Perugia-Assisi: 50 anni e 50 buone ragioni

22/set/2011 18.52.55 Movimento Nonviolento Contatta l'autore

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Con preghiera di pubblicazione. Grazie.


50 anni di Marcia Perugia-Assisi
50 buone ragioni per partecipare

di Mao Valpiana
presidente del Movimento Nonviolento


1
E' impegnativo partecipare alla Marcia Perugia-Assisi. Non per i
venticinque chilometri da percorrere, che sono niente al confronto con
le distanze affrontate da chi fugge dalla guerra e cerca salvezza, ma
per l'assunzione di responsabilità che ciò comporta. Significa mettersi
in cammino "per la pace e la fratellanza dei popoli". E' l'impegno di
una vita.

2
Se si e' da soli si cammina, o si corre. Solo se lo si fa con altri si
può marciare. Bisogna prepararsi bene per marciare insieme; e'
necessario avere la stessa meta, obiettivi comuni, e spirito di
condivisione. Farlo per la pace e la fratellanza dei popoli, significa
marciare per il futuro dell'umanità.

3
La Marcia Perugia-Assisi, diceva Aldo Capitini, è un'assemblea
itinerante. Prima di partecipare ad un'assemblea ci si prepara
adeguatamente, studiandone bene la lettera di convocazione e l'ordine
del giorno. Ogni marciatore che vuole partecipare alla Marcia in piena
consapevolezza dovrebbe quindi leggere il documento del Movimento
Nonviolento "Mozione del popolo della pace: ripudiare la guerra, non la
Costituzione".

4
Nello zainetto che ogni partecipante prepara per marciare lungo il
percorso della Perugia-Assisi ci metterei, insieme ad un panino ed una
bottiglietta d'acqua, il Quaderno di Azione nonviolenta con lo scritto
di Aldo Capitini "Teoria della nonviolenza", e poi inviterei tutti i
marciatori ad imparare a memoria il primo punto della Carta
programmatica del Movimento Nonviolento: "opposizione integrale alla
guerra".

5
Muoiono nel Mediterraneo i migranti. I loro corpi vengono gettati nel
mare, senza degna sepoltura. Sono vittime innocenti della guerra e del
razzismo. Quando marceremo da Perugia ad Assisi "per la pace e la
fratellanza dei popoli" sentiremo la loro compresenza. Sarà la
testimonianza più vera e più dura che la guerra è un crimine contro
l'umanità.

6
Tutti sono invitati a partecipare alla Marcia Perugia-Assisi. La Marcia
è di tutti e per tutti. Nel cammino ideato da Aldo Capitini il plurale
di "tu" è "tutti". Saremo tutti uniti a marciare contro la guerra. Tutti
in cammino verso l'orizzonte della nonviolenza, che è il varco attuale
della storia.

7
Marciare per la pace, significa marciare contro la guerra.
Marciare contro la guerra, significa marciare per abolire gli eserciti.
Marciare per abolire gli eserciti, significa marciare contro le spese
militari.
Marciare contro le spese militari, significa marciare per il disarmo.
Marciare per il disarmo, significa iniziare a disarmare se stessi.
Se vuoi marciare per la pace, prepara il tuo disarmo unilaterale.

8
Perugia, simbolo della laicità. Assisi, simbolo della religiosità. Il
cammino da Perugia ad Assisi unisce laici e religiosi. Li unisce nella
ricerca comune della nonviolenza, così come la nonviolenza unisce
oriente ed occidente. Storie e culture diverse si incontrano e si
mescolano nella strada che dai Giardini del Frontone porta alla Rocca di
Assisi. E' accaduto nel 1961, accadrà nuovamente nel 2011.

9
La Marcia Perugia-Assisi non è una semplice manifestazione. Non è un
qualsiasi corteo. Non è una protesta. Non è una ricerca di "visibilità".
Non la si fa per "bucare il video". Non è un fatto "mediatico". Non è
una tradizione, non è una ritualità. La Marcia Perugia-Assisi è
un'assemblea itinerante, è il popolo della pace che si convoca e si
mette in cammino, è un'azione nonviolenta che si rinnova ed ha un valore
in sè.

10
Approfondire la conoscenza del pensiero, delle iniziative e della figura
di Aldo Capitini, è il modo migliore per prepararsi alla Marcia
Perugia-Assisi. Ad un giovane che volesse farlo, consiglierei di
iniziare con la lettura di un bel testo autobiografico di Capitini:
"Attraverso due terzi di secolo".

