Antiplagio news: richiamo del Papa ai neocatecumenali

01/gen/2006 19.05.02 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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TELEFONO ANTIPLAGIO 338.8385999 - COMUNICATO STAMPA
Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha inviato una lettera
(pubblicata a seguire) ai dirigenti del Cammino Neocatecumenale, Kiko
Arguello, Carmen Hernandez e don Mario Pezzi, contenente 6 ''decisioni
del Santo Padre'' alle quali dovranno attenersi. Tali ''decisioni''
tendono a riportare alla prassi normale le celebrazioni liturgiche
Neocatecumenali. In particolare, i 6 punti elencano le direttive del
Papa e per una sola di esse viene concesso di continuare, ''fino ad
ulteriore disposizione'', con l’indulto gia' autorizzato, ovvero con lo
scambio del segno della pace prima dell'offertorio.
Sarebbe interessante a questo punto chiedersi, come ci e' stato
segnalato, se anche il simbolo con cui Kiko Arguello rappresenta la
parrocchia, ovvero un cerchio con una croce rovesciata, o la singola
croce rovesciata che egli ha disegnato nella sedia di Giovanni Paolo II
sul Monte delle Beatitudini nel 2000, verra' bandito. E' noto infatti
che la croce al contrario, che sia isolata o all'interno di un cerchio,
non e' mai stato simbolo cristiano, anzi e' un simbolo satanico. E'
contraddittorio quindi, oltre che sacrilego, che venga utilizzata da un
movimento che si definisce ''ecclesiale''.
Ufficio Stampa Antiplagio 338.8385999
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Testo integrale della lettera del Cardinale Arinze
Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum
Dalla Città del Vaticano
Egregi Signor Kiko Argüello, Sig.na Carmen Hernandez e Rev.do Padre
Mario Pezzi,
a seguito dei dialoghi intercorsi con questa Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti circa la celebrazione della
Santissima Eucaristia nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, in
linea con gli orientamenti emersi nell’incontro con Voi dell’11 novembre
c.a., sono a comunicarVi le decisioni del Santo Padre.
Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale
accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza
omettere né aggiungere nulla. Inoltre, circa alcuni elementi si
sottolineano le indicazioni e precisazioni che seguono:
1. La Domenica è il “Dies Domini”, come ha voluto illustrare il Servo di
Dio, il Papa Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica sul Giorno del
Signore. Perciò il Cammino Neocatecumenale deve entrare in dialogo con
il Vescovo diocesano affinché traspaia anche nel contesto delle
celebrazioni liturgiche la testimonianza dell’inserimento nella
parrocchia delle comunità del Cammino Neocatecumenale. Almeno una
domenica al mese le comunità del Cammino Neocatecumenale devono perciò
partecipare alla Santa Messa della comunità parrocchiale.
2. Circa le eventuali monizioni previe alle letture, devono essere
brevi. Occorre inoltre attenersi a quanto disposto dall’”Institutio
Generalis Missalis Romani” (nn. 105 e 128) e ai Praenotanda dell’”Ordo
Lectionum Missae” (nn. 15, 19, 38, 42).
3. L’omelia, per la sua importanza e natura, è riservata al sacerdote o
al diacono (cfr. C.I.C., can. 767 § 1). Quanto ad interventi occasionali
di testimonianza da parte dei fedeli laici, valgono gli spazi e i modi
indicati nell’Istruzione Interdicasteriale “Ecclesiae de Mysterio”,
approvata “in forma specifica” dal Papa Giovanni Paolo II e pubblicata
il 15 agosto 1997. In tale documento, all’art. 3, §§ 2 e 3, si legge:
§ 2 - “È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la
maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche,
eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle
norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche
celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato,
ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa
dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante. Queste
didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da
poter essere confuse con l’omelia”.
§3 - “La possibilità del ‘dialogo’ nell’omelia (cfr. Directorium de
Missis cum Pueris, n. 48) può essere, talvolta, prudentemente usata dal
ministro celebrante come mezzo espositivo, con il quale non si delega ad
altri il dovere della predicazione”.
Si tenga inoltre attentamente conto di quanto esposto nell’Istruzione
“Redemptionis Sacramentum”, al n. 74.
4. Sullo scambio della pace, si concede che il Cammino Neocatecumenale
possa usufruire dell’indulto già concesso, fino ad ulteriore disposizione.
5. Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino
Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per
passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa
Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della
chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per
tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il
Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri
liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo.
6. Il Cammino Neocatecumenale deve utilizzare anche le altre Preghiere
eucaristiche contenute nel messale, e non solo la Preghiera eucaristica II.
In breve, il Cammino Neocatecumenale, nella celebrazione della Santa
Messa, segua i libri liturgici approvati, avendo tuttavia presente
quanto esposto sopra ai numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6.
Riconoscente al Signore per i frutti di bene elargiti alla Chiesa
mediante le molteplici attività del Cammino Neocatecumenale, colgo
l’occasione per porgere distinti saluti.
+ Francis Card. Arinze, Prefetto

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