Dopo la Perugia-Assisi

DOPO LA MARCIA DELLA PACE, l'IMPEGNO PER IL DISARMO CONTINUA di Pasquale Pugliese, segreteria nazionale del Movimento Nonviolento La Marcia del sale e la Marcia della pace Uno degli strumenti nonviolenti pi importanti sperimentati da Gandhi furono le marce, svolte sia in Sudafrica che in India, fino alla pi importante e decisiva "Marcia del sale", che segn il punto di svolta nella lotta per l'auto-governo del popolo indiano.

Persone John Lennon, Aldo Capitini, Bertand Russel, Pasquale Pugliese, Pier Paolo Pasolini, Mao Tse Tung, Gandhi, Martin Luther King
Luoghi Italia, India, Verona, Perugia, Inghilterra, Sudafrica, Stati Uniti d'America, Assisi
Organizzazioni Nonviolento La Marcia, Comitato di Liberazione Nazionale
Argomenti politica, diritto pubblico e amministrativo, istituzioni

03/ott/2011 13.03.50 Movimento Nonviolento Contatta l'autore

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DOPO LA MARCIA DELLA PACE, L'IMPEGNO PER IL DISARMO CONTINUA


di Pasquale Pugliese,
segreteria nazionale del Movimento Nonviolento


La Marcia del sale e la Marcia della pace

Uno degli strumenti nonviolenti pi importanti sperimentati da Gandhi
furono le marce, svolte sia in Sudafrica che in India, fino alla pi
importante e decisiva "Marcia del sale", che segn il punto di svolta
nella lotta per l'auto-governo del popolo indiano.

Le marce furono poi riprese in Occidente, negli USA dal movimento per i
diritti civili guidato da Martin Luther King, in Inghilterra dal
movimento antinucleare guidato da Bertand Russel, in Italia dal
movimento per la pace di Aldo Capitini. Sulle orme di Capitini, lo
scorso 25 settembre abbiamo marciato ancora da Perugia ad Assisi,
cinquanta anni dopo quella prima volta che fu definita dal lungimirante
Pier Paolo Pasolini "il fenomeno politico pi importante dell'anno, una
specie di riproposta modernissima del CLN".

Capitini, a commento della Marcia del 1961, scrisse "una marcia non
fine a se stessa, continua negli animi, produce onde che vanno lontano,
fa sorgere problemi, orientamenti, attivit". Cinquanta anni dopo, Mao
Valpiana presidente del Movimento Movimento, a conclusione della "Marcia
della pace e la fratellanza dei popoli" dalla Rocca di Assisi, evocando
le parole di Capitini, ha ricordato: "la vera marcia, lo sappiamo,
comincer questa sera, quando ognuno di noi torner nella propria casa
con l'impegno di realizzare il programma politico nonviolento: pace e
fratellanza. Per cominciare dobbiamo partire da noi stessi, ognuno deve
fare il proprio disarmo. Un disarmo unilaterale, un disarmo culturale.
Fare cadere i muri dentro le nostre teste. Spezzare il proprio fucile.
Non aspettiamo che siano gli altri a disarmare, incominciamo noi!"


Ancora in marcia per il disarmo

In oltre duecentomila abbiamo marciato da Perugia ad Assisi, provenienti
da tanti luoghi geografici, culturali e politici in rappresentanza di
quell'Italia pulita e onesta, che c' a dispetto della sua triste
rappresentazione governativa. E' la stessa Italia che si manifestata
in tutta la sua forza nei referendum per i beni comuni della scorsa
primavera. Questa Italia ha coperto a piedi i 25 chilometri di distanza
tra i Giardini del Frontone di Perugia e la Rocca di Assisi manifestando
una consapevolezza nuova: la difesa dei beni comuni e la difesa della
pace sono una cosa sola! Non solo perch la pace il fondamentale bene
comune, ma anche perch si colpiscono con la finanziaria i principali
presdi dei legami comunitari e si salvaguardano solo i presdi della
guerra: gli armamenti e la loro intoccabile casta di sacerdoti.

Di fronte ad una crisi economica e finanziaria che sta dando al governo
il pretesto per generare un massacro sociale senza precedenti,
travolgendo i diritti costituzionali al lavoro, alla protezione sociale,
alla salute, all'istruzione e alla cultura, principali beni comuni, il
popolo in marcia per la pace ha affermato coralmente che la crisi si
risolve attraverso il disarmo, il taglio drastico delle spese militari,
il ripudio della guerra e della sua preparazione, cio ribadendo i
principi fondamentali della Costituzione. Dare un taglio netto alle
spese militari per non tagliare i diritti sociali. Ripudiare la guerra
per non ripudiare la Costituzione.

Ma i principi non basta affermarli, vanno declinati in una consapevole
ed efficace azione culturale e politica. La forza delle marce gandhiane
stata la capacit di trasformare i partecipanti in attivisti della
nonviolenza che puntavano a realizzare gli obiettivi specifici per i
quali avevano marciato insieme. Non si pu essere marciatori per un
giorno, ma bisogna portare nelle nostre associazioni, nei nostri
partiti, nelle nostre parrocchie, nei nostri enti locali, nelle nostre
universit, nelle nostre scuole l'energia raccolta alla Marcia e
trasformarla in azione politica e collettiva per il disarmo. Una
rivoluzione costituzionale e nonviolenta che apre e principia tutte le
altre.


www.pasqualepugliese.blogspot.com
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War is over (John Lennon)

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