11
Il cammino non è solo un susseguirsi di passi. E' anche un orizzonte, un
panorama che cambia ad ogni curva, terra sotto i piedi e cielo sopra la
testa. Quando Capitini ideò il percorso da Perugia ad Assisi prestò
molta attenzione al paesaggio umbro, lo stesso che vedevano gli occhi di
Francesco, il santo della nonviolenza, nel suo peregrinare. Per questo
ci accosteremo umilmente, con rispetto e con "sacralità" al tragitto
della marcia Perugia-Assisi.

12
La marcia Perugia-Assisi del 1961 fu anche una festa, una celebrazione,
una liturgia. Tra i partecipanti c'erano familiarità e tensione ideale.
I contadini e gli operai indossarono "il vestito della festa", con la
giacca ad il cappello. Mogli e madri portavano ancora il lutto per il
marito o il figlio persi nella guerra terminata da solo sedici anni.
Cinquant'anni dopo dobbiamo prepararci a marciare con la stessa
compostezza di quegli uomini e quelle donne che ci hanno preceduto sulle
strade della Perugia-Assisi.

13
La marcia Perugia-Assisi, ideata da Aldo Capitini, si inserisce nella
tradizione delle marce nonviolente, a partire dalla "marcia del sale"
promossa da Gandhi al culmine della campagna di disobbedienza civile per
la liberazione dell'India. Sarebbe bello, e giusto, che ogni
partecipante alla marcia del 25 settembre 2011 dedicasse un pensiero,
durante il cammino, al Mahatma Gandhi.

14
Molte persone, pur desiderandolo, non potranno partecipare alla marcia
Perugia-Assisi, perchè malate, perchè anziane, perchè detenute, perchè
indigenti, perchè dedite a compiti non rinviabili. Marceremo anche per loro.

15
Dalla marcia Perugia-Assisi si leverà una richiesta corale, rivolta al
governo e al Parlamento: non tagliate i salari ma le spese militari.
Porre al primo punto dell'agenda politica la riduzione del bilancio del
Ministero della Difesa, sarà uno dei compiti della marcia.

16
Tra le dissennate misure "anti crisi" varate dal governo, vi è la
soppressione delle festività civili "non concordatarie" e il loro
spostamento alla domenica più vicina. Ciò significa cancellare le feste
del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. La marcia Perugia-Assisi
dovrà schierarsi a difesa della memoria e rivendicare le tre feste
laiche fondamentali: quella antifascista, quella dei lavoratori e quella
repubblicana.

17
Il popolo della pace si metterà in cammino, sulle orme di Aldo Capitini.
Ci saranno anche bambine e bambini, e pure gli animali accompagneranno
questo popolo. La "liberazione" nonviolenta, nel pensiero capitiniano,
riguarda adulti e fanciulli, ed ogni essere vivente. Tutti marceranno
insieme.

18
Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione. Quando
ha approvato la guerra in Libia, quando ha giustificato l'intervento
militare in Afghanistan, quando ha promulgato leggi che prevedono spese
belliche, ha tradito il proprio ruolo. L'articolo 11 della Costituzione
italiana ripudia la guerra e il Presidente deve vigilare che così sia.
Se il Presidente della Repubblica, come già in passato è avvenuto,
intende mandare un messaggio ai marciatori della Perugia-Assisi, ne
tenga conto.

19
Ogni singola persona che deciderà di partecipare alla marcia
Perugia-Assisi, sarà un'aggiunta preziosa. La marcia è un patrimonio
collettivo, costituito dai marciatori tutti, che ne sono i responsabili.
Ogni singolo cartello, ogni striscione, ogni slogan, ha un'importanza
decisiva, perchè andrà a costruire il messaggio complessivo che la
marcia offrirà alla pubblica opinione. Per questo tutto deve essere
orientato ad un rigoroso spirito nonviolento, come voleva Aldo Capitini.

20
La marcia Perugia-Assisi esprime una grande attenzione alla natura e
all'ambiente. Sarà buona cosa produrre minor inquinamento possibile per
recarsi a Perugia: privilegiare il treno rispetto ai mezzi privati,
utilizzare la bicicletta quando possibile, riempire alla massima
capienza pullman e automobili. Cercheremo anche di evitare ogni inutile
inquinamento acustico e rumori molesti. Ogni singolo marciatore dovrà
fare attenzione a non disperdere nessun rifiuto, non lasciar cadere
carte e volantini per terra, non utilizzare bottigliette di plastica, ed
eventualmente riportarle via con sè. Saremo ospiti della splendida terra
umbra, e dovremo lasciare il percorso da Perugia ad Assisi migliore di
come lo avremo trovato.
Un semplice accorgimento: portiamoci un sacchetto apposito, e se vediamo
qualche rifiuto a terra lasciato da un marciatore distratto, raccogliamolo.

