Il papa attacca l’ateismo, l’UAAR replica: «La sua è cattiva coscienza»

03/nov/2011 10.31.38 UAAR - Unione Atei e Agnostici Razionalisti Contatta l'autore

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Comunicato stampa UAAR del 27 ottobre 2011

Doveva essere una giornata di riflessione e di dialogo: ma Benedetto XVI, che pure vi aveva invitato quattro non credenti, ha trasformato il meeting di Assisi nell’ennesimo attacco agli atei. «L’assenza di Dio», ha sostenuto il pontefice, sarebbe causa di violenza e persino dei campi di concentramento, perché la negazione del divino «corrompe l’uomo, lo priva di misure, gli fa perdere l’umanità». Per contro, l’uso della violenza in nome della religione sarebbe soltanto «un utilizzo abusivo della fede cristiana».

«Non è la prima volta che il papa si rivela ateofobo», sostiene Raffaele Carcano, segretario UAAR. «Il suo attacco agli atei, e la pretesa di annettersi gli agnostici, sono il chiaro tentativo di demonizzare l’incredulità, che si va sempre più diffondendo nel mondo: come ammette lo stesso papa, evidentemente preoccupato».

«A Benedetto XVI» — prosegue Carcano — «ricordiamo che in nome dell’ateismo non è stata mai combattuta alcuna guerra, e che i Paesi con il maggior numero di atei sono anche quelli dove il tasso di criminalità è minore». Quanto ai campi di concentramento, conclude Carcano, «essi sono il frutto del millenario antisemitismo cristiano. Adolf Hitler credeva in Dio, mentre gli atei erano fuorilegge durante il nazismo. Il motto della Wehrmacht era Dio è con noi: Ratzinger lo sa benissimo, avendo servito nell’esercito tedesco».

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