalmente
potremo sapere come sono andate veramente le cose.
> Dico "dovrebbero" perche' penso che purtroppo ancora una volta ne
inventeranno un'altra. Berlusconi l'ha gia' fatto capire all'indomani della
decisione della Corte di Cassazione. Diranno (e con loro sproloquieranno
tutti i loro "reggicorda", grazie alla solita "campagna stampa di regime"):
"gli eletti dal popolo non possono essere giudicati altrimenti si
impedirebbe loro di esercitare il loro mandato". Accuseranno - come gia'
stanno accusando - i giudici di voler sovvertire l'ordine democratico dello
Stato. Addirittura ora se la prendono anche con quegli attempati signori
della Suprema Corte, quegli stessi che solo poco tempo addietro Berlusconi
ringraziava e lodava pubblicamente all'indomani della cancellazione della
condanna a tre anni di carcere che aveva ricevuto dalla Corte di Appello per
la vicenda delle tangenti alla Guardia di Finanza.
> Ovviamente il "rialzo dello scontro" e' studiato a tavolino. Ha cominciato
subito Berlusconi con il suo proclama del giorno dopo: "e' una persecuzione
politica" si e' messo a blaterare a reti unificate (grazie anche
all'asservimento mediatico di cui gode).
> E' un "giochino" funzionale allo scopo (e per questo va smascherato
subito): serve per preparare il terreno alla richiesta del ripristino
dell'immunita' parlamentare. Anzi di piu': non si limiteranno a ripristinare
il vecchio istituto dell'autorizzazione a procedere" ma ne inventeranno uno
ancora piu' "blindato", quello della "immunita' tout court" proponendo una
legge del tipo "nei confronti dei parlamentari ogni processo si sospende di
diritto" (con il rischio che il Parlamento finira' per diventare un
ricettacolo anche di incalliti criminali).
> Che fare allora? Non resta che continuare la "mobilitazione permanente"
per rilanciare e tenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica. E' questa
la nostra unica arma che abbiamo ma anche la piu' efficace. Dobbiamo
vigilare affinche' nessuno dei parlamentari dell'opposizione si lasci
tentare dalla voglia di votare favorevolmente la modifica dell'art. 68 della
Costituzione (che regola appunto l'istituto dell'immunita' parlamentare).
Trattandosi di una norma costituzionale, per modificarla ci vuole il voto
favorevole di 2/3 dei parlamentari per essere immediatamente valida,
altrimenti e' necessario fare un referendum confermativo. E' proprio quello
che dobbiamo pretendere. Se quelli della casa della Liberta' dovessero
davvero osare reintrodurre l'immunita' parlamentare, dobbiamo attivarci per
contrastarla con il referendum.
> Sono certo che la pretesa di considerare i parlamentari "diversi" di
fronte alla legge rispetto a tutti gli altri cittadini non passerebbe al
vaglio degli elettori (e poi vediamo se continueranno a dire che, siccome
sono stati eletti dal popolo, possono fare tutto quello che vogliono).
>
>
> ANTONIO DI PIETRO
> (Presidente Italia dei Valori)
>
>
> ------------------------------------------------------------------
> Insieme con Di Pietro
>
> per cancellarsi dalla lista vai su :
http://www.antoniodipietro.org/comecancellarsi.htm
>




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