21
“Per la pace e la fratellanza dei popoli” (1961), “Mille idee contro la
guerra” (1978), “Contro la guerra ad ognuno di fare qualcosa” (1981),
“Contro il riarmo blocchiamo le spese militari” (1985), “Mai più
eserciti e guerra” (2000). Sono questi i titoli, e gli obiettivi
politici, delle precedenti marce che il Movimento Nonviolento vuole
rinnovare e riproporre il 25 settembre 2011.
Nel cinquantesimo anniversario della prima marcia di Aldo Capitini,
marceremo dunque per la pace e la fratellanza dei popoli, per
raccogliere mille idee contro la guerra, per chiedere ad ognuno di fare
qualcosa contro la guerra, per ottenere il blocco delle spese militari e
per riaffermare che se non vogliamo più guerre dobbiamo abolire gli
eserciti.

22
Sarebbe bello se ogni marciatore che parteciperà alla marcia, portasse
appeso al collo un cartello, anche solo un foglio di quaderno, con
scritto il proprio personale impegno contro la guerra, firmato con nome
e cognome.

23
La guerra è il più grande crimine contro l'umanità. Ogni guerra, per
qualsiasi motivo. Sia essa di attacco o di difesa, chirurgica o
umanitaria, per il petrolio o per la democrazia, la guerra è sempre un
crimine, in Libia o in Afghanistan. Questo dirà la marcia Perugia-Assisi.

24
La nonviolenza è il varco attuale della storia, diceva Aldo Capitini.
Ancor oggi la marcia Perugia-Assisi cammina sui sentieri della storia e
cerca il varco.

25
La Perugia-Assisi è democratica. Quando saremo in marcia ognuno di noi
sarà il centro dell'iniziativa. Ogni singolo marciatore esprimerà l'idea
collettiva. Non ci saranno capi, portavoce, rappresentanti. La marcia è
composta da tutti i marciatori, che hanno un uguale valore in sè.

26
La vera marcia inizierà la sera del 25 settembre, quando dalla Rocca di
Assisi sarà proclamata la conclusione. E' da lì che muoverà i primi
passi la marcia per la pace, quando ogni marciatore tornerà alla propria
casa con l'impegno di realizzare l'obiettivo comune: opporsi
integralmente alla guerra.

27
La marcia Perugia-Assisi dovrà dire parole chiare sulla politica
internazionale e sulla politica interna: non vogliamo più partecipare a
nessuna guerra, non vogliamo più pagare per le spese militari.

28
La marcia Perugia-Assisi è aperta a tutti, ai persuasi e ai perplessi.
Raccoglie le idee di tutti, ma deve dare un orientamento preciso verso
la nonviolenza. Se questo non avvenisse, sarebbe solo un'inutile marcia.

29
Accade spesso che gli abitanti lungo il percorso della marcia offrano
acqua e generi di conforto ai marciatori più affaticati. E' un gesto di
accoglienza, di ospitalità, di condivisione, che commuove.

30
La musica è un'arte che unisce, che crea emozioni, che parla ai
sentimenti. La colonna sonora della prima marcia fu affidata ad un
giovane cantautore con la chitarra. Chi sa suonare qualche strumento lo
porti alla marcia del 25 settembre 2011, e chi sa cantare non abbia
timore a farlo in coro con gli altri marciatori. La musica e le canzoni
ci accompagneranno da Perugia ad Assisi.

31
La marcia Perugia-Assisi condanna le guerre del passato, si dissocia
dalle guerre del presente e cerca di prevenire le guerre del futuro.

32
Nessuno venga alla marcia per ostentare la propria bandiera di parte, lo
striscione della propria organizzazione, il nome di uno specifico
movimento. Bandiere, striscioni e movimenti devono contribuire a far
prevalere l'obiettivo comune per cui marceremo insieme: il bene supremo
della pace.

33
Il 25 settembre ripercorreremo la strada indicata da Aldo Capitini; il
titolo della marcia sarà lo stesso dato da Capitini “per la pace e la
fratellanza dei popoli”; concluderemo alla Rocca di Assisi, là dove
Capitini lesse la “mozione del popolo della pace”. Dobbiamo essere
consapevoli della grandezza di ciò che faremo insieme.

34
Quando si marcia, si guarda in avanti. Il valore profondo della
Perugia-Assisi non è solo nella forza delle sue radici che affondano nel
passato, ma soprattutto nella capacità di indicarci la strada da
percorrere da domani.

35
Marceremo non per smania di protagonismo, o per sfogare indignazione o
rancori, e nemmeno per rivendicare diritti negati o torti subiti;
marceremo per dialogare con tutti coloro che marciano insieme a noi e
con tutti coloro che ci staranno ad osservare dai bordi della strada,
dalle loro case, dalla televisione e tramite i giornali. La marcia è un
metodo nonviolento per comunicare con gli altri. Dobbiamo spiegarci bene
e farci capire. Il messaggio è quello della nonviolenza.

36
Con Aldo Capitini, saranno in molti ad accompagnarci e darci forza
durante la marcia Perugia-Assisi del 25 settembre: Lorenzo Milani,
Danilo Dolci, Tonino Bello, Ernesto Balducci, Alexander Langer, Davide
Melodia, Gaetano Latmiral, Rocco Campanella, Birgitta Pinna Ottoson,
Emma Thomas, Gervasia Asioli, Piergiorgio Acquistapace, Marco Baleani, e
tantissime altre amiche ed amici della nonviolenza che qui tutti non
possiamo nominare, ma che ognuno di noi porta nel cuore. Sarà la marcia
della compresenza dei morti e dei viventi.

37
C'è un compito da assolvere per chi si prepara a partecipare alla marcia
Perugia-Assisi: chiedere al proprio Comune, al Sindaco, ad un
consigliere comunale, al Presidente della Provincia, ad un consigliere
provinciale, ad un deputato o un senatore, ad un consigliere di
quartiere o di circoscrizione, che si conosce o che si è votato, di
partecipare alla marcia in rappresentanza dell'istituzione di cui fanno
parte. Gli enti locali, le istituzioni democratiche rappresentative,
sono chiamate a fare la propria parte per la costruzione della pace.

38
Camminare per la pace da Perugia ad Assisi è anche una forma di
meditazione. "Ogni passo è vita, ogni passo è guarigione, ogni passo è
gioia, ogni passo è libertà" dice una preghiera buddhista.

39
Sarebbe bello che alcuni tratti della marcia da Perugia ad Assisi
fossero percorsi da tutti i marciatori in perfetto silenzio. Un silenzio
per concentrarsi sulle vittime delle guerre; un silenzio da opporre al
fragore dei bombardamenti.

40
Il rovesciamento del motto olimpico pensato da Alexander Langer
("lentius, profundius, suavius" anzichè "citius, altius, fortius") ben
si adatta alla marcia Perugia-Assisi: più lentamente, più profondamente,
più dolcemente. Questi devono essere i tre caratteri di una marcia per
la pace.

41
Saremo in tanti alla marcia per la pace. Ma quello che conta di più sarà
essere in tanti dal giorno dopo a dire di no alla preparazione della
prossima guerra.

42
Il disarmo. Questo è l'obiettivo politico di una marcia per la pace. Lo
sapeva già Francesco d'Assisi che chiedeva l'indulgenza per coloro che
prima di entrare alla Porziuncola abbandonavano le armi.

43
La marcia Perugia-Assisi è per la pace e la fratellanza dei popoli, e
dunque è antimilitarista, antifascista, antirazzista.

44
La Costituzione italiana ripudia la guerra. Chi partecipa alla marcia
Perugia-Assisi mette in atto la Costituzione.

45
La guerra è portatrice di morte. Le donne generano la vita. Il movimento
femminista rappresenta l'anima profonda della marcia per la pace.

46
La marcia Perugia-Assisi raccoglie il meglio di ciò che ha saputo
esprimere l’Italia negli ultimi cinquant’anni. Nonviolenti, obiettori di
coscienza, pacifisti, femministe, ecologisti, referendari, scout,
parrocchie, comitati, comunità di base, movimenti per i diritti civili,
per i beni comuni, per la giustizia, per la democrazia, si danno
obiettivi comuni: la pace e la fratellanza dei popoli.

47
La Perugia-Assisi è la marcia dell’obiezione alla cultura bellica,
dell’obiezione alla politica di guerra, dell’obiezione alle spese
militari, dell’obiezione di coscienza alle armi e agli eserciti.

48
“La marcia non è fine a se stessa. Crea onde che vanno lontano”. Così
diceva Aldo Capitini nel 1961. Le onde della nonviolenza sono giunte
fino a noi, oggi.

49
Ogni passo che i nostri piedi faranno da Perugia ad Assisi, deve
corrispondere ad un fucile che le nostri mani spezzano.

50
Partecipare alla marcia Perugia-Assisi è un grande privilegio. Seguiamo
le orme del santo Francesco, del mahatma Gandhi, del pastore Martin
Luther King, del professor Aldo Capitini. Camminiamo sulle vie della
nonviolenza.

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_____________________
Movimento Nonviolento
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sito: www.nonviolenti.org


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